Google Pay: cos'è, come funziona e come usarlo in Italia - Pagamenti Digitali
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Google Pay: cos’è, come funziona e come usarlo in Italia

Google Pay sbarca in Italia: la compagnia di Mountain View ha ufficializzato la disponibilità sul territorio nazionale della sua piattaforma di pagamento, che sostanzialmente sincronizza le proprie carte di credito e debito con l’account personale Google. In questo modo diventa possibile effettuare acquisti on line e, soprattutto, pagare direttamente con il proprio smartphone in tutti i punti vendita dotati di tecnologia contactless/NFC. Un qualcosa che, dato il netto predominio dei telefoni Android anche in Italia, è destinata ad avere un impatto realmente significativo sul mondo dei pagamenti digitali anche in Italia, probabilmente superiore rispetto all’analogo servizio offerto da Apple.

Google Pay è arrivato ufficialmente in Italia quindi. Il sistema di pagamento ideato dal colosso di Mountain View sbarca nel nostro Paese dopo Apple Pay e Samsung Pay. Non si tratta di una novità assoluta, in quanto Google Pay è già disponibile a livello internazionale in 20 Paesi. A seguire una breve guida di Google Pay, la nuova app che va a migliore ulteriormente l’ecosistema multipiattaforma a disposizione degli utenti che scelgono l’azienda tech californiana.

Che cos’è Google Pay

Google Pay è il portafogli digitale aperto a tutti i dispositivi ideato da Google per raggruppare in un’unica applicazione carte di credito e bancomat dell’utente. La persona che registra la propria carta di pagamento in Google Pay non ha più bisogno di portarla con sé al supermercato o in qualsiasi altro esercizio commerciale dove è possibile pagare con Google Pay mediante la tecnologia NFC. Mediante il nuovo sistema di pagamento di Big G è poi possibile completare acquisti su Play Store (app a pagamento o add-on di applicazioni già scaricate in precedenza), siti di e-commerce e store online di marchi famosi. Inoltre, la nuova app di Google ha introdotto il supporto alle carte d’imbarco e ai biglietti per eventi, tra cui i concerti. Non solo, in Google Pay possono anche essere aggiunte tessere fedeltà e gift card. Si ricorda infine che l’applicazione è disponibile gratuitamente sia per smartphone Android che per i dispositivi iOS (iPhone e iPad).

Come funziona Google Pay

Più nel dettaglio, per utilizzare Google Pay occorre collegare all’app Google Pay una carta di credito, di debito o prepagata (Maestro, MasterCard, Visa) emessa da una qualsiasi delle banche e istituti di credito supportati: al momento i nomi sono quelli di Banca Mediolanum, Boon, HYPE , Nexi, N26, Revolut, Widiba, mentre nei prossimi mesi si aggiungeranno a questa lista anche Iccrea Banca e Poste Italiane. Gli utenti possono decidere di attivare il servizio anche direttamente nella app di mobile banking della propria banca. A questo punto per completare la transazione pagare è sufficiente accostare il telefono (l’app è compatibile con i terminali dotati di Android dalla versione 5.0 in poi) a un terminale contactless/NFC. In maniera del tutto simile è possibile effettuare la stessa operazione con WearOS, il sistema operativo di Android per smartwatch.

La prima cosa da fare è scaricare l’applicazione Google Pay tramite il proprio smartphone. Una volta completato il download ed eseguita l’installazione, si procede quindi con la configurazione. A questo punto non resta che registrare la propria carta di credito/bancomat, seguendo le istruzioni guida di Google. Occorre selezionare il menu e tra le opzioni disponibili fare tap su Pagamento, per poi premere sul tasto + e confermare il comando Aggiungere una carta di credito o debito. A questo punto, è possibile usare la camera dello smartphone per fotografare la carta di credito così da acquisire automaticamente i dati oppure quest’ultimi possono essere anche inseriti manualmente. Terminata l’operazione, Google Pay chiede di verificare il metodo di pagamento mediante una delle opzioni presenti in elenco. In genere è sufficiente confermare il codice di verifica ricevuto da Google tramite messaggio di testo. Registrata la carta di credito/debito su Google Pay è ora possibile andare in qualsiasi negozio che supporta il metodo di pagamento. Funziona senza contatto e senza necessità di aprire applicazioni o digitare codici. Quanto è sicuro Google Pay? Il colosso di Mountain View assicura i propri utenti sull’integrità del suo portafogli digitale, consigliando di attivare il blocco schermo al momento della richiesta di pagamento per una maggiore sicurezza.

Quando arriva in Italia

Dopo una lunga attesa, Google Pay è già disponibile in Italia dalla seconda metà del mese di settembre. Il nostro Paese rappresenta la 21esima nazione in cui il servizio di Google è disponibile per gli utenti. Dunque, dopo un po’ di tempo, l’Italia ha colmato il gap con gli altri 20 Paesi che prima di lei hanno ricevuto la distribuzione ufficiale dell’applicazione Google Pay.

Chi lo può usare? Elenco delle banche supportate

Al momento Google Pay in Italia ha stretto una partnership con le seguenti banche:

  • Banca Mediolanum,
  • N26,
  • Nexi,
  • Hype,
  • Revolut,
  • Wirecard,
  • Widiba Bank.

La lista è soltanto provvisoria e comprende le banche che hanno deciso di aderire al servizio digitale di pagamento ideato dall’azienda tech statunitense con sede a Mountain View, in California. Entro il 2018 è attesa l’adesione di altre due banche:

  • CartaBCC (Banca del Credito Cooperativo)
  • Poste Italiane.

In una sezione dedicata all’app Google Pay, il colosso americano aggiorna periodicamente nazione per nazione le banche aderenti all’innovativo servizio di pagamento online.

Come pagare un amico con Google Pay

Grazie al servizio Google Pay Send, l’evoluzione di Google Wallet e integrato in Google Pay, è possibile inviare o ricevere denaro online da un amico o un componente della propria famiglia. Al momento, tale funzione è disponibile soltanto nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America. Non è ancora dato sapere se e quando Google Pay Send arriverà in Italia e se andrà a confermare le stesse caratteristiche che lo hanno reso famoso negli altri due Paesi. Chi ha già scaricato in precedenza Google Wallet deve soltanto aspettare che l’applicazione Google Wallet venga aggiornata da remoto nella nuova Google Pay Send. Una volta effettuato l’aggiornamento, scambiarsi soldi fra amici diventerà ancora più semplice. L’invio o la ricezione del denaro ai propri cari o amici dovrà essere completato mediante computer effettuando l’accesso al sito ufficiale di Google Pay, raggiungibile all’indirizzo pay.google.com.

Attenzione alla sicurezza

Ovviamente Google ha cercato di prestare grande attenzione al tema della sicurezza: innanzitutto Google Pay non condivide il numero della carta di credito con i rivenditori quando si effettuano pagamenti nei negozi. In buona sostanza le transazioni si svolgono usando un numero di carta virtuale dinamico, permettendo così di mettere al sicuro i reali dati. Come ulteriore misura di sicurezza, per pagamenti che superano i 25 euro sarà necessario sbloccare il telefono. In caso di smarrimento o furto del telefono, è possibile utilizzare la funzione Google “Trova il tuo telefono” per bloccarlo immediatamente e metterlo al sicuro con una nuova password o eliminare tutte le informazioni personali. L’altra possibilità di utilizzo di Google Pay, come si accennava in precedenza, è quella legata allo shopping on line, che presenta il vantaggio di non dover inserire ogni volta i dati di pagamento creare un account: è sufficiente cercare Google Pay in app o nei relativi e-commerce di nomi come Asos, Booking.com, Deliveroo, Flixbus, Ryanair, Vueling, mentre altri si aggiungeranno nei prossimi mesi.

Google Pay a supporto del mondo bancario

Ovviamente lo sbarco nel nostro Paese di Google Pay è stato salutato con soddisfazione da tutti i partner – del mondo bancario e non – che hanno aderito all’iniziativa: tra questi, come accennato, c’è N26 che in una nota lega la sua adesione a Google Pay con “la volontà di offrire prodotti e servizi altamente innovativi agli utenti di tutti i mercati in cui opera compreso l’Italia, paese dove N26 continua a registrare una rapida crescita”. “Registriamo un’enorme domanda di soluzioni di pagamento mobile in tutti i paesi in cui operiamo – spiega Alexander Weber, Head of International Markets di N26 -. Rendere disponibile Google Pay ai nostri clienti in Italia rappresenta il prossimo passo degli sforzi di N26 nell’offrire ai propri clienti l’esperienza bancaria più digitale e flessibile del mondo”.

Un’opzione del tutto simile è stata messa a disposizione da Hype: “Con Google Pay – ha affermato Antonio Valitutti, responsabile di Hype – vogliamo aggiungere un ulteriore importante punto di forza alla varietà di soluzioni di pagamento e gestione del denaro che mettiamo a disposizione dei clienti di Hype grazie all’innovazione. Questa importante novità conferma Hype all’avanguardia della tecnologia dei pagamenti, con una soluzione che offre ai clienti la massima velocità e sicurezza, oltre che una user experience di assoluta eccellenza”.

Google Pay: non solo pagamenti

Oltre agli operatori bancari, a essere interessati da partnership con Google Pay ci sono altri attori: ad esempio la nota compagnia di trasporto passeggeri FlixBus ha spiegato la decisione di incorporare i servizi di Google Pay nella sua app per Android con l’obiettivo di consentire ai propri utenti di acquistare i biglietti in modo più facile e veloce. “Integrando nuove funzionalità nella nostra app, puntiamo a migliorare sempre più l’esperienza di viaggio. Da oggi, con Google Pay sarà ancora più vantaggioso prenotare la propria corsa tramite app grazie al sistema di autenticazione a due fattori, che verifica l’identità dell’utente prima della transazione”, ha affermato Daniel Krauss, co-fondatore di FlixBus. Diverso è invece l’impiego di Google Pay pensato dalla compagnia low cost Vueling: i viaggiatori italiani d’ora in poi avranno la possibilità di salvare le proprie carte d’imbarco all’interno di Google Pay per dispositivi Android, così da poterla mostrare tramite smartphone al momento dell’imbarco.

Il nuovo Google Pay sostituisce Android Pay (che non esiste più)

In passato in questo articolo avevamo parlato di Android Pay. Ora il servizio di Android Pay è un servizio che ormai non esiste più ed è stato sostituito da diverso tempo da Google Pay anche in Italia. In basso riportiamo informazioni ormai non più rilevanti, ma che comunque possono essere utili a te utente, per capire come funzionava Android Pay e quindi quali evoluzioni ha avuto il nuovo servizio Google Pay, attualmente attivo e funzionante anche in Italia.

Android Pay è una nuova applicazione che permette di concludere le operazioni di pagamento senza l’utilizzo di contanti, di carte di credito o di debito. Grazie a questo nuovo metodo, per poter acquistare un articolo sarà sufficiente utilizzare il proprio smartphone.

Android Pay e le differenze con Google Pay

Con l’avvento di Google Pay, alcuni utenti hanno confuso il servizio con Android Pay, il sistema di pagamento che Google ha lanciato insieme alla distribuzione ufficiale della versione Android Marshmallow qualche anno fa. Android Pay compare in Italia per la prima volta nella prima settimana di giugno 2018. In realtà, più che una prova di lancio su scala nazionale si è trattato di un errore tecnico. Di fatto, l’avvistamento di Android Pay a giugno in Italia ha preceduto un altro falso positivo. Stavolta si trattava del vero Google Pay, sbarcato in anticipo (e per errore) su alcuni smartphone di utenti italiani. Infatti, oltre a essere disponibile solo per un numero limitato di persone, nessuno è riuscito a usare effettivamente il servizio. Nonostante la presenza dell’app ufficiale sul Play Store, al momento della registrazione del servizio era impossibile completare l’attivazione. Trascorse poche settimane, è poi è arriva la release stabile di Google Pay, oggi disponibile nell’area download del Play Store di Google per tutti gli utenti residenti in Italia.

Cos’è (anzi cos’era) il sistema di pagamento Android Pay

Nei telefoni cellulari di ultima generazione sono stati inseriti dei chip che permettono ai dispositivi elettronici di comunicare tra loro. Questa tecnologia è conosciuta con la sigla NFC (Near Field Comunication) e per poter funzionare è necessario che il terminale sia compatibile e autorizzato ad effettuare questo tipo di operazioni.

Quando si tratta di transazioni di denaro è sempre bene prestare attenzione alla sicurezza, per questo motivo anche l’Android Pay, per espletare le sue funzioni in modo regolare e corretto, dispone di alcuni sistemi che offrono garanzie a chi effettua il pagamento. In particolare, per poter concludere acquisti con Android Pay potrebbe essere necessario inserire un codice di sicurezza, oppure effettuare lo scanner della propria impronta digitale, quest’ultimo sistema è più rapido e veloce.

Android Pay genera un numero di conto e fa in modo che le informazioni siano irreperibili, avvalendosi di un metodo che rende crittografati i dati principali. Se lo smartphone dovesse essere rubato o perso, il proprietario del dispositivo può bloccare da remoto l’apparecchio, evitando così che un’altra persona possa effettuare acquisti con Android Pay. Questo metodo di pagamento, per quanto valido e sicuro, è ancora molto giovane e per questo motivo sono ancora poche le attività commerciali in cui è possibile utilizzarlo.

Come funziona (va) Android Pay?

Il nuovo sistema di pagamento che consente di effettuare acquisti nel mondo reale, senza dover circolare con le carte o il denaro contante in tasca, è piuttosto semplice da usare. Esso si avvale della possibilità di registrare le proprie carte di credito, di debito o il numero di conto corrente sulla piattaforma, per usufruirne al momento opportuno, ma senza doverle portare con sé.

Registrare i numeri delle carte è un’operazione semplice e veloce, infatti l’applicazione dispone della funzione che permette di riconoscere il numero di carta semplicemente scattando una foto con la fotocamera dello smartphone. Conclusa la procedura di autenticazione, l’utente può utilizzare Android Pay avvicinando lo smartphone ad un terminale, che riconoscerà il dispositivo e effettuerà la transazione. Dopo pochi secondi, Google invierà un messaggio confermando che l’operazione è andata a buon fine.

Andorid Pay è un applicazione che, tra le altre cose, si occupa di realizzare una sorta di archivio con tutti i pagamenti effettuati. In questo modo, l’utente può avere sempre sotto controllo i movimenti che sono stati compiuti con il suo dispositivo.
Inoltre, è prevista l’aggiunta di una nuova funzione che consente di sfruttare Android Pay anche per scambiare soldi tra conoscenti, stiamo parlando della peer-to-peer. In pratica, è sufficiente accedere all’applicazione per poi avvicinare il proprio smartphone a quello di un’altra persona, per poter effettuare una transazione di denaro.

Applicazioni di Android Pay in Italia

Una piccola esitazione da parte di Samsung ha spinto Google a uscire allo scoperto. Mountain View ha deciso di cominciare ad aggredire il mercato americano con Android Pay poco prima che arrivi la piattaforma coreana, lanciata a fine agosto in madrepatria e attesa negli States (dove è già in fase di test) per il 28 settembre.

Disponibile in circa un milione di negozi americani (tra cui quelli delle catene GameStop, Toys ‘R’ Us, Macy’s, Panera, Subway, Walgreens e Whole Foods) e supportato da partner del calibro di Coca-Cola, Android Pay va quindi a occupare una ingombrante, scomoda posizione a fianco di Apple Pay in un mercato che vale circa mille miliardi di dollari e che attrae anche gli interessi degli specialisti del retail, i quali puntano su soluzioni proprietarie (come MCX, Merchant Customer Exchange, o il wallet di Starbucks, che ha riscosso un enorme successo in Nord America) per non farsi sorpassare a destra da OTT e produttori di hardware stranieri.

A patto che si disponga di un telefono con tecnologia NFC, Android Pay è attivabile su qualsiasi dispositivo dotato di sistema operativo KitKat 4.4+ o superiore, a prescindere dall’operatore telefonico. Come intuibile, le carte di credito che si possono caricare sulla piattaforma sono quelle dei quattro principali network a stelle strisce, ovvero American Express, Discover, Mastercard e Visa, i cui dati non vengono mai condivisi con i merchant sia nei pagamenti di prossimità sia nelle transazioni da remoto grazie all’emissione di un token univoco. Ma è possibile utilizzare Android Pay anche attraverso gift card, carte fedeltà e offerte speciali dei partner.

Accedere al nuovo portafoglio virtuale di Mountain View è semplice: chi possiede già un account Google Wallet non dovrà fare altro che effettuare un apposito aggiornamento, mentre chi non ce l’ha può scaricare Android Pay, che col passare del tempo diverrà sempre più interoperabile con altre app, dal Play Store.

Google Wallet non è – per il momento – ancora destinato a sparire. Esistono infatti nello store due versioni del software: la prima è la vecchia, che dà per l’appunto accesso ad Android Pay. La seconda, denominata Google Wallet (New) è una app di fatto nuova dedicata al trasferimento di denaro P2P (peer to peer).

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