Digital & Payment Summit 2017: i pagamenti digitali come volano della digital economy italiana - Pagamenti Digitali

Digital & Payment Summit 2017: i pagamenti digitali come volano della digital economy italiana

di Mauro Bellini @mbellini3

Per accelerare il processo di innovazione del Paese occorre accelerare l’innovazione su tutta la filiera e l’ecosistema dei pagamenti digitali. Il payment non è “solo” un servizio, il payment è una infrastruttura in grado di abilitare l’innovazione in tanti contesti che rischiano di rimanere bloccati o di innovare a velocità incompatibili con il mercato e con gli scenari internazionali.
Da Maurizio PimpinellaPresidente Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica (A.I.I.P.) è arrivato un chiaro richiamo a tutti i partecipanti al Digital & Payment Summit 2017   sul ruolo dei pagamenti digitali per una vera e profonda trasformazione dell’economia in senso digitale. In questo senso Pimpinella ha sottolineato l’importanza del ruolo della politica e delle authority che sono chiamate a prestare sempre più ascolto al mercato anche allo scopo di definire un quadro normativo regolamentare chiaro e non penalizzante. Serve poi un impegno delle banche e delle imprese alle quali viene chiesto di investire con sempre maggiore fiducia; e non ultimo l’impegno verso le università per la formazione e per portare sul mercato professionalità all’altezza dell’innovazione richiesta dal mercato.

Il Digital & Payment Summit 2017, è arrivato quest’anno alla quattordicesima edizione e ha costituito un panel di professionisti del mondo digital payment, operatori nazionali e internazionali, rappresentanti delle istituzioni, startup e rappresentanti del mondo OTT per un confronto che si è svolto alla LUISS Guido Carli di Roma e che ha ricevuto il Patrocinio dell’Unione Europea.

Il Digital & Payment Summit 2017 è stato organizzato e strutturato su nove aree tematiche:

  1. Digital disruption o digital revolution? Il ruolo di Startup e FinTech come attori e come imprese che possono accelerare il sistema produttivo;
  2. Focus sull’ ecosistema in cambiamento e sulla sua gestione
  3. Il recupero del digital gap a fronte di 70 anni di blackout
  4. Digital e cashless: una società che fa bene a tutti;
  5. Comportamenti d’acquisto: come l’’innovazione e la tecnologia stanno trasformando il comportamento dei consumatori
  6. Il nuovo ecosistema delle banche: che cosa offriranno e come dialogheranno con i clienti;
  7. Il nuovo scenario competitivo: chi sono e cosa offrono gli attori del nuovo scenario;
  8. Focus sulle normative, sia italiane sia europee: dalla IV Direttiva Antiriciclaggio alla PSD2;
  9. Come migliorare i servizi delle pubbliche amministrazioni e come migliorare il rapporto tra PA e cittadini

Il tema dell’Identità digitale

Il focus sui digital payment ha visto il contributo di esperti e di operatori del settore con oltre 75 relatori. I pagamenti digitali verso la pubblica amministrazione – ha osservato Antonio SamaritaniDirettore Generale AgID – rappresentano oggi circa il 50% del volume complessivo dei pagamenti a livello nazionale rappresentano uno strumento centrale nel processo di digitalizzazione del Paese». Per Samaritani  i digital payment sono un veicolo e un vettore strategico per avvicinare i cittadini alla PA»

Trasparenza per i consumatori

«La trasparenza è il principio basilare che ispira il legislatore europeo –  ha osservato  Antonio CatricalàPresidente OAM – lo scopo è quello di tutelare il consumatore che deve essere nella condizione di affidarsi alle nuove tecnologie e al digitale in generale senza timori».

«L’Antitrust guarda con grande favore e attenzione allo sviluppo dei digital payment – ha fatto presente Giovanni Calabrò, Direttore Generale AGCM e proprio per garantire la sintonia tra lo sviluppo tecnologie a la tutela del consumatore opera con tutti gli strumenti antitrust e con la salvaguardia della completezza informativa e con il controllo che il consumatore non sia penalizzato dalla applicazione di costi impropri». Per  Calabrò per aiutare lo sviluppo di pagamenti digitali si deve far crescere la  fiducia dei consumatori».

L’evoluzione digitale e il ruolo del POS

«Nella prospettiva di sviluppo dell’evoluzione digitale il terminale POS è in grado di diventare il punto di accettazione per qualsiasi transazione cashless – osserva Marco RizzoliCountry Manager Ingenico – sia nel caso in cui è generata da carte di credito e debito, sia nel caso di utilizzo di mobile wallet o di altri strumenti innovativi come ad esempio tutte le soluzioni basate su NFCbluetoothbeaconQRcode, ovvero tutte quelle soluzioni che facilitano la user-experience di esercenti e consumatori nel pieno rispetto della sicurezza e delle regole internazionali».

Digital payment innovativi per una nuova generazione di clienti

«E’ necessario saper affrontare in modo sempre più adeguato le aspettative di una generazione che padroneggia le tecnologie digitali e che privilegia i social e che è pronta al cambiamento – ha fatto presente Massimo TessitoreHead Multichannel Intesa Sanpaolo – in questo senso le Banche devono essere in grado di sviluppare una capacità di evoluzione della propria customer experience a quella degli Over The Top OTT». Nello specifico Intesa Sanpaolo sta lavorando per sviluppare la propria offerta a partire dal canale digitale con l’evoluzione di sistemi di pagamento trasversali e interoperabili e servizi nativi digitali per l’apertura del conto online e per la gestione del risparmio.

Bitcoin e Blockchain

Giovanni ParascandoloColonnello Nucleo Frodi della Guardia di Finanza porta l’attenzione anche sui temi della Blockchain: «Il Bitcoin è purtroppo molto attraente anche per i criminali perché consente di muovere velocemente grosse quantità di danaro ed offre un sistema intrinseco di anonimizzazione. La stabilità e la crescita del sistema Bitcoin ha avuto l’effetto positivo di far crescere sviluppare servizi di terze parti molto attraenti per ogni tipologia di clienti e purtroppo anche per i criminali. Per questo è importante avere un livello di attenzione particolare e soprattutto saper far crescere e diffondere competenze».

Sul tema Blockchain Roberto Garavaglia, Management Consultant & Innovative Payments Strategy Advisor e coordinatore editoriale di PagamentiDigitali.it ha osservato che:  «La Blockchain e le applicazioni fondate su un’infrastruttura “Distributed Ledger” propongono nuovi paradigmi che rivoluzionano fortemente il sistema economico, modificando alla base i concetti di transazione, proprietà e fiducia. Le prospettive di sviluppo di questa tecnologia vanno ben oltre i settori digital finance» In particolare Garavaglia ha posto l’attenzione su due possibili casi d’uso futuribili: nell’ambito del welfare aziendale e nell’ambito dell’identità digitale.

La centralità della PSD2

Grande attenzione al ruolo della PSD2 e al tema delle normative. «La PSD2 introdurrà nuovi soggetti terzi rispetto alla banca; ad esempio gli “Aggregatori” di conti (AISP) e gli “Inizializzatori” di pagamenti (PISP) che contribuiranno ad aprire nuovi ecosistemi – come ha sottolineato Donato VadruccioResponsabile Divisione Governance e Gestione Servizi Bancari Mediolanum -. Per le banche questo scenario rappresenta una concreta opportunità poiché si potrà investire non solo nell’infrastruttura tecnologica, ma anche in nuove forme di relazione con la clientela. In questo senso Mediolanum ha avviato l’adeguamento alla PSD2 partendo dal presupposto che la  tecnologia deve portare valore al Cliente».

Open Innovation e startup

Il ruolo dell’Open Innovation e delle startup è sempre più importante per lo sviluppo di una economia digitale anche a livello di innovazione sui digital payment. In termini numerici l’economia digitale può arrivare a rappresentare oltre 4 punti di PIL in Italia – ha osservato Marco Gay, Vicepresidente Esecutivo Digital Magics e può contribuire alla creazione di oltre 500.000 posti di lavoro in Europa. Stiamo parlando di un driver straordinario di crescita per il nostro sistema imprenditoriale – ha proseguito -, costituito da startup e scaleup, di PMI e grandi imprese, tutte devono poter trarre vantaggio dalla capacità di accelerazione del digitale aumentando interconnessione e competitività».

Un Patto (digitale) tra Pubblico e Privato

«L’Italia deve puntare su un Patto tra Pubblico e Privato – ha tenuto a precisare Emilio PetroneCEO Sisal Groupper poter acclerare nel processo di innovazione della pubblica amministrazione. In questo senso imprese e pubbliche amministrazioni devono saper proseguire un impegno congiunto, e devono saper sviluppare energie e risorse in una direzione che possa essere tecnologica e infrastrutturale, ma anche culturale e sociale».

User experience, semplicità e sicurezza

Semplicità di utilizzo e percezione di basso rischio sono i due fattori chiave che permettono lo sviluppo dei digital payment verso una adozione rapida e massiva secondo Valentino BraviCEO TAS Group. Bravi porta all’attenzione del Digital & Payment Summit i dati di una ricerca secondo la quale hanno per ogni 10 secondi in meno nella transazione di pagamento le vendite aumentano del 2%. «Saper governare il trade-off tra customer experience e sicurezza adeguata a contenere le frodi – ha precisato – è necessario l’uso di tecnologia sempre più avanzata, ma ancora di più serve una grandissima esperienza nel settore».

Dal Mobile a un nuovo concetto di moneta

«Il Mobile sta contribuendo radicalmente allo sviluppo di un nuovo concetto di moneta e di payment e naturalmente contribuisce al fenomeno della digitalizzazione del contante. ma la nuova moneta dovrà permettere al consumatore – ha affermato Angelo Meregalli – Senior Director Commercial Solutions Continental Europe Middle East and Africa PayPal – di poter fare acquisti, pagare servizi e scambiare denaro in un mondo digitale sempre più sociale, condiviso e omni-canale».

Il rapporto tra imprese e Pubbliche Amministrazioni

Quali sono i fattori che ancora ostacolano all’Italia di essere tra i Paesi più avanzati nella digitalizzazione? Per Elio Catania, Presidente Confindustria Digitale l’attenzione deve essere posta su due fattori in particolare: «da una parte le peculiarità del nostro tessuto produttivo, dall’altra la necessità di accelerare la digitalizzazione della PA. E a differenza di altri paesi, in  Italia ci sono poche grandi imprese che hanno un effetto volano in termini di trasformazione digitale di tutte le filiere. Anche le inefficienze della PA rappresentano un fremo per l’innovazione, mentre la macchina pubblica potrebbe benissimo trascinare questo tipo di innovazione. Ma grazie a fenomeni come l’Industria 4.0 – prosegue Catania – il Paese si è dotato di una politica industriale fortemente orientata all’innovazione, gli imprenditori stanno rispondendo positivamente ed è il momento per vedere lo stesso livello di mobilitazione sul digitale anche nell’ambito PA».

Il rapporto tra Italia e paesi nordici

Per Eric Marini, dell’Ufficio Commerciale Ambasciata di Svezia nel corso del 2016 solo il 15% dei pagamenti in Svezia sono stati fatti in contanti, con un trend che vede un calo  di oltre il 50% rispetto al 33% del 2012. Purtroppo in Italia la situazione è ben diversa e il totale dei pagamenti effettuati in contanti è ancora su livelli prossimi all’85%.

 

 

 

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