Moneta digitale

Digital Euro: inizia la “Preparation Phase” per la moneta digitale europea

A ottobre 2023, la BCE ha sancito l’avvio della prima fase della moneta europea, preludio di due anni di sperimentazione a partire dal 1° novembre. Scopriamo le potenzialità, i prototipi e le sfide del Digital Euro e le ragioni che si trovano dietro la sua possibile adozione

Pubblicato il 31 Ott 2023

Roberto Garavaglia

Innovative Payments and blockchain Strategic Advisor

Il Report dell'Osservatorio Blockchain Web3 (Digital Euro)

In un’era dominata dalla digitalizzazione, il concetto di moneta sta subendo una metamorfosi senza precedenti. L’Europa, con la sua proposta di Digital Euro, si posiziona al centro di questa rivoluzione, cercando di coniugare le tradizioni monetarie consolidate con le esigenze di un mondo sempre più interconnesso.

Esaminiamo le diverse sfaccettature del Digital Euro, delineando la sua natura, le motivazioni dietro la sua creazione e le potenziali implicazioni per l’economia europea. Dall’analisi dei prototipi sviluppati dalla Banca Centrale Europea alle sfide tecniche e regolamentari, ci immergeremo nel cuore di una delle iniziative più ambiziose della finanza moderna.

Digital Euro: una rivoluzione in arrivo?

L’evoluzione digitale sta trasformando il mondo in modi che non avremmo mai immaginato. Una delle trasformazioni più significative è l’emergere delle valute digitali. Mentre alcune aziende internazionali, come PayPal, hanno già iniziato a rilasciare le proprie stablecoin, le banche centrali non sono rimaste indietro. Una delle iniziative più attese in questo ambito è il Digital Euro, la valuta digitale proposta dalla Banca Centrale Europea (BCE).

Il contesto globale delle CBDC

Le Central Bank Digital Currency (CBDC) stanno guadagnando sempre più attenzione a livello globale. Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Blockchain & Web3 e dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, circa il 60% delle banche centrali nel mondo sta attualmente esplorando o sperimentando le CBDC.

Ci sono già cinque progetti live, nei Caraibi, in Cambogia, in Jamaica, nelle Bahamas e in Nigeria. La Cina ha già iniziato la sperimentazione del suo Digital Yuan nel 2022. L’Europa, pur essendo in una fase avanzata, sta ancora decidendo il futuro del suo Digital Euro.

Digital Euro: una nuova era per la moneta europea

Il Digital Euro rappresenta una svolta nel panorama finanziario europeo. Questa nuova forma digitale di moneta potrebbe presto coesistere con le tradizionali banconote, offrendo ai cittadini europei un mezzo di scambio legale completamente digitale, emesso direttamente dalla BCE.

Il progetto è stato avviato ufficialmente a ottobre 2021 e, a due anni di distanza, la BCE ha preso una decisione cruciale sul suo futuro. A ottobre 2023, la risoluzione sulla sua possibile emissione è stata finalizzata, aprendo le porte alla fase di sperimentazione vera e propria. Questa fase, denominata “Preparation Phase“, inizierà il 1° novembre 2023 e durerà due anni, con l’obiettivo finale di una possibile emissione tra il 2025 e il 2026.

I prototipi del Digital Euro

Tra luglio 2022 e febbraio 2023, la Banca Centrale Europea aveva già intrapreso un’importante iniziativa: la creazione di prototipi per il Digital Euro. L’esercizio di prototipazione condotto (come si legge nel documento Digital euro – Prototype summary and lessons learned), aveva l’obiettivo di testare come le scelte progettuali per il Digital Euro potessero essere tecnicamente implementate e integrate nel panorama dei pagamenti europei esistenti. I risultati sono stati promettenti, dimostrando una possibile integrazione fluida e lasciando spazio per caratteristiche e tecnologie innovative.

Il percorso di prototipazione

L’esperimento ha visto la realizzazione di un sistema centralizzato per le transazioni, denominato N€XT, e cinque diversi prototipi di interfaccia utente, sviluppati in collaborazione con aziende private selezionate attraverso una chiamata pubblica. Questi prototipi erano orientati a specifici casi d’uso prioritari per il Digital Euro, come i pagamenti tra persone (P2P Payments) sia online che offline, pagamenti in negozi e pagamenti e-commerce.

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che questi prototipi erano strumenti di ricerca, utilizzati per apprendere e non come base per sviluppare soluzioni di pagamento future. Nonostante l’entusiasmo e le scoperte positive, rimangono delle sfide da affrontare e delle domande cui rispondere, in particolare riguardo alla capacità della tecnologia esistente di fornire una soluzione offline sicura e pronta per la produzione nel breve-medio termine.

Veniamo dunque a esplorare in dettaglio l’esercizio di prototipazione, offrendo, nel prosieguo dell’articolo, una panoramica delle innovazioni, delle collaborazioni e delle scoperte che potrebbero plasmare il futuro della moneta digitale in Europa.

Configurazione dei prototipi del Digital Euro

La prototipazione del Digital Euro si è suddivisa tra front-end e back-end.
I componenti front-end sono stati sviluppati in collaborazione con cinque partecipanti di mercato selezionati attraverso una chiamata pubblica per manifestazioni di interesse. Il componente back-end, invece, è stato sviluppato in collaborazione con otto banche centrali nazionali dell’Eurosistema, coordinate dalla BCE. Queste banche centrali includono Belgio, Germania, Spagna, Francia, Italia, Austria, Portogallo e Finlandia. L’esercizio di prototipazione è stato condotto in un lasso di tempo limitato di sette mesi, tra luglio 2022 e febbraio 2023.

Gli ambiti di prototipazione del Digital Euro

I prototipi che sono stati sviluppati, s’inseriscono in due differenti macro-tipologie di casi d’uso: online e offline.

Casi d’uso online

I prototipi che supportano i casi d’uso online sono concettualmente strutturati in tre livelli:

  1. Motore di regolamento (N€XT): un motore di regolamento (settlement) che elabora le transazioni di pagamento, finanziamento e deflussi dell’euro digitale, basato su un modello di dati UTXO. Questo motore fornisce i suoi servizi attraverso un’interfaccia di programmazione di applicazioni web (API).
  2. Servizio di wallet: un servizio, fornito da ogni intermediario di euro digitale in uno scenario reale, responsabile per:
  • gestire i wallet degli utenti;
  • ricevere istruzioni di pagamento dalle applicazioni rivolte agli utenti;
  • convertire le istruzioni di pagamento in messaggi di transazione basati su UTXO e inviarli al motore di regolamento per la liquidazione.

3. Applicazioni/dispositivi rivolti all’utente: dispositivi o applicazioni che interagiscono direttamente con l’utente.

Casi d’uso offline

Per quanto riguarda i casi d’uso di pagamenti offline, sono state applicate leggere variazioni nell’ambito prototipale.
Il prototipo back-end include un cosiddetto “offline bridge“, ossia un “ponte” che fornisce un’interfaccia utilizzata dal front-end per operazioni di finanziamento e deflussi, nonché la necessaria connessione alle fonti di liquidità della banca centrale (i cosiddetti “digital euro Dedicated Cash Accounts” – DCAs – degli intermediari, condivisi con il back-end per i casi d’uso online).

L’ambito del prototipo front-end offline sviluppato dai partecipanti selezionati include tutte le funzionalità richieste a livello di intermediario per la distribuzione dell’euro digitale offline agli utenti finali (compreso un sistema di conto di pagamento simulato per consentire test di finanziamento/deflussi), nonché applicazioni/dispositivi rivolti all’utente con il requisito aggiuntivo che dovessero basarsi su Secure Element.

Il prototipo back-end del Digital Euro – N€XT

Approfondiamo ora il funzionamento del prototipo di back-end che, come vedremo, si basa su UTXO, un sistema utilizzato in molte criptovalute, come Bitcoin.

Cosa significa UTXO

UTXO, o Unspent Transaction Output, è un modello che non si basa sul tradizionale concetto di “saldo di conto”. Le transazioni in un sistema UTXO operano utilizzando output non spesi da transazioni precedenti come input per nuove transazioni.

Sebbene l’architettura di N€XT non sia quella di un registro distribuito, il prototipo si basa su un modello di dati UTXO, reso popolare dalle tecnologie di registro distribuito (DLTs). Tale modello è stato scelto perché offriva il maggior potenziale di apprendimento per l’Eurosistema, tenendo conto anche degli esperimenti precedenti.

Architettura di N€XT

Il motore di regolamento N€XT rappresenta il fulcro centrale del prototipo back-end. La principale sfida era implementare e validare un motore di regolamento scalabile orizzontalmente che garantisse una bassa latenza nell’elaborazione delle transazioni. Parallelamente, l’architettura doveva permettere l’hosting in più regioni e la ridondanza per garantire resilienza e operatività 24/7.

Nel caso del motore di regolamento N€XT, è necessario memorizzare due diversi grandi insiemi di dati: le transazioni e gli UTXO.
Tenendo conto di queste esigenze, una soluzione scalabile si basa sulla frammentazione, o “sharding“. Per garantire una bassa latenza dell’intero processo, nonostante gli alti volumi di transazioni previsti, è stata progettata un’architettura di streaming guidata dagli eventi basata su microservizi che comunicano in modo asincrono.

Servizi di wallet

Un servizio fondamentale nell’ecosistema del Digital Euro è il servizio di wallet. Questo servizio, fornito da ogni intermediario di euro digitale in uno scenario del mondo reale, ha tre responsabilità principali:

  1. Gestire i wallet degli utenti;
  2. Ricevere istruzioni di pagamento dalle applicazioni rivolte agli utenti;
  3. Convertire le istruzioni di pagamento in messaggi di transazione basati su UTXO e inviarli al motore di regolamento per la liquidazione.

Tracciabilità e programmabilità del Digital Euro

Se la fase di prototipazione ha portato in evidenza gli spetti più prettamente tecnologici di ciò che potrà essere la futura CBDC europea, proprio come ogni nuova tecnologia, il Digital Euro porta con sé una serie di questioni e sfide. Due delle principali tematiche riguardano la tracciabilità e la programmabilità. Entrambe sono fondamentali per comprendere come la valuta digitale della BCE potrebbe funzionare nella pratica e quali potrebbero essere le sue implicazioni per i cittadini europei.

Tracciabilità vs rintracciabilità

È essenziale fare una distinzione tra “tracciabilità” e “rintracciabilità“.
Le banconote tradizionali, ad esempio, sono tracciate attraverso un numero univoco, ma ciò non significa che ogni singola transazione effettuata con esse sia rintracciabile. Allo stesso modo, mentre il Digital Euro potrebbe essere tracciabile, ciò non implica necessariamente che ogni transazione o le entità coinvolte in tali transazioni siano rintracciabili. La distinzione è sottile ma fondamentale.

La questione della rintracciabilità del Digital Euro dipende in gran parte dalla tecnologia del wallet adottata e dal modello di identità digitale scelto. Se, come suggerito nel testo di regolamento europeo sulla costituzione del Digital Euro, diffuso dalla Commissione Europea il 28 giugno 2023, verrà adottato l’EUDI Wallet e un sistema di identità digitale decentralizzata, conforme al futuro regolamento europeo eIDAS2, ciò potrebbe garantire la minimizzazione dei dati e (chissà …) l’uso di tecniche avanzate come le Zero-Knowledge Proofs (ZKPs) per garantire la privacy.

La non-programmabilità del Digital Euro

La programmabilità è un altro aspetto cruciale del Digital Euro. La bozza di regolamento diffusa dalla Commissione Europea il 28 giugno 2023 di cui più sopra si è fatto cenno, ha escluso la programmabilità del Digital Euro nel contesto della “moneta programmabile“.

Tuttavia, è importante notare che la programmabilità di una valuta digitale dipende dalla piattaforma tecnologica su cui è basata, non da una disposizione legislativa.

Se il Digital Euro fosse basato su una tecnologia che supporta la programmabilità, come un token fungibile (ad esempio, ERC-20), ciò potrebbe aprire la porta a una vasta gamma di applicazioni, inclusa l’interazione con smart contract. Questo potrebbe rivoluzionare il modo in cui la moneta viene utilizzata, offrendo nuove opportunità e soluzioni per le sfide finanziarie.

Sull’opportunità (e i rischi) legati alla non-programmabilità del Digital Euro, rimandiamo a un precedente approfondimento a firma di chi scrive, pubblicato su PagamentiDigitali il 12 luglio 2023: Euro digitale: opportunità, sfide e l’importanza della programmabilità.

Dubbi e interrogativi sul Digital Euro

Nonostante l’entusiasmo, emergono vari punti interrogativi riguardo alla strutturazione e al funzionamento del Digital Euro. Alcuni dei principali dubbi riguardano il modello di compensazione, il possibile limite di detenzione e l’impatto sulla stabilità finanziaria, gli investimenti necessari e le infrastrutture, e l’innovatività della soluzione proposta. La BCE ha cercato di rispondere a questi dubbi nel report finale della fase di investigazione conclusasi ad ottobre 2023.

Nel prosieguo di questo contributo, proponiamo una breve disamina delle ragioni (o motivazioni) per cui, terminata la fase preparatoria, il Digital Euro potrebbe vedere la nascita o, anche, non scorgere mai la luce.

Le ragioni per cui potremmo avere il Digital Euro

L’idea di un Digital Euro ha suscitato grande interesse e discussione in tutta l’Europa. Mentre ci sono sfide da affrontare, ci sono anche molte ragioni valide per cui, al termine della fase preparatoria, l’iniziativa del Digital Euro potrebbe effettivamente essere avviata, fra queste annoveriamo le seguenti.

  1. Digitalizzazione dell’economia
    L’economia globale sta diventando sempre più digitale. Un Digital Euro potrebbe posizionare l’Europa all’avanguardia di questa trasformazione, facilitando transazioni più veloci, sicure ed efficienti.
  2. Risposta alla crescita delle criptovalute
    Con l’aumento dell’uso e della popolarità delle criptovalute, un Digital Euro potrebbe offrire una risposta ufficiale e regolamentata a questa tendenza, garantendo una maggiore stabilità e fiducia.
  3. Maggiore inclusione finanziaria
    Il Digital Euro potrebbe facilitare l’accesso ai servizi finanziari per coloro che sono attualmente esclusi dal sistema bancario tradizionale, promuovendo una maggiore inclusione finanziaria.
  4. Riduzione dei costi associati alla gestione del contante
    Le transazioni digitali potrebbero ridurre significativamente i costi associati alla stampa, distribuzione e gestione delle banconote fisiche. Ciò, naturalmente, non significa che il Digital Euro, ove effettivamente avviato, potrà (né vorrà) sostituire il contante, verso il quale si candida pertanto ad essere un mero strumento complementare.
  5. Innovazione e competitività
    L’adozione di una valuta digitale potrebbe stimolare l’innovazione nel settore finanziario e tecnologico, rafforzando la posizione dell’Europa come leader nel panorama digitale globale.
  6. Interoperabilità con altri sistemi digitali
    Il Digital Euro potrebbe essere progettato per funzionare in modo fluido con altri sistemi e piattaforme digitali, facilitando transazioni transfrontaliere e cooperazione internazionale.
  7. Risposta alla domanda di utilizzo
    Se durante la fase preparatoria si scoprisse una forte domanda da parte del pubblico per una valuta digitale, ciò potrebbe essere un forte incentivo per procedere con il lancio.
  8. Sicurezza e resilienza
    Con l’adozione di tecnologie avanzate, il Digital Euro potrebbe offrire un sistema di pagamento più sicuro e resiliente rispetto ai metodi tradizionali, riducendo il rischio di frodi e attacchi.

Per un approfondimento sulle opportunità che un Digital Euro potrebbe offrire, segnaliamo l’articolo L’euro digitale cambierà i settori chiave dell’IT: ecco come (del medesimo autore di questo contributo), pubblicato su AgendaDigitale.eu il 4 settembre 2023, nel quale viene proposta, tra le altre,  un’analisi SWOT approfondita sulle sue possibili implicazioni in settori chiave dell’innovazione e della digitalizzazione: infrastrutture e servizi digitali, tecnologie emergenti, innovazione sociale, sanità, welfare e gestione finanziaria.

Le ragioni per cui potremmo non avere il Digital Euro

L’adozione di una valuta digitale da parte di una banca centrale è un passo rivoluzionario che comporta molteplici sfide e considerazioni. Nonostante l’entusiasmo e l’interesse crescente, ci sono diverse ragioni per cui, al termine della fase preparatoria, l’iniziativa del Digital Euro potrebbe non essere avviata:

  1. Preoccupazioni sulla privacy
    La privacy dei cittadini è una delle principali preoccupazioni. Se non fosse possibile garantire che le transazioni e i dati degli utenti rimangano privati e sicuri, ciò potrebbe ostacolare l’adozione del Digital Euro.
  2. Stabilità finanziaria
    L’introduzione di una nuova forma di moneta potrebbe avere implicazioni significative sulla stabilità finanziaria. Se ci fossero preoccupazioni sul fatto che il Digital Euro potrebbe destabilizzare il sistema finanziario europeo, ciò potrebbe ritardare o addirittura fermare il suo lancio.
  3. Tecnologia non sufficientemente resiliente
    La tecnologia dietro il Digital Euro deve essere robusta e sicura. Se, durante la fase preparatoria, emergessero problemi tecnologici o vulnerabilità, ciò potrebbe ritardare o fermare l’adozione.
    La sicurezza delle transazioni e dei dati degli utenti è fondamentale. Se emergessero preoccupazioni sulla sicurezza del Digital Euro, ciò potrebbe fermare il suo lancio.
  4. Resistenza delle banche commerciali
    Le banche potrebbero attuare una resistenza all’introduzione del Digital Euro se lo vedessero come una minaccia per i loro modelli di business tradizionali.
  5. Preoccupazioni regolamentari
    La regolamentazione delle valute digitali è ancora in fase di sviluppo in molte giurisdizioni, ivi compresa l’Unione Europe, come abbiamo più sopra evidenziato. Se emergessero preoccupazioni regolamentari o legali, ciò potrebbe ostacolare l’adozione del Digital Euro.
  6. Accettazione pubblica
    Per avere successo, il Digital Euro deve essere ampiamente accettato dal pubblico. Se, durante la fase preparatoria, si scoprisse che c’è una significativa resistenza o scetticismo da parte del pubblico, ciò potrebbe influenzare la decisione di procedere.
  7. Costi di implementazione
    La creazione e la distribuzione di una nuova forma di moneta comportano costi significativi. Se i costi superassero i benefici previsti, questo potrebbe essere un fattore dissuasivo.
  8. Interoperabilità con altri sistemi e concorrenza
    Il Digital Euro dovrebbe idealmente funzionare senza problemi con altri sistemi finanziari e tecnologici. Se ci fossero problemi di interoperabilità, ciò potrebbe rappresentare un ostacolo.
    Laddove altre valute digitali, sia di banche centrali che di entità private, guadagnassero una significativa quota di mercato, ciò potrebbe ridurre l’attrattiva del Digital Euro.

Conclusioni

Il Digital Euro rappresenta una potenziale rivoluzione nel panorama finanziario europeo, offrendo una risposta alle crescenti esigenze di digitalizzazione e alle sfide poste dalle criptovalute. Tuttavia, come ogni innovazione, porta con sé una serie di domande e sfide che devono essere affrontate.

Dalla privacy alla stabilità finanziaria, dalla tecnologia alla regolamentazione, sono molti gli aspetti da considerare. Mentre l’Europa si avvicina alla fase di sperimentazione del Digital Euro, è essenziale ponderare attentamente i pro e i contro.

Indipendentemente dall’esito, il dibattito sul Digital Euro evidenzia l’importanza di adattarsi e innovare in un mondo finanziario in rapida evoluzione.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

Articolo 1 di 2