App per pagamento: le migliori app per pagare con smartphone

Quali sono le app più diffuse che consentono di pagare con il cellulare, come funzionano e in cosa si differenziano fra loro [...]
Josephine Condemi

giornalista

  1. Home
  2. Mobile App
  3. App per pagamento: le migliori app per pagare con smartphone

Fare acquisti con lo smartphone, in sicurezza: sono milioni gli italiani che nel 2019 hanno effettuato transazioni in mobile payment, sfruttando la modalità contactless. Ma quali sono le app più diffuse per pagare con smartphone? Come funzionano? E in cosa si differenziano?

Apple Pay, l’app per pagare con IPhone

Nata nel 2014, è l’app per i pagamenti sui dispositivi Apple. È supportata dagli iPhone dal modello 6 in poi. Non si scarica, ma si attiva tramite la app Wallet, preconfigurata nei dispositivi. Basta aggiungere su Wallet, il portafoglio virtuale, una carta di pagamento. Al momento dell’acquisto nei negozi che supportano il circuito, sarà sufficiente posizionare l’i-Phone in prossimità del POS: la transazione verrà autorizzata nel Wallet, tramite il riconoscimento facciale (Face ID) o l’impronta digitale (Touch ID) ed effettuata grazie alla tecnologia NFD – Near Field Communication. Anche sui siti che supportano il circuito, l’acquisto è autenticato tramite Face ID o Touch ID, senza inserire i dati della propria carta. Apple Pay per ogni transazione usa un numero specifico di dispositivo e un codice di transazione univoco per non memorizzare o condividere dati su dispositivi e server. Possono essere abbinate ad Apple Pay le carte di pagamento emesse dalle principali banche. Un’altra possibilità per usare Apple Pay è scaricare la app Boon e aprire un conto virtuale, gratis per i primi 12 mesi e dal costo di 0,99 euro al mese: un conto prepagato annuo (livello Start – ricarica massima annuale 5 euro; Basic – 2500 euro; Plus – 30.000 euro), ricaricabile via bonifico a costo zero, legato a una carta virtuale Mastercard.

Bancomat Pay, l’app per pagare senza Bancomat

Non è necessario avere una carta PagoBANCOMAT per usare Bancomat Pay: basta verificare se la propria banca offre il servizio, scaricare la app e associare al proprio IBAN (di conto corrente o carta prepagata) il proprio numero di cellulare. Si può utilizzare il servizio, se supportato, anche tramite la app della propria banca. Per attivarla, dopo averla scaricata, occorre digitare il proprio numero di cellulare e inserire il codice di verifica. Quindi, andare sull’area riservata del proprio Internet Banking, inquadrare il QR Code della sezione Bancomat Pay e scegliere il PIN. In caso di integrazione nella app bancaria, cliccare nella sezione “Bancomat Pay”. La app supporta smartphone Android dalla versione 4.4 o IPhone 5 e superiori. Per le transazioni in prossimità non utilizza la tecnologia NFC ma il QR Code: nei negozi che supportano il circuito, basta inquadrare il QrCode fornito dal commerciante e autorizzare il pagamento tramite PIN o riconoscimento facciale o dell’impronta digitale. Dopo l’acquisizione dell’app Jiffy, per acquistare sui siti di e-commerce che supportano il circuito basta inserire il proprio numero di cellulare. Per inviare denaro invece, entrare nella sezione dedicata, cercare nella rubrica telefonica duplicata il beneficiario, inserire l’importo e confermare l’operazione.

Easy Park e MyCicero le app per pagare il parcheggio

Le app più diffuse per pagare parcheggio sono Easy Park e MyCicero. Entrambe consentono di pagare solo i minuti di sosta effettiva e di pianificare i propri spostamenti: Easy Park con i servizi Parking Planner (dedicato agli aeroporti) e Find & Park (che ottimizza i percorsi per trovare parcheggi vicini disponibili), MyCicero con soluzioni integrate tra treno, bus e metro e la possibilità di acquistare biglietti dei mezzi direttamente dal cellulare. Il funzionamento è simile: dopo averle scaricate, occorre creare un account e registrarsi con dati personali, poi ricaricare il credito (tramite carta di credito o altre app di pagamento) e inserire i dati richiesti, quindi inserire il numero di targa e una breve descrizione del proprio veicolo. Al momento del pagamento della sosta, arriverà via mail il talloncino relativo alla targa inserita. EasyPark integra la gestione delle soste e quelle delle ricariche dei veicoli elettrici. MyCicero la possibilità di “ritrovare” la propria auto tramite GPS.

Google Pay, l’app che compila in automatico i moduli di pagamento

Nata nel 2015 come Android Pay, dal 2018 Google Pay supporta i cellulari Android 5.0 e superiori. Dopo averla scaricata, basta configurare sulla app la propria carta di pagamento: al momento della transazione, per autorizzare il pagamento basta sbloccare il telefono e avvicinarlo al Pos. A operazione completata, con la tecnologia NFC, apparirà una spunta blu sullo schermo. Non vengono quindi condivisi i dati della carta e l’esercente riceve un numero criptato: la transazione è crittografata. Sempre sul lato sicurezza, la funzione “Trova il mio telefono” in caso di smarrimento blocca o resetta da remoto il dispositivo. Un’altra particolarità di Google Pay è la possibilità, nel caso il motore di ricerca Chrome sia abilitato a farlo, di compilazione automatica dei moduli con le informazioni salvate, come indirizzi o dati di pagamento.

Paypal, l’app per pagare con un tocco

WHITEPAPER
Pagamenti digitali: come ottimizzare la gestione delle spese aziendali centralizzate?
Pagamenti Digitali
Digital Payment

Fondata nel 1999 e acquisita da eBay nel 2002, società poi scorporata e quotata dal 2015, Paypal basa le transazioni online sull’apertura di conti virtuali associati a delle carte di pagamento. Per creare un conto, occorre registrarsi con i propri dati personali, aggiungere una mail e una password e configurare la propria carta di credito: al momento dell’acquisto nei siti aderenti al circuito saranno richieste solo mail e password, senza rivelare le coordinate bancarie o il numero proprio della carta. La app consente di avere un resoconto chiaro di tutte le attività con una notifica dopo ogni transazione. La funzione “Money box” consente di creare una pagina personalizzata per collette e spese di gruppo: inviare denaro è gratuito all’interno dell’UE. Se si sceglie di rimanere connessi con lo stesso dispositivo e lo stesso browser, la funzione “One Touch” consente di acquistare con un solo clic, senza ripetere la procedura di accesso.

Samsung Pay, l’app dalla doppia tecnologia

Samsung Pay è nata nel 2015 ma è disponibile in Italia solo dal 2018. Riservata ai dispositivi Samsung, è supportata dai modelli Galaxy A5 2016 e superiori, Galaxy S6 edge+ e superiori e preinstallata sui nuovi modelli. Una volta verificato dal sito della propria banca che il servizio sia supportato e scaricata la app, per configurarla basta associare la propria carta di pagamento. Al momento dell’acquisto con il POS, la transazione sarà autorizzata tramite riconoscimento impronte digitali, scansione dell’iride o PIN: ma, a differenza delle altre app, Samsung Pay non implica per gli esercenti l’adesione al circuito e funziona non solo con la tecnologia NFC, adatta ai POS contactless, ma anche con quella MST – Magnetic Secure Transmission, adatta agli acquisti con carta di credito.

Satispay, l’app che rimborsa gli acquisti

Satispay funziona con l’associazione al conto corrente: dopo aver scaricato la app, per l’iscrizione occorre inserire documento di identità, IBAN e codice fiscale. Dal conto corrente reale ne viene creato uno di moneta elettronica, che viene ricaricato in automatico, ogni settimana, a seconda del tetto di budget stabilito dall’utente. Oltre ai pagamenti “peer-to-peer” tra gli utenti registrati, la app consente pagamenti verso la PA, con un costo di commissione di un euro. Nei negozi, la transazione avviene sempre in “peer-to-peer” tra esercente e acquirente: l’acquirente seleziona il negozio dalla lista sulla app del cellulare, inserisce l’importo e invia il pagamento; l’esercente, con la versione “Business” della stessa app, verifica e accetta la richiesta. Una volta completata la transazione, è possibile scaricarne ricevuta. Il circuito non prevede commissioni per transazioni fino a 10 euro, mentre per transazioni superiori il costo è 20 centesimi: in questo modo, gli esercenti possono utilizzare parte delle risorse risparmiate per finanziare i “Cashback”, i rimborsi agli utenti che acquistano con la app.

 

FacebookTwitterLinkedIn