Pagamenti con smartphone: come pagare contactless col cellulare

Tre milioni di persone usano i pagamenti attivati da smartphone: prodotti e servizi acquistati tramite cellulare, specialmente in prossimità. Quali sono i sistemi di pagamento e le migliori app disponibili [...]
Josephine Condemi

giornalista

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Nei primi sei mesi del 2021, i pagamenti contactless tramite smartphone e dispositivi indossabili sono cresciuti del 108% rispetto al 2020: 2,7 miliardi di euro a fronte degli 1,3 dei precedenti dodici mesi.

I dati dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano pubblicati a ottobre 2021 restituiscono il balzo compiuto dai pagamenti attivati da smartphone dopo la spinta della pandemia.

Il Mobile Payment include infatti: sia gli acquisti tramite sito o app (Mobile Remote Commerce) sia i pagamenti di ricariche, bollette e taxi (Mobile Remote Payment) sia i pagamenti in negozio (Mobile Proximity Payment).

Modalità che possono addebitare su carta di pagamento, credito telefonico, borsellino elettronico o conto corrente. Ma come attivarle? E quali sono le tecnologie che le regolano?

Come pagare contactless con lo smartphone

Per pagare contactless con lo smartphone, se si possiede una carta di pagamento basta collegarla a una app. Occorre quindi controllare, sul sito della app prescelta, se la banca che ha rilasciato la carta sia tra quelle aderenti al servizio. Se è nell’elenco, basta scaricare la app compatibile con il sistema operativo del proprio cellulare e inserire i dati della carta.

Al momento del pagamento tramite Pos contactless (che ha il simbolo wifi), basterà avvicinare il telefono al dispositivo per eseguire la transazione: l’operazione verrà autorizzata tramite il riconoscimento facciale, dell’impronta digitale o il codice di sblocco del telefono. Se il pagamento è andato a buon fine, si visualizzerà il messaggio “Transazione eseguita”.

Se invece non si possiede una carta di pagamento, è possibile pagare tramite credito telefonico, ovvero in Direct Carrier Billing: i principali gestori telefonici hanno creato una piattaforma condivisa, Mobile Pay, che consente di acquistare servizi sui siti aderenti al circuito sfruttando il credito su SIM ricaricabile o con addebito sul conto telefonico.

Un’altra modalità è la piattaforma cloud VialPay: qualora disponibile tra le modalità di pagamento del servizio, la piattaforma invia la richiesta di acquisto all’operatore telefonico e la ricevuta avviene tramite SMS o applicazioni dedicate.

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Quali sono i sistemi di pagamenti Pos con lo smartphone

NFC – Near Field Communication

La tecnologia più diffusa per il pagamento Pos contactless via smartphone è la NFC – Near Field Communication, ovvero la “comunicazione a stretto raggio”. La NFC mette in comunicazione due dispositivi vicini tra loro, in questo caso il cellulare e il POS, via wifi, identificando la frequenza radio in prossimità. Su telefoni Android, per abilitarla basta andare su “Impostazioni>Connessioni dispositivo>NFC>On”.

Sound Waves-based

I pagamenti a onde sonore elaborano le transazioni su onde radio criptate: il Pos e il cellulare comunicano attraverso segnali analoghi per finalizzare il pagamento.

MST – Magnetic Secure Transmission

I pagamenti MST si basano sulla trasmissione sicura via banda magnetica. Nello specifico, il telefono invia segnali che simulano la banda magnetica delle carte di credito: il Pos li rileva e procede alla transazione.

QRCode

I pagamenti tramite QRCode avvengono inquadrando via smartphone il “codice a risposta veloce” che viene generato dalla cassa o dal cellulare del negozio. Il QRCode è un codice che si presenta come un quadrato formato da quadratini bianchi e neri disposti in modo differente a seconda delle informazioni contenute.

Le migliori app per pagare con lo smartphone

Apple Pay

I possessori di iPhone dal 2014 possono usare per i pagamenti contactless Apple Pay, che supporta le maggiori carte di credito, da configurare tramite il portafoglio virtuale, la app Wallet, dello stesso smartphone. Una volta configurata la carta, per effettuare un pagamento basta posizionare il cellulare in prossimità del POS e autenticarsi tramite il riconoscimento facciale (Face ID) o l’impronta digitale (Touch ID). La tecnologia NFD fa il resto.

Google Pay

I possessori di smartphone con sistema operativo Android almeno 5.0 possono contare dal 2018 su Google Pay, nata nel 2015 come Android Pay. Anche questa app supporta le maggiori carte di pagamento. Anche in questo caso, basta configurare la carta sulla app: ma al momento della transazione, per autorizzare il pagamento basterà sbloccare il telefono e avvicinare il cellulare al Pos. Una volta completata l’operazione, grazie alla tecnologia NFD, apparirà una spunta blu sullo schermo.

Samsung Pay

I possessori di Samsung possono scaricare, dal 2015, Samsung Pay. Anche questa app supporta le maggiori carte di pagamento ma, al contrario delle precedenti, non implica per gli esercenti l’adesione al circuito. Funziona con tecnologia NFC ma anche MST. La transazione viene confermata tramite la digitazione del Pin o il riconoscimento dell’impronta digitale o dell’iride, in base alle preferenze dell’utente.

Satispay

Satispay al posto delle carte di pagamento si appoggia sul conto corrente. Dopo aver scaricato la app, per l’iscrizione servono documento d’identità, IBAN e codice fiscale. Una volta configurato il conto corrente, ne viene creato uno analogo di moneta elettronica, che viene ricaricato automaticamente ogni settimana a seconda del tetto di budget stabilito dall’utente. La app permette pagamenti “Peer-to-peer” tra gli utenti registrati, pagamenti verso la PA (costo commissione 1 euro) ed è diffusa tra i piccoli esercenti poiché non prevede commissioni per le transazioni fino a 10 euro (per transazioni superiori il costo è 20 centesimi). In questo modo, gli esercenti possono utilizzare parte delle risorse risparmiate per finanziare i cashback, i rimborsi agli utenti che utilizzano la app.

Pagamenti con smartphone: lo stato dell’arte in Italia

I dati elaborati dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano mostrano una crescita  del 108% del Mobile Remote Payment: se nel 2020 aveva raggiunto gli 1,3 miliardi di euro, nei primi sei mesi del 2021 è già a quota 2,7 miliardi.

Un balzo spinto dalla pandemia e dalla necessità di evitare le occasioni di contatto e contagio nonché dagli incentivi legati al cashback: sono stati infatti i pagamenti contactless, carte di credito comprese, a registrare un aumento del 66% dal 2020, passando da 31,4 a 52,1 miliardi di euro di transato.

Già nel 2020 il mobile commerce aveva superato l’e-commerce da pc e tablet per valore delle transazioni: la tendenza sembra destinata ad accentuarsi con i primi dati 2021.

La crescita dei pagamenti con smartphone è stimata di oltre l’80% rispetto al 2020.

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