Deloitte Payment 2020: PSD2, Instant payment, open banking e user experience come trend evolutivi della payment industry - Pagamenti Digitali
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Deloitte Payment 2020: PSD2, Instant payment, open banking e user experience come trend evolutivi della payment industry

Mauro Bellini

di Mauro Bellini @mbellini3

Se il mondo delle imprese e della manifattura in particolare è oggi dominato dal grande tema dell’Industria 4.0, delle opportunità e dei rischi connessi sia alla necessità di portare le imprese nell’ambito della Fabbrica Digitale sia per cavalcare le opportunità del Piano Nazionale Industria 4.0, parimenti per il mondo delle banche e della finanza sul tavolo ci sono temi che sono destinati a cambiare il modo radicale il rapporto tra istituti di credito e clienti e la logica dell’ecosistema finanziario.

Così come nell’Industry 4.0 si identificano keywords di assoluto riferimento che tracciano il segno della discussione e della progettazione come Robotica, smart manufacturing, connected machine, predictive maintenance, servitizzazione etc, così nel mondo delle banche e della finanza ci sono keyword e temi sui quali si gioca il futuro del sistema come Psd2, Instant payment, Millenials o cambiamento generazionale, ma anche come sicurezza, Blockchain, payment analytics e user experience.

Deloitte ha voluto focalizzare la propria attenzione su queste sfide per definire lo scenario con il quale il management del mondo bancario e finanziario è chiamato a confrontarsi. Innanzitutto alcune evidenze che definiscono i confini del dibattito:

  1. Nell’orizzonte 2020 le banche corrono il rischio di perdere sino al 29,5% dei ricavi relativi al business dei pagamenti rispetto ai livelli raggiunti nel 2015;
  2. Lo scenario attuale del mercato italiano vede ancora oggi un costo sociale superiore agli 8 miliardi € all’anno legato all’utilizzo del contante che continua ad essere utilizzato nel 75% degli scambi.
  3. La PSD2 apre certamente nuovi scenari operativi come l’open banking e lo sviluppo di servizi basati su API e le banche dovranno decidere se limitarsi ad adeguarsi ai requisiti normativi o rilanciare con l’offerta di nuovi servizi cercando così di rispondere, sul piano dell’innovazione, a quelle realtà come le tante Fintech che stanno ridisegnando il profilo dei rapporti con i clienti.
  4. Grazie alla PSD2 emerge un nuovo ruolo per la banca che viene definito con la formula di «Bank as a platform», ovvero di una banca che diventa player digitale collaborando con terze parti che sviluppano app attorno ad essa
  5. Più di altre forme di digital payment gli Instant Payment, grazie alla eliminazione del rischio di credito, potranno rappresentare una più efficace forma di contrasto all’uso del contante e un ruolo assolutamente fondamentale sarà svolto dal tema della user experience
  6. Lo sviluppo degli Instant Payment o dei Bonifici istantanei arriva da segnali già oggi molto consistenti per il mercato italiano e nei prossimi 5 anni, sono previste 300 milioni di transazioni via instant payment, che saliranno a 500 milioni entro 7 anni.
  7. Il panorama delle Fintech è destinato a popolarsi di nuovi attori e di nuove soluzioni verticali di eccellenza su diverse aree tematiche legate al mondo dei pagamenti

Innovazione digitale e banche

Il rapporto tra innovazione digitale e banche non è mai stato così vivo e così ricco di sviluppi. A fronte dei rischi e delle opportunità sintetizzate nei sette grandi scenari di riferimento è importante capire come cambia lo scenario generale e come possono muoversi le imprese del credito nel loro rapporto con il digitale. Da Deloitte arriva innanzitutto una indicazione sui megatrend che impattano sul mondo delle banche e in generale.

Mobile banking e Mobile business

Certamente ci si deve confrontare con una massiva adozione del mobile, non una novità certo, ma questo passaggio va letto anche in relazione a un “demographic shift” che può essere letto come effetto Millenials, che si salda con un incremento della competizione in generale e con l’avvento in forma più strutturata di competitor “non-convenzionali” in grado di offrire anche alcuni dei servizi tipici del mondo banking, ma partendo da una diversa prospettiva (competenze tecnologiche, capacità di relazione con i consumatori, capacità di innovazione a livello di user experience, disponibilità di piattaforme frequentate da potenziali clienti etc).
Questi fattori si devono poi agganciare a una serie di altri fenomeni “drivers” come il cambiamento del panorama normativo, l’innovazione tecnologica, la necessità di sperimentare nuovi modelli di business, di “portare a casa” più rapidamente esperienze e nuove forme di redditività il tutto in un contesto che impone alle banche di aumentare la capacità di conoscenza e di relazione con i clienti. E tra tutti i cambiamenti in contemporanea e in fase di evoluzione e accelerazione il tema “customer” è certamente quello più delicato e importante. I clienti stanno cambiando velocemente e la banca deve riuscire a mantenere la propria capacità di ingaggio seguendo con maggiore flessibilità e velocità l’evoluzione di esigenze che non sono più solo legate ai tradizionali valori e servizi delle banche.

Fintech come competitor e come soggetti con cui attuare forme di collaborazione

In questo contesto ci sono una serie di fattori che se ben gestiti possono costituire una occasione di rilancio per gli istituti di credito a partire dal processo di consolidamento all’interno di strutture o hub in grado di gestire grandi volumi di pagamenti digitali per efficientare tutta la componente di gestione del business payment. Il mondo delle Fintech aumenta la propria offerta in termini di di servizi e di qualità degli stessi nell’ambito payment, il real time viene richiamato sia a livello di esperienza utente consumer sia a livello corporate. Le banche e le Fintech possono contare sul vero “tesoro” dei dati, ma serve la consapevolezza, la sensibilità, la competenza e la strategia trasformare il “valore potenziale” dei dati in benefici concreti, in nuovi servizi e in definitiva in business.  All’orizzonte, ma non poi così lontano, ci sono gli use case e i proof of concept della Blockchain che sembrano oggi focalizzati principalmente sui cross border payments, sul trade finance ed sui pagamenti per SME.

Quattro grandi tendenze in atto

In termini di abitudini dei consumatori Deloitte fotografa le quattro grandi tendenze in atto.

  1. Il Cash continua a rappresentare un costo sociale enorme calcolato in un valore che varia dagli 8 ai 10 miliardi all’anno. dagli Instant Payment arriva poi la speranza di intaccare questo “moloch” facendo leva sulla possibilità del real time di trasformarsi da fenomeno tecnologico in abitudine cavalcamdo la user experience
  2. Nel digital in generale si assiste all’evoluzione e all’innovazione di nuovi front end interoperabili e nell’ingresso sul mercato di player con elevata capacità di lavoro e di innovazione a livello di user experience (UX) per favorire l’adozione dei pagamenti P2P
  3. Nella carte viene segnalata la forte crescita nell’utilizzo delle carte sul mercato italiano, in particolare la crescita si focalizza sulle carte di debito
  4. In parallelo diminuisce il volume degli assegni e si prevede un boost dopo l’introduzione degli SCT Instant

Il ruolo della PSD2

In tutto questo il grande punto di riferimento per qualsiasi tipo di azione nel mondo delle banche e degli operatori è dettato dal quadro regolamentare e in particolare dagli impatti e dalle opportunità collegate alla PSD2. Occorre premettere che la PSD2 deve essere letta nel contesto di un framework di normative destinate a impattare in generale sul tema dei digital payment.
Intanto la PSD2 arriva come risposta di regolamentazione collegata alle innovazioni dell’industria dei pagamenti e ha l’obiettivo di contribuire alla realizzazione di un sistema di norme che a livello europeo permetta di aumentare da una parte la tutela dei consumatori e dall’altra di far crescere la competitività del settore permettendo alle imprese di disporre di uno scenario di “regole certe e chiare”.

I grandi punti di riferimento della PSD2 sono secondo Deloitte da leggere negli obiettivi stessi della PSD2 ovvero nella abilitazione e regolamentazione di nuovi servizi come Payment initiation, Account information, Funds checking, nel livello di attenzione che richiama per tutti gli operatori sui temi della sicurezza e della competizione, nella logica di estensione di scope rispetto alla psd1; e poi il grande tema della protezione dei consumatori, nei sistemi di Strong Authentication, nella sicurezza verso i rischi di frode e nel controllo di tutte le fasi di pagamento, ma anche nel divieto di «surcharge» per le carte di pagamento e per gli strumenti SEPA.
Psd2 vuol dire anche nuove regole per i Payment  Service Providers (PSP) come passporting, punto di contatto centrale e vuol dire esenzioni per certe tipologie di pagamenti, come nel caso dei pagamenti effettuati tramite operatore telecom, come nei limited networks, come nei commercial agent.

PSD2 come opportunità

La PSD2 rappresenta un adempimento e una grande opportunità, ad esempio per definire le strategie future per i pagamenti. Grazie alle pressioni regolamentari e grazie anche all’ingresso di nuovi player si devono prevedere secondo Deloitte effetti significativi per le revenue dei payment service delle Banche. Entro il 2020 in particolare secondo un’analisi Deloitte, il mondo delle Banche rischia di perdere sino al 29,5% dei ricavi del business dei pagamenti rispetto ai livelli 2015.
Lo scenario PSD2 vede ovviamente anche l’ingresso di nuovi player che porteranno nuova competizione verso le Banche che dovranno reagire con una serie di azioni , con l’ampliamento dell’offerta di servizi ad esempio, con un diverso rapporto con i clienti, allo scopo di difendere la market share corrente. In questo scenario un ruolo determinante è svolto dagli OTT (Over The Top) ovvero da imprese che arrivano da altri ambiti rispetto al mondo bancario e possono contare su una Customer base con una user experience fortemente innovativa che viene sfruttata come elemento e fattore di disruption. Ci sono poi i merchant che possono trovare nuove opportunità di riduzione dei costi

Le banche secondo Deloitte sono davanti a una scelta fondamentale: hanno la necessità di scegliere tra due scenari: limitare le azioni a tutto ciò che è necessario per ottemperare ai requisiti normativi o sfruttare lo scenario competitivo per offrire nuovi servizi. Le banche in questo senso devono tenere ben presente  il ruolo di nuovi player come le Fintech che certamente stanno guadagnando consensi proprio facendo leva sui temi dell’innovazione e dell’offerta di nuovi servizi.

Bank as a Platform

Una delle grandi opportunità per le banche secondo Deloitte si chiama Bank as a platform e vede un ampliamento delle opportunità di business grazie anche allo sviluppo e alla diffusione di API accessibili dai TPP e all'”apertura” dei propri sistemi di core banking sulla base degli RTS EBA. Con l’evoluzione verso la logica Bank as a Platform, le banche possono diventare a tutti gli effetti un player digitale e costruire un ecosistema anche con terze parti che siano nella condizione di sviluppare soluzioni, ad esempio nell’ambito Mobile, nelle app e in generale nei servizi digitali. In questo scenario le banche possono anche sviluppare servizi base di AISP o PISP, o possono diventare loro stesse dei TPP

Instant payment The New Normal

Il mercato e lo scenario banking si deve poi confrontare con il fenomeno Instant Payments. Per Deloitte l’Instant Payment è destinata a diventare la “nuova normalità“. Si parla di una opportunità che vale per il mercato italiano qualcosa come 300 milioni di transazioni entro 5 anni dal lancio per superare i 500 milioni entro 7 anni, valori e opportunità che sono intercettabili con diverse tipologie di utilizzo. Nnello specifico le sfide dell’Instant possono essere sintetizzate in 3 grandi punti

  • L’Adoption caratterizzata da una non ancora completa comprensione del significato stesso di Instant Payments
  • L’interoperabilità che laddove non sia chiaramente regolata e gestitìa rischia di rallentare i processi decisionali degli operatori
  • La competitività caratterizzata da una frammentazione tra i player

Blockchain e Banking

L’altra grande “area” di studio e di sviluppo del mondo banking e payment è poi rappresentata dalla Blockchain

La Blockchain influenzerà in modo rilevante la catena del valore del mondo payment in particolare per quanto riguarda tre grandi ambiti:

  • la gestione dello scambio di valore a livello di transazioni istantanee tra peers all’interno di un network
  • La possibilità di disporre di una prova di immutabilità, di soluzioni per il consenso decentralizzato e per tracciare e storicizzare tutte le informazioni
  • la componente Smart Contracts, ovvero una categoria di temi che comprende anche i contratti in modalità di self-execution o automatica, che si attivano nel momento in cui si verifica un determinato evento

I casi d’uso Blockchain in ambito Payment permettono di sviluppare opportunità di riduzione dei costi di settlement, di gestione di pagamenti cross border, di llearing e settlement realtime. Al di fuori dello specifico ambito banking a in contesti “vicini” anche a livello di business opportunity, Deloitte sottolinea l’importanza della Blockchain in un ambito definibile come “Trade Finance” per applicazioni come la tracciabilità delle materie prime e dei prodotti all’interno di diverse supply chain, con la possibilità di sfruttare il grande tema dell’immutabilità ed unicità dei dati per offrire trasferimenti sicuri e tracciabili o di disporre di smart contract per contare su strumenti che permettono ad esempio di rivoluzionare le tradizionali lettere di credito.

 

 

Direttore responsabile delle testate "verticali" di Digital360: Blockchain4Innovation, PagamentiDigitali, Internet4Things, BigData4Innovation e Agrifood.Tech si occupa di innovazione digitale applicata alla realtà delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e del sociale
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