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POS, qual è più conveniente: confronto fra le offerte sul mercato

Smart o cordless, fisso o mobile: ecco le differenze tra i tipi di POS e quali rispondono meglio alle diverse esigenze dell’esercente. 10 POS a confronto sui costi [...]
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Disporre di un POS (Point of sale) è un obbligo per l’esercente o il professionista. È dunque fondamentale riuscire a orientarsi fra le molte offerte disponibili, valutando le spese complessive determinate dall’uso del POS. Vanno infatti considerate diverse voci di spesa, fra cui: acquisto o noleggio, installazione, canone mensile, commissioni sulle transazioni, assistenza tecnica. Inoltre ogni azienda ha specifiche esigenze, che incidono sulla scelta più conveniente del proprio POS. Con l’aiuto del simulatore www.signorpos.it , è possibile confrontare le diverse offerte, ovvero il costo, a partire dall’incasso annuo transato POS dell’attività. Tale simulatore si basa su una distribuzione del tipo di carte più utilizzate per le transazioni in base alla media nazionale: 24% con carta di credito, 16% con carta di debito, 20% con carta prepagata, 6 % con carta commerciale e 34% con PagoBancomat.

Quanti tipi di POS esistono?

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Fonte: https://www.pexels.com

POS si differenziano in: POS fisso, da posizionare alla cassa; POS cordless, senza fili, con base di ricarica ma da utilizzare sempre dentro il punto vendita; POS mobile, che si collega allo smartphone e consente di utilizzarlo, via app, come se fosse un POS; POS smart, che include le funzionalità del registratore di cassa, come la gestione digitale della ricevuta di pagamento, l’archivio delle transazioni, il monitoraggio delle operazioni. Inoltre, i POS GSM/GPRS, grazie a una Sim incorporata, permettono di funzionare ovunque, visto che non è necessaria una linea telefonica o wireless per funzionare. Infine, i POS virtuali, utilizzati soprattutto dagli eCommerce, permettono di effettuare la transazione direttamente via Internet, attraverso il sito dell’esercente, e di ricevere la relativa ricevuta.

POS, il più facile da usare

Fra le diverse tipologie di POS, una buona soluzione che sembra essere sempre più apprezzata anche da parte degli esercenti, è quella del POS mobile. Prima di tutto perché non necessita di una linea telefonica di appoggio, che implica ulteriori costi, e secondariamente perché ben si adatta alla trasformazione delle abitudini di pagamento dei consumatori che, dopo l’emergenza pandemica, hanno rafforzato la propensione a ricevere servizi anche al di fuori dei punti vendita o degli uffici, prediligendo un sistema di pagamento capace di funzionare ovunque, che comprenda la modalità contactless o tramite smartphone. Tutte modalità di pagamento di semplice utilizzo sia da parte dell’esercente che da parte del cliente.

In generale, il funzionamento del POS prevede il collegamento del dispositivo con la banca per effettuare la transazione dal conto corrente del cliente a quello dell’esercente, che può stabilire quali circuiti attivare: PagoBancomat e Maestro e, per le carte di credito, Visa, Mastercard, American Express, etc. Generalmente gli istituti bancari propongono un POS di riferimento.

 

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10 POS:  costo a confronto su un transato annuo di 100.000 euro

AXERVE (easy a canone)

  • smart POS – costo stimato il 1° anno: 953 euro (937 gli anni successivi)
  • canone mensile: 17 euro iva esclusa fino a 10.000 euro di transato, 22 euro iva esclusa oltre i 10.000
  • commissioni: 0% (ma si applica una commissione dell’1% in caso di superamento dei 30.000 euro solo sulla parte eccedente i 30.000 euro)
  • traffico 4 G incluso. Nessuna penale in caso di disdetta

 

AXERVE (easy a commissioni)

  • smart POS – costo stimato il 1° anno: 1.096 euro (1.000 gli anni successivi)
  • canone mensile: 0 euro
  • commissioni: 1%
  • traffico 4 G incluso. Nessuna penale in caso di disdetta

 

MPS (Start)

  • Fisso e Cordless – costo stimato il 1° anno: 1.333 euro (1.266 gli anni successivi)
  • canone mensile: 17,5 euro
  • commissioni:1,2%

 

NEXI (smartpos wifi Classic +)

  • smart pos – costo stimato il 1° anno: 1.359 euro (1.272 euro gli anni successivi)
  • canone mensile: 14,5 euro
  • commissioni: PagoBancomat 0,69% – carte consumer 1,19% – carte commercial 1,99%
  • dispone di lettore QR CODE, utile per i piccoli negozi, alimentari, botteghe

 

NEXI (smartpos wifi 4G Classic +)

  • smart pos – costo stimato il 1° anno: 1439 euro (1.332 gli anni successivi)
  • canone mensile: 19,5 euro
  • commissioni: PagoBancomat 0,69% – carte consumer 1,19% – carte commercial 1,99%
  • prevede pay by link incluso per i pagamenti a distanza e assistenza 24/7

 

NEXI (smartpos mini Start)

  • smart pos – costo stimato il 1° anno: 1.601 euro (1.494 gli anni successivi)
  • canone mensile: 14,5 euro
  • commissioni: PagoBancomat 1,2% – carte consumer 1,2% – carte commercial 2,7%
  • prevede pay by link incluso per i pagamenti a distanza e assistenza 24/7. Ideale per piccole attività

 

MYPOS (cordless GO)

  • cordless – costo stimato il 1° anno: 1.804 euro (1.750 gli anni successivi)
  • canone mensile: /
  • commissioni: 1,75%
  • accetta pagamenti on line, non accetta PagoBancomat, non ha vincoli contrattuali

 

ZETTLE BY PAYPAL (Zettle Reader)

  • mobile – costo stimato il 1° anno: 1.819 euro (1.790 gli anni successivi)
  • canone mensile: 0 euro
  • commissioni: 1% – 2,75%
  • Si appoggia su qualsiasi conto. Non accetta PagoBancomat

 

SUMUP (Air)

  • mobile – costo stimato il 1° anno: 1.990 euro (1.950 gli anni successivi)
  • canone mensile: 0 euro
  • commissioni: 1,95%
  • Si appoggia su qualsiasi conto. Non accetta PagoBancomat. Nessun Vincolo contrattuale

 

SUMUP (3G)

  • fisso – costo stimato il 1° anno: 2.049 euro (1.950 gli anni successivi)
  • canone mensile: 0 euro
  • commissioni: 1,95%
  • Si appoggia su qualsiasi conto. Non accetta PagoBancomat. Nessun Vincolo contrattuale

POS, il più conveniente

POS Costo

Fonte https://www.pexels.com

La simulazione evidenzia, seppur in sintesi, la grande varietà di proposte presenti sul mercato sia dal punto di vista della tipologia di POS offerti che dei costi stimati. Aumentando o diminuendo il valore del transato annuo, emergono ulteriori differenze. Ad esempio, Zettel propone commissioni decrescenti con il volume mensile, risultando più vantaggiosa per transati di grandi dimensioni. Viceversa, Nexi offre strumenti con commissioni gratuite per i micropagamenti fino a 10 euro.

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Dunque, non è possibile stabilire in modo univoco quale sia il POS più conveniente perché sulla scelta da parte di ogni esercente o professionista incidono diverse variabili: dal tipo di POS più funzionale per la tipologia della propria attività, ai volumi di transato annuo raggiunti. Un dato certo, però, è la convenienza in sé dell’utilizzo del POS perché, rispetto al passato, la crescita del numero dei fornitori presenti sul mercato ha reso più concorrenziali i costi dei POS e perché il ricorso ai pagamenti digitali è un trend in aumento: poter offrire un sistema di pagamento digitale funzionale e in linea con le proprie esigenze, risulta una strategia vincente anche in termini di soddisfazione del cliente che può ridurre i tempi del pagamento, scegliere la modalità preferita, contare sulla sicurezza e tracciabilità della transazione.

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