L’indagine

Come cambiano gli esercizi commerciali con i pagamenti digitali



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Secondo Sumup, il cashless ha registrato un boom del +140% rispetto al pre-pandemia. La digitalizzazione, l’ibridazione e la servitizzazione del business sono i tre fattori che spingono gli esercizi commerciali tradizionali a rinnovarsi

Aggiornato il 28 dic 2023



La trasformazione digitale degli esercizi commerciali

A spingere la trasformazione digitale degli esercizi commerciali tradizionali sono la digitalizzazione, l’ibridazione e la servitizzazione del business. Ecco cosa emerge dall’indagine di SumUp.

I tre fattori della trasformazione digitale degli esercizi commerciali

Gli esercizi commerciali italiani stanno cambiando pelle, grazie al boom dei pagamenti cashless (+140% rispetto al pre-Covid), alla digitalizzazione dei servizi e all’ibridazione del proprio business di origine con altri ambiti di competenza.

Secondo SumUp, le attività in transizione sono non solo edicole e chioschi digitali, ma anche tabaccai, farmacie e punti prelievi (ATM).

L’ibridazione del proprio business di partenza con altri ambiti di competenza è all’origine per esempio della riconversione delle librerie in punti di riferimento per intere comunità culturali: non solo libri, ma anche incontri con scrittori e musicisti, abbonamenti a cinema e teatro e biglietti dei concerti, eventi culturali.

La servitizzazione delle attività, invece, porta numerosi esercenti ad offrire oggi vari servizi ai cittadini, come la possibilità di pagare multe e ricaricare abbonamenti, ritirare pacchi, effettuare alcune prestazioni mediche (nel caso delle farmacie), oltre alla vendita di beni.

L’indagine di SumUp: il digitale cambia i quartieri

Edicole e tabaccai dove saldare le bollette e comprare titoli di viaggio. Farmacie che offrono servizi di spedizione via corriere. ATM dove prelevare, ma anche versare, contanti e pagare le tasse, che diventano elementi di arredo e verde urbano.

In Italia, la digitalizzazione sta facendo cambiare pelle a diversi esercizi commerciali che, dopo essere rimasti punti di riferimento fossilizzati per decenni nella vita di quartiere, oggi invece mutando identità e funzione, soprattutto grazie ai pagamenti digitali.

Nel 2022 le transazioni senza contanti sono salite del 19,6% rispetto al 2021 e di oltre il 140% rispetto al pre-pandemia. Fra queste quasi 8 su 10 sono pagamenti in modalità contactless (cioè tramite carta, smartphone e smartwatch senza contatto con il POS). L’82,7% avviene nelle edicole. Qui si registrano anche alcuni degli scontrini contactless più bassi (20,5 euro) insieme alle tabaccherie (19,2 euro). Cresce dunque la propensione dei consumatori a pagare con strumenti digitali anche piccoli importi.

Ma un ruolo chiave lo ricopre anche il processo di servitizzazione e ibridazione del business. Sono infatti tante le attività, infatti, che alla vendita di beni affiancano oggi vari servizi ai cittadini, come la possibilità di pagare multe e ricaricare abbonamenti oppure la ricezione e l’invio di pacchi.

La digitalizzazione delle attività commerciali tradizionali solleva una serie di temi legati alla possibilità di convertire alcune tipologie di business – dalla vendita di beni alla fornitura di servizi: da un lato, attività come edicole e tabaccai trovano nuova vita grazie all’innovazione, dall’altro diventano un punto di riferimento per intere comunità di cittadini. Pensiamo, per esempio, a territori rurali e montani in cui pagare le bollette o prelevare denaro sono attività che implicano spesso lunghi spostamenti: questa problematica può essere risolta con la diffusione di edicole e farmacie smart, dove all’interno della stessa attività commerciale coesistono negozio fisico e servizi digitali”, commenta Umberto Zola, Growth Marketing Lead di SumUp. SumUp ha anticipato questo processo, offrendo supporto ai merchant per una progressiva digitalizzazione degli esercizi commerciali”.

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