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I pagamenti digitali come motore di innovazione per le smart city platform

Mauro Bellini

Oggi più che mai i pagamenti digitali rappresentano un vero e proprio “motore” di innovazione per le Smart City e per la creazione di piattaforme di innovazione per la qualità dei servizi ai cittadini, per il lavoro delle imprese, per migliorare le opportunità di sviluppo sociale ed economico. Il pagamento è una componente importantissima di una strategia di innovazione che non si ferma alla sola gestione delle transazioni, ma che abilita un nuovo rapporto tra città e pubblici servizi, che incide in modo diretto sulla user experience in tantissimi ambiti (pensiamo al solo esempio del payment per i servizi di mobilità o di parking) e che è a tutti gli effetti uno dei pilastri sui quali si basano le logiche delle smart city platform.

In occasione del Salone dei Pagamenti 2019 le testate PagamentiDigitali.it e Blockchain4Innovation.it del Gruppo Digital360, in qualità di Media Partner ha avuto l’occasione di collaborare all’organizzazione e alla gestione della sessione “Pagamenti e smart city platform: vivere l’innovazione quotidiana” a cui hanno partecipato:

  • Dario Scacchetti, Amministratore Delegato Ingenico Italia
  • Andrea Zucchiatti, Co-Founder & Vice President PAX Italia
  • Luca Corti, Vice President Business Development Mastercard
  • Flavio Mastrangelo, Responsabile Acquiring Postepay
  • Almir Amberskovic, Head of Italy, France, Switzerland, Belgium, Netherlands, Sweden and Denmark TheFork, a TripAdvisor company
  • Claudio Ceroni, Chairman and Founder MAGENTAbureau
  • Dennis Pintamalli, Managing Director EMEA, Advam TNS
  • Andrea Fiorentino, Head of Product and Solutions, Southern Europe VISA
  • Roberto Garavaglia, Coordinatore editoriale PagamentiDigitali.it

 

Ingenico Italia – L’importanza della user experience e dell’accessibilità

Dario Scacchetti, Amministratore Delegato Ingenico Italia

L’ambito dei pagamenti digitali offre tantissime opportunità di sviluppo per favorire la crescita di innovazioni per le Smart City e certamente un tema importante è rappresentato dai percorsi di customer journey, dallo studio del ruolo del payment nella vita quotidiana e dallo sviluppo di soluzioni che semplificano l’accesso ai servizi anche attraverso la semplificazione delle procedure di pagamento. Va sottolineato ad esempio come i numeri che esprimono la crescita dell’Internet of Things sono impressionanti: il tasso di crescita previsto è importantissimo ed è destinato a mettere a disposizione strutture e dati preziosi per lo sviluppo delle città intelligenti. Come fornitori di tecnologia, siamo presenti nella vita di tutti i giorni e dobbiamo investire in questo senso, portando forme di innovazione che sanno guardare al contesto nel quale sono collocate e che possono favorire lo sviluppo di progetti strategici, come in tanti casi è accaduto grazie a Ingenico.

Stazioni di servizio con modalità di pagamento self, parcheggi e biglietteria dei mezzi pubblici sono esempi sempre più importanti che rappresentano opportunità incredibili nel contesto di digitalizzazione delle esperienze di acquisto e delle stesse esperienze con cui viviamo in un modo diversi quegli stessi servizi. Il momento del pagamento deve risultare semplice, facilmente fruibile e deve dare la possibilità al cliente di (quasi) “non accorgersi che si sta svolgendo“.

Un altro esempio è rappresentato dai negozi virtuali che permettono di “azzerare” l’esperienza di cassa, ma attraverso applicazioni e device applicativi smart possono sviluppare nuove esperienze di acquisto e nuove forme di ingaggio per i provider di servizi o per i retailer. Le vendine machine sono un mondo particolarmente ricco per chi si occupa del nostro settore, ce ne sono 800 mila in Italia con soltanto un basa percentuale risulta ad oggi digitalizzata e questo rappresenta un ambito di crescita di grande importanza dove il payment svolge un ruolo sempre più strategico.

PAX Italia – Il payment come un atto sociale: dalla transazione in sé verso la relazione

Andrea Zucchiatti, Co-Founder & Vice President PAX Italia

La nostra visione è legata a rendere disponibile la tecnologia ovunque: da terminali tradizionali a giochi interattivi fino allo sviluppo di terminali. Siamo convinti che la diffusione della tecnologia rispetto al pagamento sia un passaggio fondamentale perché è un atto prettamente sociale.

Le innovazioni portate al mercato (basate su Android) non sono solo di natura tecnologica, ma cercano piuttosto di sposare un cambio di focus e paradigma, dalla transazione in sé verso la relazione. La convinzione di Pax Italia è che prima debba venire l’esperienza di acquisto del cliente e soltanto in un secondo momento l’operazione di pagamento vera e propria. La sfida è anche quella di modificare il percepito attuale di una parte dei merchant, che ancora oggi tendono a vedere il pagamento elettronico come un sovraccosto. I nuovi dispositivi Android di Pax Italia, al contrario, sono pensati come degli strumenti capaci di agevolare e migliorare l’esperienza di acquisto dei consumatori che, soltanto alla fine, ricomprendono anche la parte di pagamento vera e propria. Agevolando e favorendo così l’interazione tra esercente e consumatore. La logica è dunque quella di immettere sul mercato dei terminali siano in grado di abilitare tutta una nuova serie di servizi, funzioni e modalità di pagamento aggiuntive rispetto alle funzioni tradizionali,

Tra gli esempi concreti ci sta, in collaborazione con SIA, il progetto di payment con smartphone a bordo dei vaporetti a Venezia per facilitare la possibilità di pagamento per tutti i turisti (si legga in proposito questo servizio I pagamenti digitali arrivano a bordo dei vaporetti di Venezia). Insistiamo molto, per il successo di queste operazioni, sull’aspetto tecnologico. Dobbiamo investire nella rete per poter erogare e gestire servizi sempre più efficienti in tutte le condizioni in ogni area del nostro paese.

Mastercard – La Smart City non è più una moda ma una necessità

Luca Corti, Vice President Business Development Mastercard

La prospettiva delle smart city deve essere interpretata sotto diversi punti, ma ce ne sono due che appaiono primariamente rilevanti e sui quali si sviluppa anche il passaggio dalle città intelligenti alle logiche di Smart City Platform

1 – La revisione delle logiche stesse di sviluppo delle Smart City

Sta crescendo il ruolo delle città, cresce il loro peso in termini quantitativi e qualitativi, vediamo un trend in cui 7 persone su 10 vivranno nelle città nei prossimi 20 anni, dove il PIL sarà realizzato per l’80% all’interno di aree urbane con investimenti e budget che dovranno tener conto in modo sempre più importante dei temi della sostenibilità. Gestione delle risorse come priorità e obiettivi sfidanti: due grandi sfide che si possono risolvere con le tecnologie. I pagamenti digitali possono trainare le città verso questa transizione e verso l’efficienza. Il framework che offriamo come Mastercard è quello della “City Possibile” che permette di analizzare i fabbisogni delle città e di portare soluzioni. Ad esempio nel trasporto, con l’efficientamento dei costi e delle risorse dei servizi pubblici. In tutto questo un ruolo fondamentale è svolto dai dati: servono per capire, solo per fare un esempio, se stiamo attraendo i turisti stranieri nella maniera giusta. Da qui arrivano poi altre opportunità, come la monetizzazione dei dati in termini di valorizzazione sociale.

2 – La smart city non è una moda, piuttosto una necessità.

Dal punto di vista del cittadino assistiamo a una doppia evoluzione, la città che diventa intelligente e il cittadino che utilizza in modo sempre più intelligente i servizi. Il dato, in un contesto come quest, appare sempre più prezioso, aumenta la sua qualità. Il pagamento digitale in questo scenario rappresenta a sua volta una fonte importante di conoscenza (oltre che un servizio sempre più intelligente) e offre un’esperienza veloce che permette al cittadino anche di utilizzare in modo più intelligente o più vicino alle sue esigenze il proprio tempo.

PostePay – L’importanza di unire con il payment consumatori e piccoli operatori

Flavio Mastrangelo, Responsabile Acquiring Postepay

Il pagamento digitale va visto sempre di più in una prospettiva a 360 gradi. Non c’è più l’online contro l’offline. È tutto onlife. Parliamo di consumatori e di PMI. Di attori che si “uniscono” anche attraverso il payment. L’offline per noi rappresenta il milione di consumatori che si recano negli uffici postali; l’online invece l’altro milione e mezzo di utenti che entrano nelle nostre app. Consumer e PMI si muovono velocemente perché hanno esigenze sempre più stringenti a cui noi cerchiamo di rispondere. Oggi il pagamento è diventato sempre più impercettibile dietro alle 80 app installate in media nei nostri smartphone.

Viviamo una doppia situazione: da un lato il pagamento sta diventando sempre più invisibile, mentre il processo di pagamento e la user experience crescono di importanza e appaiono sempre più come le chiavi del successo per chi vuol far crescere il proprio business.

Oggi su piattaforme come Deliveroo o su Glovo i consumatori scelgono di mangiare una pizza e la loro scelta non è direttamente legata al prodotto in sè, ma al processo di acquisto. Il processo smart di pagamento è una chiave per unire il mondo dei consumatori con quello dei piccoli operatori. Il nostro impegno è semplificare la vita dei consumatori. Nella nostra app è possibile prendere la metro, pagare la benzina su un distributore fisico, pagare un ticket di parcheggio, piuttosto che gestire un acquisto eCommerce o in store. È una delle soluzioni che stiamo offrendo al mondo delle PMI per superare le difficoltà, i costi per il business quotidiano unendo online e offline, anche per piattaforme di eCommerce che devono essere sempre più facili e devono disporre di programmi di supporto per dialogare con i nostri 27 milioni di clienti.

 

TheFork – Il payment può migliorare il customer journey nel mondo food

Almir Amberskovic, Head of Italy, France, Switzerland, Belgium, Netherlands, Sweden and Denmark The Fork, a TripAdvisor company

TheFork è una realtà giovane. Qualche anno fa era definita come “un sistema per la prenotazione dei ristoranti online”. Oggi gira tutto attorno all’esperienza. Pensando a questo concetto si parte dalla possibilitá di scegliere il ristorante, di recarvisi fisicamente e di vivere quell’esperienza. Poi c’è il momento in cui si paga, è forse il momento meno eccitante, non solo perché riguarda il costo. È lì, anche lì, che bisogna lavorare.

Se guardiamo all’evoluzione dei pagamenti nel 2018 circa il 30% dei pagamenti avveniva con il contante e la proiezione per il 2022 è del 17% ma a discapito di cosa? Non delle carte di credito e debito. Quello che cambia sono i pagamenti mobile e questo trend si sposa con l’esigenza di migliorare l’esperienza che si vive con TheFork. Il nuovo servizio gratuito TheFork Pay offre la possibilità di pagare il conto del ristorante dove si è prenotato il tavolo direttamente tramite l’app installata nel proprio smartphone, oggi collegando una carta di credito si potrà integrare con altri sistemi di pagamento.

Presente in 16 Paesi, TheFork è una multinazionale che considera l’Italia il paese più importante ed è qui che vengono lanciate le novità. Il primo pilota è stato lanciato qualche mese fa e al momento la nuova funzionalità di pagamento TheFork Pay può essere utilizzata esclusivamente in un ristorante milanese, ossia “Identità Golose”. Dalla fine di gennaio 2020 tutti i ristoranti italiani su TheFork potranno accettare i pagamenti tramite l’applicazione.

Sappiamo quante persone portiamo ai ristoranti, conosciamo il valore che portiamo. Se osserviamo quanto le persone spendono e le abitudini di acquisto, questo dato ci manca, attraverso TheFork Pay sapremo qualcosa in più riguardo al profilo del cliente, con analisi che serviranno in ottica di miglioramento del servizio e dell’esperienza perché riusciremo a preparare il ristoratore al tipo di cliente che avrà di fronte.

Il pagamento in questo caso viene visto come abilitante di una nuova forma di ingaggio e di business. È vero che si aprono tanti altri scenari, come ad esempio quello che riguarda le gift card che stanno crescendo in maniera esponenziale in tutto il mondo, il 30% viene distribuito tramite sistemi di welfare aziendali, quasi una nuova moneta. Ecco perché intendiamo cogliere l’opportunità di inserirci in questo mercato e offrire un servizio come questo in tutti i ristoranti registrati su TheFork.

 

Magenta bureau – Sperimentare con il payment per migliorare il rapporto con i clienti

Claudio Ceroni, Chairman and Founder MAGENTA bureau

Identità Golose del network Magenta Bureau è la prima realtà che ha adottato TheFork Pay e che sta facendo questo tipo di esperienza, con una innovazione a cavallo tra il mondo della ristorazione e delle esigenze dei clienti.

Siamo una compagnia di comunicazione con lo scopo ultimo di generare trasmettere messaggi. Organizziamo con continuità negli ultimi anni il Congresso internazionale di cucina identità golose, arrivato alla sedicesima edizione. E Identità Golose a non è solo un ristorante, piuttosto uno spazio che ospita eventi che ruotano attorno al mondo della cucina, ma anche a quello della finanza e delle banche. Ogni settimana c’è un grande chef italiano o straniero.

La partnership tra noi e TheFork e le tematiche del payment non è solo funzionale al momento del pagamento, per noi conta l’utilità e la capacità di creare informazione su questa piattaforma, come un elemento indispensabile. Quello che facciamo è andare oltre alla semplice necessità tecnica di uno strumento di prenotazione per addentrarci nel campo dell’informazione e della comunicazione. Queste piattaforme di prenotazione e pagamento hanno delle potenzialità di comunicazione enormi sia in ingresso, per chi le utilizza, sia in uscita, per la possibilità di dati che possono generare.

La realtà di TheFork è stata una rivoluzione perché solo tutti quelli che hanno prenotato ed effettivamente mangiato al ristorante possono lasciare un commento, da qui nascono delle votazioni, il che permette di acquisire uno strumento utile, ma anche dei rischi. Proporre il pagamento attraverso la piattaforma di prenotazione è un elemento fondante per la nostra attività.

Il tema è lavorare sull’integrazione e sulla conoscenza del comportamento, delle esigenze, delle criticità. Il pagamento non solo come momento di saldo del conto, ma come un momento fondamentale che trasferisce informazioni.

 

Advam TNS – Il pagamento per facilitare e favorire anche il customer engagement

Dennis Pintamalli, Managing Director EMEA, Advam TNS

Advam TNS, è una società che offre soluzioni di pagamento in tutto il mondo, con un focus specifico sui terminali incustoditi nei parcheggi, negli aeroporti, nei centri commerciali.
Anche nello sviluppo di soluzioni per i pagamenti self service, il nostro obiettivo è quello di abilitare comunque forme di customer engagement, tramite dispositivi mobili o tramite gli stessi terminali di pagamento. I nostri clienti hanno la garanzia di disporre di soluzioni pienamente integrate nelle loro infrastrutture e nei loro processi interni e nello stesso tempo personalizzate sul loro specifico segmento di mercato, lasciando loro la possibilità di concentrarsi sul miglioramento dell’esperienza dei propri clienti.

Rispetto all’uniformità di altri mercati l’Europa e l’Italia in particolare rappresenta la molteplicità. Tanti Paesi, tanti modi diversi di rapportarsi al mondo dei pagamenti: sicuramente questo porta con sé la complessità nel gestire diversi modi di fare business e nel rapportarsi con tanti attori e operatori in tutta la regione.
A questo si accompagna sicuramente anche il tema del GDPR, che ADVAM ha deciso di affrontare con un approccio globale, così da garantire la compliance di tutti i processi e di tutti gli strumenti.

 

Visa – Serve una visione globale in un “win win” tra cittadini e Pubbliche Amministrazioni

Andrea Fiorentino, Head of Product and Solutions, Southern Europe VISA

E’ sempre più importante e strategico lavorare su una innovazione che permetta di superare l’eterogeneità tra i sistemi di pagamento e che consenta di creare forme di esperienza integrata e completa. Ad esempio anche grazie alla combinazione tra tecnologie di pagamento e forme di innovazione che arrivano dagli operatori della mobilità.

L’innovazione deve essere un win-win tra la capacità delle pubbliche amministrazioni di ripensare la propria sfera dei servizi e i cittadini, con l’obiettivo di creare condizioni per una migliore qualità della vita. Visa in questo senso porta il contributo di una visione globale. Un altro grande tema per quanto rigiarda le logiche di Smart City attiene al ruolo che hanno ad esempio le grandi città italiane nel facilitare la vita di quei turisti che non parlano l’italiano e che vogliono avere un’esperienza semplice e integrata. I pagamenti digitali sono uno straordinario strumento di servizio e di ingaggio che va ben oltre il pagamento.

Ci deve essere una forte raccomandazione nell’investire nell’omogeneità dei sistemi di pagamento, di lavorare a strumenti che siano in grado di verificare l’autenticazione con procedure standardizzate e con grande attenzione alla user experience. Serve poi una combinazione della tecnologia dei pagamenti per quanto riguarda la parte di autenticazione e di tariffe, e serve uno sforzo degli operatori per creare condizione di omogeneità nello sviluppo e nella erogazione dei servizi.

Occorre lavorare a livello di innovazione ben sapendo che l’integrazione è una delle basi per un servizio al cittadino e che queste innovazioni si devono trasformare in esperienze concrete come basi per migliorare continuamente la user experience.

C’é poi un tema di gestione di sistemi di pagamento per creare una governance dove nuovi attori o PA possono portare nuove modalità di sviluppo nell’evoluzione dei servizi.

Si nota molto in Italia lo scollamento tra cittadino e PA e ci sono grandi spazi di sviluppo. Ottimizzare i pagamenti e creare esperienze in questo senso, li avvicina molto di più. Ci sono città che hanno abbracciato la digitalizzazione in modo molto attivo, il che ha prodotto più soddisfazione nei cittadini. I pagamenti digitali stanno dimostrando di essere uno  strumento di conoscenza e di innovazione che va servizio delle PA e per avvicinare e servire sempre meglio i cittadini.

 

Nuovi percorsi e nuove prospettive per il payment, anche grazie alla blockchain

Roberto Garavaglia, Coordinatore editoriale PagamentiDigitali.it

Fino ad ora abbiamo parlato di piattaforme di pagamento, strumenti diversi che incontrano le esigenze che si presumono – forse – essere di cittadini all’interno di una città, che muovono transazioni in moneta evidentemente fiat, ma non ci siamo posti la domanda su come la moneta stessa possa avere una capacità d’innovazione propria. Ci possono essere tecnologie di piattaforma che nel contesto della smart city riescono ad agevolare la realizzazione di una moneta che esprime sia un valore, sia delle regole, in quanto programmate sulla blockchain, che per essere soddisfatte potrebbero non necessitare neppure di strumenti come i POS.

Smart City Platform può essere intesa come la possibilità data al cittadino di interagire in modo innovativo ad esempio tramite dei sensori. Nel momento in cui si interagisce possono mettersi a valore esperienze e si possono definire best practices. La moneta di scopo permette di disporre di uno strumento per premiare le buone pratiche, i comportamenti virtuosi per la propria città e la remunerazione è la pratica migliore per indirizzare il cittadino verso comportamenti più adeguati nei confronti della propria città (raccolta differenziata, consumo diverso di energia, co-benessere delle pratiche migliori di natura fisica come jogging etc). Buone pratiche possono essere mediate da una tecnologia moderna come la blockchain che veicola una moneta programmabile e che consente di premiare piuttosto che pagare o incassare in funzione delle attitudini, i consumi e la volontà con cui il cittadino interagisce con la città. L’impiego di criptocurrency risponde molto bene alla moneta di scopo, ma abbiamo un problema di stabilità. Esistono però strumenti che ci permettono di stabilizzare le criptovalute.

Le Local Stablecoin (così le ho definite, in evidente antitesi alle Global Stablecoin quali Libra), potrebbero rappresentare valute complementari locali, utilizzabili come moneta programmabile con garanzie di stabilità. Con uno strumento basato su Local Stablecoin potremmo abilitare politiche di welfare 3.0 per avvicinare il cittadino alla PA, rendendolo partecipe, co-partecipe e co-creatore del valore del suo territorio. A fronte di tale contribuzione di valore sul territorio può rendersi possibile una remunerazione mediante strumenti che veicolano nella transazione la regola stessa, meglio adattabili allo scopo che la pratica migliore intende raggiungere, venendo meno la necessità di ricorrere a strumenti “esterni” di controllo e verifica che introducono maggiori elementi di complessità. La moneta programmabile è infatti intrinsecamente legata alla transazione con cui quella moneta esprime valore.

Il progetto blockchain di Napoli funziona in modo molto simile. Un token impiegato per consentire anche quel tipo di dinamiche, insistendo sul tema del welfare ed è un buon esempio di come si possa usare la blockchain per una piattaforma per la smart city.

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