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Mobile Wallet War: chi vincerà la sfida?

Ivano Asaro

Nei prossimi anni probabilmente ognuno di noi avrà un Mobile Wallet in tasca, o meglio nello smartphone.

Il Mobile Wallet promette di sostituire in tutto e per tutto il nostro abituale portafoglio: carte di pagamento, buoni sconto, biglietti del bus, ingressi al cinema, badge aziendale, carta d’identità e altro ancora, tutto all’interno del nostro cellulare. E’ stato questo il tema del Workshop organizzato l’11 dicembre dall’Osservatorio Mobile Payment & Commerce dal titolo “Mobile Wallet War: chi vincerà la sfida?”.

Parliamo di guerra commerciale, ovviamente. Sì perché di Mobile Wallet si parla ormai da qualche anno, anche se non è ancora chiaro e univoco cosa si intende con Mobile Wallet e soprattutto, chi emetterà i Wallet e quali contenuti si troveranno al loro interno. È proprio su questi aspetti che si gioca la battaglia. Le aziende che lavorano al “portafoglio mobile” possono appartenere alle più eterogenee categorie: banche, telco, esercenti e OTT. Eterogeneità ben rappresentata anche dalle aziende presenti alla tavola rotonda tenutasi durante il workshop: Banca Sella, Mastercard, PayPal e Samsung.

Un’indicazione di come il tema sia complesso e variegato ci arriva anche dall’estero dove molteplici esempi sono già disponibili sul mercato, alcuni con un discreto successo. Esistono Mobile Wallet emessi delle Telco su cui si appoggiano diversi servizi resi disponibili da altre aziende. E’ il caso, ad esempio, di Cityzi in Francia dove all’interno dei Mobile Wallet delle Telco sono inseriti una pluralità di servizi offerti da banche, aziende del trasporto pubblico e retailer. Ma non mancano casi di wallet offerti dagli esercenti, come quello della catena di caffetterie Starbucks, che in USA sta registrando numeri interessantissimi, in cui è il merchant a regolare il funzionamento dell’intero ecosistema e, pur abilitando un minor numero di servizi e meno integrati, può potenzialmente offrire un’esperienza più ricca e differenziata di quanto potrebbe fare aderendo a un ecosistema più aperto. E poi ci sono gli OTT, che cercano di rispondere in modo diverso alle esigenze dei consumatori. Google Wallet propone all’utente un’esperienza d’uso che integri più servizi differenti – forniti anche da player terzi – e permette ad esempio, con un unico Tap del cellulare sul POS, di effettuare il pagamento e contestualmente redimere coupon e utilizzare la tessera loyalty. Apple, con il suo Passbook, a differenza dei suoi competitor non permette ancora il pagamento, ma consente di collezionare le proprie tessere loyalty, i coupon, i biglietti di ingresso agli eventi e i ticket di viaggio. PayPal, invece, forte del lungo legame instaurato negli anni con i propri utenti del mondo online, propone un portafoglio digitale dissociato da altri fornitori di servizi, fornendo una soluzione con una user experience molto vicina a quella che gli affezionati al brand conoscono da tempo. Insomma, ce n’è veramente per tutti i gusti.

Il 2014 sembra essere l’anno buono perché anche il nostro Paese diventi “campo di battaglia” per questa guerra commerciale. Dopo anni di osservazione, studi e sperimentazioni, diversi player del settore sembrano aver deciso quale strategia seguire e che tipo di Mobile Wallet proporre sul mercato. L’arbitro, come sempre, sarà poi il consumatore. E allora, fuoco alle polveri!

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