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Banking: perché integrare compliance, innovazione e sicurezza sarà decisivo nel 2026



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Il 2026 segnerà una svolta per il banking europeo: più pressione normativa, nuovi modelli di accesso al contante, ATM evoluti, cybersecurity e agentic AI. Secondo Auriga, vinceranno le banche capaci di integrare compliance, innovazione operativa e sicurezza, trasformando obblighi regolatori in leve strategiche

Pubblicato il 21 gen 2026



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“Il 2026 segnerà un punto di svolta per il sistema bancario europeo che si prepara ad affrontare una fase critica di transizione tecnologica e normativa che ridefinirà l’accesso ai servizi e la sicurezza delle infrastrutture fisiche.
Non è una semplice evoluzione tecnologica bensì un cambio di paradigma in cui guadagneranno un vantaggio competitivo le banche capaci di integrare compliance, innovazione operativa e sicurezza rispetto alle altre, che rischiano di trovarsi oggetto di vulnerabilità sistemiche e inefficienze strutturali difficili da recuperare”.

Vincenzo Fiore, CEO di Auriga

È la visione di Vincenzo Fiore, CEO di Auriga, che individua nel 2026 l’anno della convergenza tra pressioni normative, trasformazione tecnologica e crescita delle minacce cyber. Un passaggio che coinvolgerà l’intera catena del valore bancario: dalle infrastrutture fisiche ai processi di sicurezza, fino alla ridefinizione del rapporto con il contante.


Cash access e inclusione finanziaria: la stretta normativa europea

Nel 2026 l’Unione Europea intensificherà gli interventi per garantire l’accesso universale al contante, imponendo standard minimi di disponibilità, soprattutto a tutela delle aree rurali e delle fasce di popolazione più fragili. Per l’Italia questo significa invertire una lunga fase di razionalizzazione della rete ATM guidata prevalentemente da logiche di costo.

Il modello emergente è quello dei cash hub: punti di accesso condivisi in luoghi ad alta frequentazione come centri commerciali, stazioni o uffici postali, gestiti in modalità interbancaria o da operatori terzi. Una trasformazione che non è solo infrastrutturale, ma culturale, perché implica il passaggio da reti proprietarie a ecosistemi aperti e collaborativi.


Cash management predittivo: quando i dati anticipano la domanda

Alla riorganizzazione fisica si affianca l’adozione su larga scala di sistemi di cash management predittivo, basati su machine learning e dati contestuali come eventi, meteo e stagionalità. L’obiettivo è anticipare la domanda di contante e ridurre inefficienze operative.

I benefici sono misurabili: meno rifornimenti non necessari, riduzione del numero di ATM e ottimizzazione del capitale immobilizzato, con risparmi stimati tra il 18 e il 25%. Il limite, soprattutto nel contesto italiano, resta l’integrazione con sistemi legacy e architetture chiuse, che nel 2026 renderanno ancora più evidente il divario competitivo tra banche.


Da sportello a kiosk multifunzionali: l’ATM diventa hub di servizi

L’ATM si evolve in kiosk multifunzionale capace di offrire emissione istantanea di carte, apertura semplificata di conti, microcredito pre-approvato, money transfer e assistenza remota. Il modello di self-service branch può arrivare a coprire fino all’80% delle operazioni tradizionalmente svolte in filiale.

Per le banche italiane, tuttavia, la sfida è complessa: identificazione antiriciclaggio, scoring creditizio in tempo reale, gestione dei dati biometrici e compliance GDPR rappresentano barriere regolamentari e operative significative. Il vantaggio competitivo andrà a chi saprà trasformare questa complessità in processi scalabili e conformi.


Compliance multilivello e cybersecurity

La compliance è una delle sfide più critiche per il settore bancario europeo, stretto tra DORA, PSD2 e futura PSD3, NIS2, GDPR, normative nazionali e standard come il PCI-DSS. Ogni innovazione richiede validazioni e aggiornamenti dei protocolli di sicurezza che, nel caso degli ATM in Italia, possono richiedere fino a 12-18 mesi.

Il paradosso è evidente: mentre la compliance rallenta l’innovazione, gli attacchi cyber – sempre più potenziati dall’IA – evolvono a velocità superiore. Da qui la diffusione di architetture di sicurezza modulari e modelli Zero Trust, che consentono aggiornamenti più rapidi e una resilienza maggiore rispetto alle soluzioni monolitiche.


Agentic AI: l’automazione entra nei processi

Il 2026 segnerà anche l’ingresso più maturo degli agentic AI, sistemi capaci di pianificare e orchestrare attività complesse interagendo autonomamente con più sistemi bancari. Questi agenti possono automatizzare processi operativi, supportare decisioni commerciali e ridefinire ruoli tradizionali.

Il potenziale è elevato: maggiore efficienza e qualità del servizio. Ma emergono anche nuovi rischi, dalla gestione di interazioni agent-to-agent non previste ai problemi di affidabilità nei task complessi, fino alla nascita di nuove categorie di rischio operativo e di modello da monitorare con attenzione.


Verso un banking infrastrutturale

Nel 2026 il valore nel settore bancario si sposterà dalla proprietà degli asset alla capacità di orchestrare infrastrutture complesse e condivise. L’attenzione passerà dall’estensione della rete ATM alla garanzia di un accesso universale ai servizi e dalla protezione del singolo terminale alla resilienza end-to-end dell’intera supply chain operativa.

Le banche che affronteranno il cambiamento come un semplice adempimento normativo resteranno in posizione difensiva. Quelle che lo interpreteranno come leva strategica potranno invece costruire piattaforme flessibili, ecosistemi collaborativi e un’operatività realmente distintiva.

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