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Epiphany: gli standard BIAN sono la chiave per l’open banking

Il mondo bancario è da tempo sottoposto alla necessità di una profonda trasformazione digitale, anche per effetto dell’impatto di normative europee come il GDPR e, soprattutto, della PSD2. Quest’ultima, in particolare, è stata varata dal legislatore europeo per rendere possibile un aumento della concorrenza nel settore e, quindi, una maggiore scelta del cliente. Questo obiettivo sarà raggiunto anche attraverso l’ingresso nel mercato degli attori non bancari, facendo leva da un punto di vista tecnologico delle tanto celebri API aperte (Application Programm Interface). Che in buona sostanza dovrebbero permettere lo sviluppo di servizi innovativi realizzati da terze parti, spesso Fintech, dialogando direttamente con le infrastrutture tecnologiche delle banche. Il problema, però, è che né la realizzazione delle API né soprattutto il loro dialogo con le infrastrutture delle banche, spesso legacy e comunque datate, è tutt’altro che semplice da realizzare da un punto di vista operativo. Anzi il rischio concreto è quello di di rendere lunghissimi i tempi di implementazione pratica di progetti di open banking.

L’ecosistema Bian

Un’alternativa, però, esiste ed è rappresentata da Bian (Banking Industry Architecture Network) : si tratta di un ecosistema collaborativo senza fini di lucro formato da banche leader, fornitori di tecnologia, consulenti e accademici di tutto il mondo. L’obiettivo è favorire la riduzione dei costi bancari e la promozione della velocità per l’innovazione nel settore, attraverso la creazione di appositi standard che favoriscano l’interoperabilità. Tutto questo attraverso un modello, basato su principi di architettura orientati ai servizi, capace di standardizzare e semplificare l’architettura bancaria di base. Di Bian si è parlato diffusamente nel corso di un apposito evento che si è tenuto a Milano, promosso dalla startup Epiphany.

 

Come ha raccontato Paolo Spadafora, Ceo di Epiphany, “Abbiamo contribuito alla realizzazione di questo evento con l’obiettivo di diffondere maggiormente la conoscenza di Bian, che purtroppo non è abbastanza noto nel nostro Paese. Eppure si tratta di uno degli unici, se non l’unico sistema che possiede metodi consolidati per mettere in atto un processo di modernizzazione del mondo bancario. Gli istituti di credito con infrastrutture legacy datate hanno infatti la necessità di modernizzarsi, ma occorre considerare che la buona parte dei progetti di migrazione/digitalizzazione oggi tende a fallire per problemi trascurati in partenza. Uno dei punti forza di Bian, invece, è anche quello di fornire un approccio per gestire il rischio insito in questi progetti”. Nel corso dell’evento Epiphany ha messo in luce come sia possibile integrare la modernizzazione core attraverso una sua piattaforma “olistica” realizzata tramite Bian, che ha lo scopo di aiutare lo sviluppo del percorso di open banking.

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