Pagare con smartphone: come inviare denaro con il telefono

Si moltiplicano le soluzioni per pagare utilizzando dispositivi mobili. E PayDo mette in campo Plick, soluzione hi-tech che consente di disporre e ricevere bonifici istantanei irrevocabili anche attraverso Whatsapp o un sms [...]
  1. Home
  2. Payment Innovation
  3. Pagare con smartphone: come inviare denaro con il telefono

La digital transformation che sta interessando il mondo dei pagamenti è un fenomeno che oggi vede al centro delle attività di ricerca e sviluppo delle banche e delle fintech i pagamenti in mobilità. Tecnologie che erano già in rampa di lancio, ma che con l’emergenza coronavirus possono rivelarsi a maggior ragione uno strumento utile alle persone e alle aziende per effettuare pagamenti in modo sicuro, smart e contacless, contribuendo così alla limitazione delle possibilità di contagio anche per le spese necessarie e negli esercizi ancora aperti. 

Se da una parte le tecnologie per l’online banking possono essere in gran parte considerate mature, dall’altra i pagamenti tramite mobile – o anche wearable – stanno conoscendo un momento di sviluppo sostenuto. Questo perché poter gestire un portafoglio “virtuale” invece di quello fisico, anche per le piccole spese di tutti i giorni o per le grandi spese che si fanno una tantum, può essere un’innovazione in grado di dare una svolta alla semplificazione della user experience. In prima fila in questo percorso d’innovazione ci sono le fintech, che possono rivelarsi alleati di modernizzazione e digitalizzazione per le banche: grazie alle loro soluzioni tecnologiche possono infatti trovare percorsi di crescita ma anche contribuire all’innovazione dell’intero comparto, con benefici sia per le banche sia per gli utenti, che si tratti di aziende o di privati.

Il ruolo delle fintech

Proprio in questo contesto può essere inquadrata Plick, soluzione innovativa messa a punto e portata sul mercato da Paydo, la startup fintech guidata da Donato Vadruccio e nata proprio con l’obiettivo di offrire soluzioni hi-tech e a valore aggiunto alle Banche, agli Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica Europei e ai loro clienti. Plick consente di effettuare bonifici, irrevocabili e con esito istantaneo, senza conoscere l’Iban del beneficiario. Una volta che il destinatario avrà accettato il Plick, le somme verranno infatti bloccate sul conto del pagatore e sia pagatore che beneficiario riceveranno una notifica in tempo reale come conferma dell’esito della transazione. Grazie a Plick chi paga può disporre l’operazione dal proprio conto corrente, semplicemente inviando una comunicazione irrevocabile al beneficiario tramite il proprio smartphone via Sms o Whatsapp, ma anche con una e-mail. Sarà quest’ultimo, e soltanto la prima volta che riceve il pagamento, a digitare il proprio Iban di incasso. Il servizio è attivo 365 giorni l’anno, e 24 ore su 24, alla sola condizione che il Plick venga emesso da un conto di una banca che supporti questa soluzione: e gli istituti di credito che stanno siglando partnership con Paydo sono sempre di più.

Inviare denaro con lo smartphone

Plick è solo una delle più recenti innovazioni che offrono un valore aggiunto ai pagamenti via smartphone. Si tratta di un territorio che le fintech esplorano da tempo, e che ha conosciuto una diffusione più rapida grazie all’introduzione della tecnologia Nfc, near field communication, attraverso la quale è possibile effettuare un pagamento avvicinando il proprio smartphone – purché abilitato a questo genere di soluzioni – al Pos del negoziante. 

Attorno a questa tecnologia sono poi nate una serie di soluzioni, che hanno messo al centro la comodità per l’esercente e per l’utente finale, dando una spinta ai pagamenti digitali che sono tra l’altro in questo periodo incentivati anche dal governo come strumento utile a combattere l’evasione fiscale. Per l’utente finale la prima comodità è quella di non dover portare con sé il portafoglio con denaro contante e carte di pagamento: basterà il cellulare per poter ad esempio pagare la spesa o i biglietti per i mezzi di trasporto pubblici o il parcheggio nelle aree di sosta a pagamento. Il limite di queste forme di pagamento è generalmente il plafond delle carte di credito a cui si appoggiano, che stabilisce una cifra massima mensile di spesa. Per questo non è possibile utilizzare il servizio per grandi acquisti che si effettuano una tantum, come possono essere quelli di un’automobile o di un quadro o di merci particolarmente preziose. Un limite anche questo superato da Plick, che consente pagamenti irrevocabili, anche a data concordata, senza limiti di importo, dimostrandosi così un valido supporto anche rispetto ad altri metodi di pagamento già affermati sul mercato.   

Le tecnologie in campo per i Pos

I pagamenti tramite smartphone con i Pos sono resi possibili essenzialmente dalla tecnologia Nfc, che ormai sta prendendo piede anche per essere utilizzata con i wearable e in particolare con gli smartwatch. Basta associare una carta di credito al proprio smartphone, e avvicinandolo al terminale di pagamento, questo si comporterà come una carta di credito o di debito contactless. Con lo stesso metodo è possibile pagare i trasporti pubblici, avvicinando lo smartphone alle macchinette obliteratrici che offrono questo servizio. Gli Ott hanno velocemente implementato soluzioni che utilizzino questa tecnologia attraverso le proprie piattaforme, e così sono nati e vengono già utilizzati servizi come Google Pay, per i dispositivi Android, Samsung Pay per quelli del gigante sudcoreano ed Apple Pay per quelli con sistema operativo iOS, quindi essenzialmente gli iPhone e gli Apple watch. In questi casi, per semplificare ulteriormente la user experience, è possibile utilizzare la propria impronta digitale invece del pin per autorizzare i pagamenti a distanza, o nel caso di Apple, anche la “face Id”, quindi il riconoscimento facciale.

Ma l’Nfc non è l’unica tecnologia utilizzabile per pagare con lo smartphone. Si sta infatti sperimentando in questo ambito anche la tecnologia “sound wave based”, basata sulle onde sonore, che consente di elaborare e autorizzare le transazioni trasmettendo dagli smartphone onde sonore criptate, tramite un’applicazione in grado di ricevere e produrre questo genere di segnali. Nello specifico non c’è quindi bisogno che lo smartphone integri la tecnologia Nfc e che quindi sia di ultima generazione. 

Altra possibilità è quella della Mst, magnetic secure transmission, integrata ad esempio sui dispositivi Samsung insieme all’Nfc: in questo caso lo smartphone è in grado di riprodurre le caratteristiche della banda magnetica delle carte per l’elaborazione dei pagamenti.

I “portafogli digitali”: wallet per tutti i gusti 

Parliamo in questo caso di un borsellino elettronico che viene installato sullo smartphone con un’applicazione, e che per essere attivato ha bisogno dell’inserimento delle proprie credenziali, stabilite in fase di registrazione al servizio. Per funzionare gli e-wallet si basano sulla tecnologia Nfc o su Qr code. Oltre alle carte di credito, su questo genere di applicazioni si possono registrare anche le proprie carte fedeltà o eventuali ticket digitali per accedere a servizi specifici. Grazie ai wallet si può pagare in modalità contactless anche per l’e-commerce, autorizzando le transazioni con il pin, l’impronta digitale o nei casi più avanzati anche con il riconoscimento facciale. Di questa categoria, insieme ai già citati Apple Pay &Co, fanno parte alcuni sevizi specifici come Hype e Yap. 

Abilitate per pagare utilizzando anche i codici Qr sono invece Satispay, app nata dall’iniziativa di una startup italiana, e Glase: entrambe le applicazioni funzionano con il collegamento a un conto corrente dell’utente, che deve essere inserito dopo aver scaricato le app, in fase di registrazione. Meno diffusi in Italia i pagamenti tramite Sms, che vengono utilizzati soprattutto per donazioni a enti di beneficienza o per servizi in abbonamento. 

Proprio nel campo dei wallet Plick consente due vantaggi principali: da una parte consentirebbe al wallet di operare al di fuori del proprio circuito, raggiungendo così chiunque in tutta Europa e non solo chi ha aderito al servizio delle singole app. Dall’altra metterebbe l’utente nella condizione di effettuare pagamenti superiori ai limiti generalmente imposti dai singoli wallet, che di solito si attestano attorno ai 500 euro.

Le modalità più “tradizionali”

E’ possibile pagare attraverso lo smartphone anche utilizzando metodi più tradizionali, come ad esempio l’addebito sul conto telefonico o sulla propria sim ricaricabile, il cosiddetta “direct carriere billing”, senza quindi chiamare in causa direttamente carte di credito o il proprio conto corrente bancario. Questo genere di transazione, che è attiva soltanto per alcuni servizi, si abilita inserendo al momento del pagamento il proprio numero di telefono, mentre l’autorizzazione avviene di solito con l’inserimento di un codice univoco ricevuto sia Sms. Una volta che l’operazione sarà andata a buon fine, l’importo sarà addebitato sul credito residuo della ricaricabile o in caso di contratto direttamente in bolletta.  

E’ infine possibile pagare con il cellulare anche utilizzando direttamente i servizi di mobile banking della banca su cui si ha un conto. Attraverso lo smartphone si possono in questo caso eseguire bonifici, o disporre addebiti diretti, o pagare bollettini postali, tramite diversi sistemi di autenticazione e di sicurezza, che vanno dalle semplici credenziali all’autenticazione biometrica, spesso combinati tra loro. 

FacebookTwitterLinkedIn