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Al via la consultazione Ue su Apple Pay



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Il comportamento di esclusione potrebbe restringere la concorrenza nel mercato per i dispositivi mobili, violando l’articolo 102 del trattato sul funzionamento della Ue. Ecco i rimedi proposti da Apple e a che punto siamo del procedimento europeo sui pagamenti contactless via Nfc su dispositivi mobili iOS

Pubblicato il 22 gen 2024



Al via la consultazione Ue su Apple Pay

La Commissione europea ha dato il via alla consultazione Ue su Apple Pay, invitando gli stakeholder a proporre, entro un mese, i propri pareri sui limiti di accesso alla tecnologia basata su Nfc e sui rimedi proposti dall’azienda di Cupertino.

Ecco a che punto siamo del procedimento europeo.

La consultazione Ue su Apple Pay

Lo scorso 2 maggio la Commissione europea aveva informato Apple del suo parere preliminare sulle limitazioni di accesso ai pagamenti contactless via Apple Pay su dispositivi iOS, tramite la tecnologia Nfc (Near-Field Communication).

Si tratta infatti di un comportamento di esclusione che potrebbe restringere la concorrenza nel mercato su dispositivi mobili, violando l’articolo 102 del trattato sul funzionamento della Ue.

“Gli iPhone di Apple funzionano esclusivamente con il sistema operativo di Apple (iOS), con il quale formano un ecosistema chiuso. Apple controlla ogni aspetto di questo ecosistema, compreso l’accesso degli sviluppatori di portafogli mobili”, spiega la nota Ue.

Apple vanta inoltre un rilevante potere di mercato nel settore dei dispositivi mobili intelligenti e una posizione dominante nei mercati dei mobile wallet su iOS.

Secondo la Commissione europea, Apple Pay “è l’unica soluzione di portafoglio mobile che può accedere all’hardware e al software necessari su iOS per consentire i pagamenti in mobilità nei negozi fisici e Apple non lo rende disponibile agli sviluppatori di applicazioni per portafogli mobili di terze parti”.

Ora Apple ha proposto rimedi che rimarrebbero in vigore per un decennio e su cui vigilerà un fiduciario di monitoraggio che farà da regolare referente alla Commissione europea. Entro un mese dalla pubblicazione della sintesi nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, l’esecutivo Ue invita gli stakeholder a pronunciare i pareri sugli impegni proposti da Apple. Ecco quali sono.

I rimedi proposti da Apple e il monitoraggio degli impegni

Apple ha messo sul tavolo i rimedi necessari a risolvere la questione. Propone di concedere ai fornitori di terze parti l’accesso e l’interoperabilità grazie ad Api (interfacce di programmazione delle applicazioni) ad hoc mediante Nfc dei dispositivi iOS. Dunque, senza costringere i servizi di pagamento e portafogli mobili di terze parti ad usare necessariamente Apple Pay o Apple Wallet.

Sarà cura di Apple realizzare le Api per accedere in maniera equivalente alla tecnologia Nfc nella modalità Host Card Emulation, attraverso le componenti per archiviare in completa sicurezza le credenziali di pagamento ed effettuare le transazioni via Nfc.

Gli impegni si estenderanno inoltre a tutti gli sviluppatori di app per portafogli mobili di terze parti nello Spazio economico europeo (See) e a tutti gli utenti iOS con un ID Apple registrato in Ue.

Altri impegni riguardano la configurazione predefinita delle app di pagamento preferite, l’accesso alle opzioni di autenticazione come FaceID e un meccanismo di soppressione.

Apple applicherà parametri di idoneità equi, oggettivi, trasparenti e non discriminatori per fornire l’accesso all’Nfc agli sviluppatori di app per portafogli mobili di terze parti. Infine intende istituire un meccanismo di risoluzione delle controversie in cui esperti indipendenti riesamineranno le decisioni di Apple di rifiutare l’accesso all’accesso Nfc.

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