PosteMobile accelera sui pagamenti NFC da smartphone - Pagamenti Digitali
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PosteMobile accelera sui pagamenti NFC da smartphone

Alessandro Longo

Vlad Mihalca, Responsabile Marketing VAS distintivi PosteMobilePosteMobile ha cominciato, adesso a tutti gli effetti, la scommessa dei pagamenti mobili contactless, anche se la strategia è stata avviata tempo fa. Da fine ottobre distribuisce solo sim Nfc e permette di associarvi qualunque carta di Poste. E’ una mossa pensata per portare, finalmente, i pagamenti mobili al pubblico di massa. E altre ne verranno, come ci racconta Vlad Mihalca, Responsabile Marketing VAS distintivi PosteMobile.

 

Qual è il senso dell’ultimo annuncio? Dove vanno i pagamenti mobili contactless, dal vostro punto di osservazione?

Da questa settimana distribuiamo solo sim Nfc e gli utenti possono agganciarci le carte già in loro possesso. Supportiamo così anche la nostra carta prepagata virtuale, generata dall’app Poste Mobile: quindi una grossa novità è che l’utente non deve avere un conto BancoPosta per pagare via Nfc con noi.

In precedenza, invece, l’utente era costretto ad attivare insieme una sim Nfc con una nuova carta di pagamento. Lo scenario di mercato va nella direzione della digitalizzazione di tutti gli strumenti di pagamento e noi intendiamo abbracciare questa tendenza.

 

Sì, ma perché fare questa mossa proprio adesso?

Fino a ieri il mercato non era maturo. Abbiamo seguito i dati del Politecnico di Milano per valutare lo stato della diffusione dei pos Nfc e così abbiamo stabilito che il 2014 è l’anno di svolta. Sempre quest’anno abbiamo completato la distribuzione delle sim negli uffici postali e il passaggio a un nuovo operatore di rete mobile (da Vodafone a Wind, Ndr.). Abbiamo cavalcato questo passaggio per adottare nuove sim, che dovevano essere le più innovative sul mercato. Infine, è da quest’anno che c’è una buona disponibilità di cellulari con Nfc a bordo.

 

In precedenti annunci  dicevate che avreste abilitato strumenti di pagamento anche di altre banche.

Adesso ci stiamo focalizzando su prodotti Banco Posta, anche perché il nostro istituto ha una quota di mercato rilevante tra i correntisti. Presto renderemo disponibili altri tipi di servizio, per esempio nell’ambito dei trasporti e delle carte fedeltà. La nostra strategia al momento va verso la diversificazione dei servizi, non delle banche abilitate. Nella nostra strategia di medio-lungo termine permetteremo di associare alla sim anche i dati dei servizi della Pubblica Amministrazione.

 

Quale riscontro vi aspettate dal pubblico?

Al momento i consumatori non sono molto consapevoli del fatto che possano pagare contactless,  anche con il cellulare. A una cassa avevo visto che il pos era abilitato Nfc e il cassiere era sorpreso che potessi pagare in quel modo.

Il fenomeno quindi decollerà gradualmente. Ma già il fatto di dare a tutti una sim Nfc ne incoraggia l’uso. In una prima fase magari gli utenti nemmeno sapranno di avere una sim Nfc nel cellulare. Ma non appena ne scopriranno l’utilità potranno subito provare il servizio, senza bisogno di andare in un ufficio postale per abilitarlo.

 

E perché dovrebbero farlo? Quali sono i principali vantaggi, secondo voi?

Apprezzeranno per esempio la comodità di pagare in modo veloce, senza dover inserire il pin per acquisti sotto i 25 euro. C’è poi il vantaggio di avere subito il saldo sul proprio conto, via cellulare. E’ una cosa utile per chi vuole tenere sotto controllo le proprie spese o per chi vuole sapere, prima di un acquisto, se ha abbastanza soldi su una carta prepagata che intende utilizzare. Insomma, grazie ai cellulari le carte smettono di essere mute, ma comunicano i propri dati immediatamente agli utenti.

A tendere, quando tutti i pos (o quasi) saranno contactless, ci sarà poi il vantaggio di non aver più bisogno di portare con sé carte di credito fisiche.

 

Ma non è un freno alla diffusione di questi servizi anche la loro limitata interoperabilità? Insomma, l’obbligo a usarli con specifici operatori e banche?

Questo fatto ora è un primo passo. Siamo aperti ad accordi con altre banche, che però sono complessi da sviluppare. Finora abbiamo concentrato le nostre energie sul lancio del servizio con Bancoposta e sul cambio di operatore. 

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