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HCE, i pagamenti NFC verso il cloud

Ivano Asaro

È “HCE-mania”. Parliamo dell’Host Card Emulation, un’architettura aperta su cui è possibile sviluppare soluzioni applicative che emulano una carta di pagamento, senza la necessità di ricorrere ad un Secure Element disponibile sul telefonino, che viene sostituito da un server remoto. Le ultime settimane sono state infatti un susseguirsi di annunci e lancio di servizi basati su questa tecnologia, alcuni parecchio rilevanti.

Ma facciamo un passo indietro. L’Host Card Emulation non è una novità di questi giorni, ma è già stata adottata da alcune startup fin dal 2012. A inizio 2013,  l’importante gruppo bancario spagnolo Bankinter ha presentato una soluzione basata su questo modello, paradigma HCE, seguita a giugno dalla società olandese Bell ID. La notizia veramente spartiacque è arrivata però a novembre, quando Google ha annunciato di supportare l’Host Card Emulation nel suo nuovo sistema operativo, Android 4.4 KitKat. Svolta importante, tanto per la rilevanza del player coinvolto, quanto per il cambio di strategia adottato proprio da chi, fin dal 2011, aveva basato la propria soluzione su Secure Element fisico. Restava però un interrogativo aperto: come saranno trattate dai circuiti le transazioni NFC abilitate dall’HCE?

La domanda ha trovato riposta nei giorni scorsi, quando Mastercard e Visa hanno annunciato il loro supporto alla tecnologia HCE e il rilascio di una nuova serie di strumenti e applicazioni di supporto progettate per rendere più facile per le banche l’adozione dell’HCE. Notizia chiaramente significativa, perché segna una netta presa di posizione di due dei più importanti istituti di carte di credito del mondo e lancia la sfida agli operatori di telefonia mobile, che si trovano potenzialmente “scavalcati”.

Le conseguenze dell’annuncio: una raffica di servizi

La notizia, oltre al prevedibile clamore, ha generato anche un effetto-catena che ha portato, nei giorni immediatamente successivi, a una serie di annunci di servizi basati sulla stessa tecnologia. In UK, ad esempio, Proxama, fornitore di soluzioni di mobile proximity marketing, wallet e tecnologie di pagamento, ha dichiarato di aver stretto una partnership con Cryptomathic per lanciare una soluzione di pagamento mobile contactless chiamata EMV Tokenised Transaction, basata proprio su HCE. In Ucraina, PrivatBank ha lanciato l’app Liqpay, che consente di registrare qualsiasi carta MasterCard o Visa e di effettuare pagamenti contactless sfruttando la tecnologia in cloud. In Spagna, Banco Sabadell ha avviato un trial, in collaborazione con Mastercard, adottando la soluzione HCE del fornitore Carta Worldwide, annunciata pochissimi giorni prima.

Rimangono chiaramente alcune incognite, legate più che altro alla velocità di comunicazione tra lo smartphone e il cloud e alla sostenibilità di queste soluzioni all’interno di un ecosistema che, seppur lentamente, si è andato a creare. L’Host Card Emulation sembra però aver dato una scossa significativa al mondo dei Mobile Payment, generando un fermento di novità e soluzioni, e l’importanza dei player coinvolti fa pensare che il modo di concepire l‘NFC possa davvero essere in una fase di mutazione. Resta da capire come risponderanno i player del settore, operatori di telefonia in primis. Potrà l’HCE spostare davvero gli equilibri?

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