Apple Pay sbarca nel Regno Unito - Pagamenti Digitali

Apple Pay sbarca nel Regno Unito

Domenico Aliperto

Ci siamo, ancora pochi giorni e Apple Pay debutterà in Europa. Come ampiamente previsto, il primo mercato ad accogliere il sistema di pagamento di Cupertino è quello UK, dove una decina di banche, il servizio di trasporto pubblico londinese e un network di esercizi commerciali hanno già predisposto tutto per cominciare ad accettare pagamenti tramite iPhone 6, iPhone 6 Plus e Apple Watch.

In pratica ciò significa che a partire da luglio circa 250 mila location per più di 400 mila terminali in tutta la Bretagna accetteranno i pagamenti contactless del Melafonino, grazie agli accordi in essere con American Express, MasterCard e Visa Europe sul lato carte e, per quel che riguarda gli istituti finanziari, con Bank of Scotland, Coutts, First Direct, Halifax, HSBC, Lloyds, MBNA, Nationwide, NatWest, Royal Bank of Scotland, Santander e Ulster Bank (a cui dovrebbero aggiungersi entro qualche mese anche Lloyds Bank, M&S Bank e TSB Bank, mentre per ora Barclays sembra non voler essere della partita). In altre parole, circa il 70% dei cardholder britannici avrà accesso al servizio. A guidare il gruppo dei retailer che hanno aderito al circuito ci sono Boots, Nando’s e Waitrose, mentre rispetto agli acquisti in-app, Apple Pay sarà disponibile per le piattaforme di operatori del turismo, della ristorazione, di compagnie aeree e di negozi di abbigliamento, come – solo per citarne alcuni – Addison Lee, Airbnb, Booking.com, British Airways, Domino’s, easyJet, JD Sports, Just Eat, lastminute.com, Topshop, Uncover, Vueling, Zalando e Zara.

 

Un nuovo POS, realizzato da Square e dedicato alle piccole attività

Un’importante novità introdotta con l’arrivo del sistema di pagamento targato Apple riguarda l’abbattimento dell’attuale limite di 20 sterline imposto sulle transazioni contactless. Il tetto, disposto in UK per contrastare le possibili frodi, dovrebbe essere comunque elevato a 30 sterline nel prossimo autunno, ma grazie all’autenticazione biometrica offerta dal Touch ID, il lettore di impronte digitali dei dispositivi Apple, alcuni retailer sembrerebbero essere disposti a farne a meno.

La scelta però è subordinata all’adozione di terminali in grado di accettare il sistema di pagamento. E non a caso Apple, contestualmente all’annuncio dello sbarco in Europa, ha presentato anche un nuovo lettore, realizzato da Square e dedicato alle piccole attività. La macchina abilita sia i pagamenti attraverso il sistema di Cupertino sia quelli effettuati con carte tradizionali a banda magnetica, chip e PIN.

 

Il successo non è scontato

Ma non basterà introdurre un nuovo POS per avere la certezza che Apple Pay prenderà rapidamente piede in UK, almeno stando a quanto rivela una ricerca condotta da Reuters negli States. A dispetto dell’entusiasmo iniziale con cui era stato accolto il sistema device based, tra i top 100 retailer a stelle e strisce infatti solo poco più del 25% ha adottato Apple Pay, e quasi due terzi non lo abiliteranno entro la fine dell’anno. I motivi? Mancanza di interesse da parte dei consumatori, costi di gestione, insufficienza di dati sulle transazioni. E per qualcuno dipende dall’impegno già preso con la piattaforma MCX (Merchant Content Exchange, il consorzio formato da Walmart, Target, Sears, Wendy, Exxon, CVS, 7-Eleven, Dunkin Donuts, Sears, Best Buy, Exxon Mobil e Gap) per l’adozione dell’imminente CurrentC. Per il momento solo Boots, la catena britannica del beauty, ha garantito che a novembre autorizzerà transazioni senza limiti, mentre Visa e Mastercard hanno già promesso che faranno tutto il possibile per supportare negozi e banche durante la prima fase di transizione. Ma, come sempre accade nel settore dei pagamenti innovativi, a fare la differenza sarà l’esperienza d’acquisto che i merchant riusciranno ad abilitare. E ancora una volta l’ultima parola spetterà ai consumatori.

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