Apple deposita un brevetto per i pagamenti peer-to-peer - Pagamenti Digitali

Apple deposita un brevetto per i pagamenti peer-to-peer

redazione

Il debutto di Apple Pay nel Vecchio continente, col Regno Unito ad aprire le danze, potrebbe distogliere l’attenzione da un altro importante passo che il colosso di Cupertino sta compiendo sul fronte dei pagamenti innovativi. Questa volta si tratta delle transazioni peer-to-peer, e a gettare la luce su nuovi sviluppi verso questo fronte c’è il deposito di un brevetto che utilizzerebbe una combinazione di tecnologie NFC e Bluetooth per abilitare trasferimenti di denaro tra iPhone e Apple Watch.

Il sistema permetterebbe agli utenti di scegliere una delle carte collegate al proprio account Apple Pay, selezionare la quantità di denaro da trasferire via wi-fi, Bluetooth o NFC ed effettuare l’operazione in tutta sicurezza grazie all’autenticazione via Touch ID.

In realtà non si tratta del primo tentativo di Apple di espandersi in questa direzione: già nel 2012 PayPal aveva sostenuto Bump Pay, un’evoluzione della app Bump (con la quale, facendo toccare due iPhone, è possibile trasmettere file e contatti) estesa al mondo del trasferimento di denaro. Era per l’appunto sufficiente possedere un account PayPal per utilizzare gratuitamente il servizio, che però non ha mai riscosso un grande successo.

Stavolta il brevetto depositato porterebbe la piattaforma di Cupertino a competere sul piano internazionale con Facebook, che a marzo aveva avviato la fase di test del servizio di money transfer attraverso il Messenger e che proprio qualche giorno fa, tramite un annuncio di David Marcus, Vice President of Messaging della società di Zuckerberg (e, nella sua “vita precedente”, numero uno di PayPal), ne ha ufficialmente reso nota la commercializzazione. Il servizio di Facebook funziona però esclusivamente con carte di debito Mastercard e Visa. Per il momento la piattaforma sarà interdetta alle carte di credito, sia per limitare il più possibile il rischio di frodi, sia per incentivare l’uso del nuovo strumento tra chi è allergico alle commissioni applicate dai principali circuiti di credito.

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