La decentralizzazione del contante, ultimo miglio del fintech

La tecnologia sta collegando le transazioni online e il mondo del contante offline per coloro che non sono in grado di accedere ad altre forme di pagamento digitale o che sono diffidenti nell'utilizzarle per motivi di sicurezza, trasformando i negozi di prossimità in punti di prelievo e versamento [...]
Amedeo Cristofaro

Country Manager Italia Sonect - Justincash

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Le varie previsioni sulla fine imminente del contante non si sono avverate e oggi assistiamo contemporaneamente a un aumento dell’utilizzo dei sistemi di pagamento digitali e a un ritorno dell’uso delle banconote agli stessi livelli del periodo pre-Covid. Anche volendo considerare solo il nostro continente, nel 2020 la Banca Centrale Europea ha emesso 141 miliardi di euro di nuove banconote (+11% in un anno). Questo porta la moneta fiduciaria in circolazione in Europa alla vertiginosa cifra di 1.435 miliardi di euro.

Pagamenti digitali e uso del contante

Due tendenze in apparenza contrastanti, dunque, che però ci danno una informazione molto preziosa, che è stata messa bene in luce dall’ultimo report della stessa BCE sulle abitudini di pagamento degli europei: le persone vogliono poter scegliere con quale modalità pagare beni e servizi, a seconda delle situazioni e delle condizioni in cui versa il loro conto corrente nel momento dell’acquisto. I pagamenti digitali, quindi, sono considerati un’opzione tra le altre. Non è un caso, infatti, che sebbene gli strumenti di pagamento digitale siano sempre più diffusi e siano in crescita anche nel nostro Paese e in modo particolare tra i giovani, il 58% delle transazioni in area Euro avvenga ancora tramite contante.

Questo vale in modo particolare per i ceti medi e medio-bassi, ma non solo e non dobbiamo dimenticare che in Europa sono 13,5 milioni i non bancarizzati. Molti di questi appartengono alle fasce deboli della popolazione: anziani, disabili, lavoratori precari che vivono facendo piccoli lavoretti ben al di sotto della soglia fiscale; quindi, non stiamo parlando di evasione fiscale ma di un’economia fragile che non potrebbe esistere in una società cashless così come la stiamo immaginando ora. Non solo. Di nuovo la BCE sottolinea come in tempi di incertezza le persone sentano maggiormente l’esigenza di avere accesso alla liquidità. Come ha spiegato il neuroscienziato Lorenzo Dornetti in una recente intervista, la preferenza per il contante non è tanto correlata all’età anagrafica delle persone, ma alla loro condizione economica: più hai necessità di controllare il bilancio famigliare, più eviti i pagamenti digitali, con i quali aumenta il rischio di cedere a spese impulsive o non ponderate. Nella sostanza, bisogna «toccare con mano» i soldi per dare al pagamento il suo giusto peso.

Il contante mantiene quindi un valore fondamentale per garantire l’inclusione finanziaria e per questo banche centrali e governi si stanno esprimendo a favore della sua tutela. La banconota resta un bene pubblico e potervi avere libero accesso un diritto fondamentale.

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La diminuzione degli ATM e la desertificazione bancaria

Il problema, però, è che i punti prelievo del contante si stanno lentamente esaurendo, perché stanno sparendo le reti delle banche. La desertificazione bancaria è una realtà con cui il nostro Paese sta facendo i conti ormai da anni. In 14 anni si sono persi quasi 9500 sportelli bancari, oltre 50mila posti di lavoro, 4 milioni di italiani sono senza accesso agli sportelli e quasi 1 milione e trecentomila non hanno un ATM di prossimità. La verità è che filiali e bancomat hanno costi divenuti insostenibili, ma erogano l’unico servizio bancario non digitalizzabile: l’accesso al contante. Le banche quindi si trovano nel difficile compromesso di dover contenere i costi e allo stesso tempo garantire un servizio strategico per il cittadino.

La desertificazione bancaria, inoltre, porta con sé una conseguenza meno evidente: i negozianti che per raggiungere un punto di deposito devono percorrere più strada finiscono per tenersi maggiori quantità di denaro in cassa, con un aumento di problemi legati alla sicurezza, ma anche con complicazioni di gestione finanziaria. Non è un caso se sono comparse sul mercato vere e proprie cassaforti intelligenti, dedicate a punti vendita e catene retail che consentono di versare banconote che vengono accreditate direttamente sul conto corrente in tempo reale. In questo scenario complesso soccorre ancora una volta la tecnologia che sta elaborando un numero crescente di soluzioni in grado di garantire a tutti l’accesso al contante anche in assenza di filiali bancarie e sportelli bancomat. Che si tratti di applicazioni gratuite che aiutano gli utenti a localizzare i commercianti vicini che offrono cashback o di servizi che consentono di pagare in contanti gli acquisti di e-commerce, la tecnologia sta già collegando le transazioni online e il mondo del contante offline per coloro che non sono in grado di accedere ad altre forme di pagamento digitale o che sono diffidenti nell’utilizzarle per motivi di sicurezza.

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L’ultimo miglio del fintech

L’ultimo miglio del fintech è dunque la digitalizzazione dell’ultimo servizio bancario rimasto ancora analogico: la gestione del contante attraverso soluzioni tecnologiche che si pongano come ponte tra digitale e banconote, trasformando, come sta avvenendo in India (vedi paragrafo successivo), i negozi di prossimità in punti di prelievo e versamento. Per molte categorie di commercianti questa potrebbe rappresentare una nuova modalità per attirare clientela nel proprio negozio e stringere ulteriormente il rapporto con essa.

Il caso dell’India

Un esempio recente di soluzione su vasta scala è rappresentato dall’India, un territorio sterminato dove milioni di persone non hanno la possibilità di raggiungere un’agenzia di banca e non utilizzano né carte di credito né bancomat e dove l’uso del contante rappresenta ancora il principale metodo di pagamento, mentre gli strumenti digitali sono diffusi solo in un terzo della popolazione. In questo contesto, il governo ha chiesto alle banche di mettere a disposizione dei cittadini soluzioni tecnologiche che rendano possibile trasformare i comuni negozi in sportelli di prelievo e versamento del contante. Un caso di leapfrogging dal quale possiamo imparare molto. In India, come in molti paesi del Sud del mondo, le reti bancarie non sono diffuse in modo capillare sul territorio, molte aree sono scoperte e gran parte della popolazione riceve il proprio stipendio in contanti.

Nei Paesi avanzati, per contro, l’infrastruttura tradizionale è divenuta troppo onerosa e già da tempo è stato avviato un percorso di riduzione e trasformazione degli sportelli di banca in punti di consulenza finanziaria, dove non è prevista la gestione del contante. In entrambi i casi, che si tratti del Messico, dell’India o della Val d’Aosta (che vanta il primato italiano di minor numero di ATM in relazione alla popolazione residente), la soluzione è la stessa: la decentralizzazione dell’accesso al contante oppure, per usare un termine molto in voga in questo periodo, il denaro phygital.

digital india

Conclusioni

Riassumendo potremmo dire che sebbene la maggior parte della nostra vita finanziaria sia sempre più digitale per default, l’evidenza suggerisce che il posto del contante all’interno dell’ecosistema è assicurato ancora per un lungo periodo: troppe persone dipendono da esso, le banche centrali si impegnano a mantenerlo e, come riserva di valore, la domanda di valuta fisica continua a salire. Sarà proprio la tecnologia digitale, che secondo molti avrebbe dovuto accelerare lo scivolamento verso l’obsolescenza delle banconote, che contribuirà a salvare l’uso del contante.

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