Open innovation

Open Banking: cos’è e come cambia il sistema bancario

Open Banking è il sistema bancario dai dati aperti, in cui le informazioni finanziarie sono condivise, previo consenso del cliente, tra banche e con società esterne, le cosiddette terze parti (TPP), per sviluppare prodotti e servizi innovativi

Pubblicato il 12 Feb 2023

Josephine Condemi

giornalista

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L’Open Banking in Italia è ancora in fase sperimentale, ma secondo l’ Indagine Fintech nel sistema finanziario italiano” di Banca d’Italia, nel 2022 i progetti di open banking genereranno quasi 100 milioni di euro. Spieghiamo meglio cos’è e come cambia il sistema bancario.

L’open banking è diventato realtà in Europa solo nel 2021. Infatti, è stato introdotto con la PSD 2, la seconda direttiva europea sui servizi di pagamento, promulgata a ottobre 2015 (Direttiva EU 2015/2366) ma resa operativa nei fatti solo dopo il 31 dicembre 2020, allo scadere della proroga concessa dalla European Banking Authority agli operatori per l’adeguamento ai requisiti.

Cosa conteneva la PSD2 sull’open banking di così rivoluzionario?

Cos’è l’Open Banking

L’Open Banking è, letteralmente, il sistema bancario dai dati aperti, in cui le informazioni finanziarie sono condivise, previo consenso del cliente, tra banche e con società esterne, le cosiddette terze parti (TPP), per sviluppare prodotti e servizi innovativi.

In pratica, la PSD2 ha obbligato le banche e i sistemi bancari tradizionali ad aprire le proprie API – Application Programming Interface, ovvero le interfacce di programmazione delle applicazioni, a sviluppatori terzi: le API trasportano i dati che servono per le transazioni e per sviluppare nuovi prodotti e servizi. I soggetti terzi autorizzati possono quindi accedere a saldi, dettagli di spesa, entrate e uscite dei conti bancari, per migliorare l’esperienza del cliente. Cliente che deve sempre fornire il proprio consenso al trattamento in accordo al GDPR.

Per l’Osservatorio Fintech&Insurtech del Politecnico di Milano, l’Open Banking rientra nell’Open Finance (e Insurance), ovvero nella concezione di servizi finanziari (e assicurativi) trattati indipendentemente dall’attore che li propone.

Perché l’Open Banking rivoluziona il sistema bancario

Nell’Open Banking informazioni e dati viaggiano velocemente in sicurezza, accessibili dal cliente su ogni supporto. Le banche si trovano così a coopetere (cooperare e competere, dall’inglese coopetition) con le società fintech e con tutte quelle che dispongono delle competenze necessarie a offrire servizi finanziari.

Nello specifico, la PSD2 prevede una serie di servizi che possono essere erogati da operatori di terze parti/fornitori:

  • gli AIS – Account Information Service, i servizi relativi all’account bancario che analizzano il conto, il comportamento di spesa e aggregano i dati da diverse banche in una sola piattaforma;
  • i PIS – Payment Initiation Service, dedicati alle transazioni, quindi prelievi e pagamenti con il consenso dell’utente;
  • i CISP – Card Issuing Service,che controlla la disponibilità della cifra sul conto prima della transazione su carta.

Per rendere sicuri i pagamenti online e ridurre il rischio frode, la PSD2 prevede la SCA – Strong Customer Authentication, processo di autenticazione che deve utilizzare almeno due di tre requisiti: informazioni note solo al cliente (come un PIN); un oggetto posseduto solo dal cliente (es. smartphone); caratteristiche possedute dal cliente (come le impronte digitali o il volto). La SCA si applica ai pagamenti online “avviati dal cliente”, quindi i pagamenti online con carta, i bonifici online bancari, i pagamenti contactless.

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Pro e contro dell’Open Banking

L’Open Banking ha aperto il mercato bancario a nuovi soggetti, eliminando il monopolio bancario nella gestione dei conti correnti online.

Prevede inoltre l’eliminazione delle intermediazioni durante gli acquisti online: la piattaforma e-commerce, con il permesso del titolare della carta, accederà direttamente al conto, senza passare dal circuito della carta e abbassando i costi delle commissioni: potenzialmente, si potranno fare acquisti dai social media con un clic e le grandi piattaforme e-commerce potranno gestire i processi di pagamento in tutte le fasi. Per alcune tipologie di beni e servizi, viene abilitato il credito telefonico come modalità di pagamento.

La PSD2 prevede che le commissioni interbancarie non possano essere superiori allo 0,2% del valore della transazione con carta di debito, allo 0,3% con carta di credito. Prima dell’eventuale denuncia di furto di quest’ultima, è ridotta la franchigia delle spese da 150 a 50 euro.

Il vantaggio maggiore dell’Open Banking è l’interoperabilità, ovvero la possibilità di far comunicare con lo stesso linguaggio piattaforme diverse: significa poter gestire e aggregare in un’unica dashboard i conti correnti o le carte di pagamento attive in banche differenti. L’interoperabilità consente anche di sviluppare applicazioni che analizzano il comportamento di spesa e abilitano alla transazione in tempo reale.

C’è poi la questione della tracciabilità relativa all’affidabilità creditizia (credit scoring) in caso di richiesta prestiti: più dati aperti consentono di offrire ai finanziatori l’accesso una tantum agli ultimi 12 mesi di movimentazione del conto e analisi più approfondite, senza fornire dati di accesso, ma, una volta autorizzata l’operazione, in modo automatico.

Dal lato sicurezza, è importante ricordare che solo le startup e gli operatori approvati dall’autorità dei servizi finanziari possono usare l’Open Banking. Sempre dal lato sicurezza, il timore maggiore passa dalla potenziale esposizione di dati sensibili dovuta alla possibilità di condivisione: per un approfondimento su PSD2 e GDPR si legga qui.

Come fare un account online

I servizi di Open Banking possono essere richiesti al proprio operatore di riferimento: ad esempio, Unicredit ha integrato nei propri servizi di e-Banking e Mobile Banking la fruizione di una dashboard in cui gestire conti correnti e prepagate con IBAN di altre banche abilitate, invio di bonifici compresi.

Banca Sella ha anticipato la PSD2 lanciando nel 2017 una open banking platform, Fabrick, che offre soluzioni sia per le imprese che per le altre banche che per società fintech, come i pagamenti via Api, l’incasso omnicanale, prodotti di compliance. Iren-Luce gas e servizi ha rilasciato a luglio 2020 IrenPay, con cui i clienti possono pagare online le bollette senza costi aggiuntivi, collegandosi all’area clienti o attraverso l’app IrenYou: da luglio 2021 la app e IrenPay sono confluite in IrenOpen, aggregatore di conti correnti online che consente di misurare l’impatto della spesa energetica sulle proprie finanze.

Da dicembre 2021 PostePay ha lanciato il servizio PostePayOpen, una sezione della app PostePay per ricaricare la prepagata da altri conti bancari. Da aprile 2022 è attivo anche il servizio BancoPostaOpen, che consente ai proprietari di conti correnti, prepagate e libretti postali di visualizzare tutti i propri conti correnti online e inviare bonifici.

Già da agosto 2020 Revolut, la società fintech che ha sviluppato l’omonima super app finanziaria, ha annunciato il lancio dell’Open Banking per i clienti italiani: la funzionalità consente di collegare e gestire i conti attivi su UniCredit, UBI Banca, Banco BPM, Poste Italiane e Intesa Sanpaolo.

Proprio Intesa Sanpaolo ha deciso di investire nella startup italo-britannica Oval Money e sull’omonima applicazione che fornisce aggiornamenti e statistiche in tempo reale sul comportamento di spesa del cliente, suggerendogli come risparmiare. Da dicembre 2021 Intesa Sanpaolo ha attivato il portale di open banking SmartHub rivolto alle aziende, per costruire servizi personalizzati sulla base delle esigenze.

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