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2020: sarà l’anno dei pagamenti digitali?

Redazione
Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Innovative Payments, Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

Dopo un lungo confronto dai toni anche accesi le misure relative ai pagamenti digitali iniziano a diventare realtà. Il Decreto Legge n. 124/2019 del 26 Ottobre è diventato legge e ha introdotto una serie di innovazioni, per il nostro paese, sui temi dell’evoluzione verso una Italia cashless society e per il contrasto all’evasione fiscale. Valeria Portale e Giorgia Sali dell’Osservatorio Innovative Payments  del Politecnico di Milano ci aiutano a comprendere lo scenario che si apre grazie a questo passaggio normativo in funzione delle misure contenute nel decreto come la lotteria sugli scontrini, i fondi indirizzati a premiare i consumatori meritevoli, i limiti all’uso del contante e il credito d’imposta per gli esercenti. Una serie di misure che possono favorire e incoraggiare l’uso dei sistemi di pagamento più innovativi presso tutti i soggetti coinvolti comprendendo ovviamente anche tutto il mondo degli esercenti e del retail.

 

L’impatto della misura legata alla Lotteria degli scontrini

Con il Decreto Legge n. 124/2019 si conferma la misura legata alla lotteria degli scontrini e con questo passaggio è fissato al 1° luglio 2020 l’inizio dell’iniziativa che permetterà ai consumatori di partecipare ad una lotteria basata sulla presentazione degli scontrini.

Come funziona? In sintesi, il consumatore deve richiedere un «codice lotteria» (il tutto avverrà su apposito sito che dovrà essere approntato allo scopo). Nella fase dell’acquisto il cliente comunica all’esercente il codice prima che venga emesso lo scontrino (non sarà peraltro necessario conservarlo per gestire l’eventuale vincita). Nel caso in cui il cliente volesse effettuare il pagamento in cash dovrà aggiungere al codice lotteria anche il proprio codice fiscale. A sua volta l’esercente dovrà disporre di un registratore di cassa predisposto per la trasmissione telematica con il quale dovrà inviare i dati relativi alla transazione e allo scontrino all’Agenzia delle Entrate.

Laddove l’esercente al momento dell’acquisto rifiutasse di acquisire il codice lotteria, il consumatore potrà darne segnalazione nella sezione dedicata del portale Lotteria del sito internet dell’Agenzia delle entrate. Dette segnalazioni sono utilizzate dall’Agenzia delle entrate e dal Corpo della guardia di finanza nell’ambito delle attività di analisi del rischio di evasione.

Dal punto di vista del consumatore l’incentivo della lotteria si concretizzerà in un’estrazione di tre codici al mese che diventerà una alla settimana a partire dal 2021. I clienti che sceglieranno di pagare con carta di credito avranno la possibilità di una vincita doppia e potranno verificare i risultati delle estrazioni sul sito dedicato a questa operazione che diventerà attivo con l’inizio del nuovo anno.

La misura relativa al Rimborso ai cittadini che utilizzano strumenti di pagamento elettronico

Giorgia Sali, Osservatorio Innovative Payments, Osservatori Digital Innovation Politecnico di Milano

Per favorire l’utilizzo dei pagamenti digitali sono poi stati stanziati 3 miliardi di euro per il 2020 e 2021 che saranno veicolati come incentivi per tutti i cittadini che utilizzano pagamenti alternativi al contante. Non sono ancora state stabilite le modalità di gestione di queste risorse, ma si parla di un valore di rimborsi che potrebbero raggiungere i 2.000 euro annui con Bonus e detrazioni fiscali previsti nella Legge di Bilancio 2020 e nel Decreto Fiscale collegato. Nella Legge di Bilancio saranno introdotte presumibilmente novità legate a spese sostenute con mezzi tracciabili come anche il bancomat e il bonifico ed eventuali altre spese se pagate in modalità diversa dal contante.

Il nuovo limite all’utilizzo del contante

Il Decreto prevede un piano progressivo 2020 e 2021 di riduzione all’utilizzo del contante. Dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, per il contante è prevista una diminuzione a 2.000 euro, mentre dal 1° gennaio 2022 si scenderà a 1.000 euro.

Per gli esercenti: credito d’imposta su commissioni pagamenti elettronici

Per quanto riguarda i commercianti è previsto un intervento in forma di un credito di imposta nella misura del 30% delle commissioni bancarie pagate a fronte dell’accettazione di pagamenti con carta da parte dei consumatori per tutti i punti vendita con ricavi non superiori a 400.000 euro.

Le misure per affrontare l’evasione fiscale e il ruolo dei pagamenti elettronici

Il nostro paese sconta un pesante ritardo in termini di adozione di soluzioni per i digital payment in un confronto con l’Europa. Dai dati della BCE emerge che l’Italia procede sulla strada dei pagamenti innovativi e registra una crescita dei payment con carta pro-capite del 16% rispetto al 2017. Un segnale positivo, ma non sufficiente per un paese che è purtroppo agli ultimi posti tra i 27 dell’Unione Europea. Solo 4 paesi sono alle nostre spalle e dalla 23esima posizione nel ranking dei volumi di transato con carta pro-capite vediamo che da noi la media dei pagamenti all’anno per ciascun cittadino si ferma a quota 65 a fronte di una media europea che supera le 100 transazioni e con paesi che segnano una media ampiamente superiore alle 350 transazioni.

In termini di contrasto all’evasione fiscale l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano stima che nel 2016 il transato degli italiani evaso da parte degli esercenti appesantito dai mancati versamenti di IVA e altre tasse è arrivato a livelli tra i 120 e i 150 miliardi di euro. Il danno erariale per lo Stato si è tradotto in un mancato gettito per un valore prossimo ai 27 miliardi di euro.

Siamo ancora in una situazione in cui il “nero” pesa nettamente di più sui pagamenti che sono effettuati in contanti arrivando a un 30% del transato. Più ridotta la componente di “sommerso” effettuato con strumenti di pagamento elettronici (12% del transato).

L’impatto delle misure governative a favore dei pagamenti digitali

L’analisi di Valeria Portale e di Giorgia Sali sottolinea che l’azione dell’esecutivo in termini di incentivazione del cashless è un segnale importante. Restano ancora delle perplessità in termini di fiducia sull’efficacia delle misure adottate. Le due analiste mettono in evidenza che è arrivata una giusta attenzione al tema, ma nello stesso tempo c’è il rischio che non si raggiungano i risultati sperati. Rispetto alle misure pensate per premiare l’utilizzo dei pagamenti cashless, i livelli di efficacia e di persistenza degli effetti possono variare in modo molto rilevante in funzione della tipologia e delle caratteristiche dell’incentivo stesso. Più nello specifico Portale e Sali evidenziano alcuni punti:

Dal punto di vista del consumatore

Quella che si osserva dalla prospettiva del consumatore è un tema di coinvolgimento dei cittadini. L’efficacia della lotteria degli scontrini non è nuova in Europa, ha precedenti in altri paesi come Bulgaria, Croazia, Grecia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e ha mostrato quanto sia importante sviluppare modelli semplici sia in termini di modalità di partecipazione da parte dei consumatori sia in termini di meccanismo di funzionamento. Accanto a questo un altro aspetto importante è legato alla durata dell’incentivo. Da quanto emerso sino ad oggi relativamente alla lotteria italiana potrebbe non essere facile partecipare e in questo caso si rischia di ridurre l’efficacia della misura.

Dal punto di vista degli esercenti

Il credito di imposta previsto dal decreto rappresenta certamente un’agevolazione rispetto al passato, tuttavia rischia di non essere sufficiente per rendere i pagamenti digitali più vantaggiosi o meno costosi rispetto a quelli in contante. Rischio evidentemente ancora più elevato presso i soggetti che fanno del nero.

Il contante resta purtroppo il metodo di pagamento preferito, per un costo – percepito – che appare inferiore rispetto ai pagamenti elettronici, ma anche perché purtroppo, trattandosi di modalità di pagamento non tracciabili, restano la scelta prediletta da chi “occhieggia” al nero. L’alternativa proposta è debole: un credito di imposta medio per esercente tra i 70 e i 115 euro, recuperabile a fine anno, non appare come una alternativa forte a una sorta di “risparmio immediato” che l’esercente percepisce da una transazione in contante. Per non parlare ovviamente rispetto a una transazione in nero. Il tutto, a fronte di una spesa per lo Stato, secondo le stime dell’Osservatorio Innovative Payments variabile tra i 100 ed i 165 milioni di euro, per un numero di esercenti interessati dall’incentivo di circa 1,5 milioni.

Che fine hanno fatto le sanzioni per l’Obbligo POS?

Sul tema dell’Obbligo POS si è scritto già tanto e la nostra testata ha già messo in evidenza l’irritualità di un obbligo che non prevede forme di sanzioni a fronte di mancato adempimento (Del presunto “Obbligo POS”: quando la norma è debole …). Di sanzioni si è peraltro parlato nel corso del iter che ha portato a questo Decreto, ma sotto al traguardo dell’approvazione non è poi passata “nessuna sanzione”. Il grande assente, secondo le analiste degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico è l’articolo 23, che avrebbe dovuto introdurre sanzioni amministrative per la violazione dell’obbligo di POS per commercianti e professionisti. Come detto queste sanzioni sono state rimosse dalla versione finale del decreto.

In definitiva l’obbligo in vigore dal 2013 di detenere un POS e di accettare le transazioni cashless resterà un invito, in assenza di un principio sanzionatorio per chi non lo rispetti. Portale e Sali ritengono che sanzioni e obblighi siano ben poco efficaci, in particolare se non sono supportate da forme di controllo ben articolate e progettate. Resta il fatto che un piano di sanzione poteva rappresentare un segnale per gli esercenti.

Serve un coinvolgimento di tutti gli attori

In definitiva questa manovra rappresenta un passo in avanti nella crescita dei pagamenti elettronici e nel contrasto all’evasione fiscale che sono tornati al centro della discussione politica. Nell’insieme le misure restano timide e rischiano di essere poco efficaci. Resta un punto di attenzione e di fiducia sui 3 miliardi stanziati dal Governo, il cui impiego non è ancora dettagliato.

Un ultimo livello di attenzione poi agli “stakeholder” che possono determinare il successo di un piano di vero sviluppo verso i pagamenti digitali. Per Portale e Sali è importante sviluppare un’azione su tutti gli attori: i consumatori e gli esercenti ovviamente, ma un ruolo sempre più importante lo svolgono le Pubbliche Amministrazioni, l’Agenzia delle Entrate e naturalmente le banche e questo proposito il Governo non sembra aver chiuso accordi per ridurre a monte le commissioni bancarie.

 

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