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Spese gratificanti e pagamenti digitali: il nuovo equilibrio degli italiani



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Nonostante l’aumento del carovita, gli italiani continuano a concedersi spese gratificanti: ristoranti, shopping e viaggi. Oltre il 60% pratica il revenge spending almeno una volta al mese, mentre la maggioranza mantiene attenzione al risparmio. L’Osservatorio SumUp evidenzia il ruolo dei pagamenti digitali nel monitoraggio e nella gestione consapevole delle finanze quotidiane

Pubblicato il 19 feb 2026



revenge spending italiani

Gli italiani non rinunciano al “revenge spending”, ma spendere denaro in attività gratificanti per migliorare la qualità della vita va di pari passo con l’attenzione per la stabilità economica.
Per 8 persone su 10, concedersi una piccola spesa extra è un modo per premiarsi dopo un periodo di stress o di lavoro intenso, e il 62,5% si dedica al revenge spending almeno una volta al mese.

È quanto emerge dall’Osservatorio Consumi e Risparmio di SumUp, fintech globale specializzata nei pagamenti digitali, che ha analizzato le abitudini degli italiani nella gestione delle proprie finanze a livello nazionale e a Torino e a Napoli, due città prese come modello per confrontare il Nord e il Sud del Paese.

Anche in queste città sono aumentate le spese, ma i cittadini non rinunciano a gratificarsi: un torinese su due preferisce il ristorante, metà dei napoletani non rinuncia allo shopping.

SumUp Pay: i pagamenti digitali per gestire le finanze quotidiane

Dall’Osservatorio SumUp emerge che i pagamenti digitali aiutano la trasparenza e il tracciamento delle spese: il 63,1% degli italiani intervistati utilizza la carta sempre o spesso per le spese di tutti i giorni, con un’incidenza alta non solo tra Gen X e Millennial, ma anche tra gli Over 60 (il 26,6% li usa sempre, il 42,5% spesso).

In questo contesto si inserisce SumUp Pay, il portafoglio digitale gratuito che consente di gestire il proprio denaro direttamente da app, pagare in negozio e online con Mastercard virtuale o fisica e ottenere cashback sugli acquisti, offrendo un supporto concreto per conciliare controllo delle spese e micro-gratificazioni quotidiane.

SumUp ha lanciato a febbraio la campagna “La vita è troppo breve per un conto banale”, a supporto dei Millennial lavoratori, che prevede una promozione del 3% di cashback per i primi sei mesi sugli acquisti effettuati con la Mastercard SumUp, virtuale o fisica; il cashback viene accreditato direttamente, rafforzando l’idea di un conto che accompagna le spese quotidiane offrendo un ritorno immediato.


Strumenti digitali per una gestione consapevole

Oltre al cashback, SumUp Pay offre gratuitamente strumenti per una gestione più consapevole delle finanze: spending insights, addebiti diretti per le bollette, carta fisica con prelievi ATM.

Una delle funzionalità più apprezzate è Spaces, che permette di creare sotto-portafogli personalizzati (individuali o condivisi) per organizzare il denaro in base a obiettivi specifici (ad esempio “vacanze”, “spese domestiche” o “emergenze”): è possibile impostare limiti di spesa, monitorare le uscite e ricevere notifiche quando ci si avvicina al budget prefissato.

In questo modo, SumUp Pay non è solo uno strumento per pagare, ma un supporto concreto per conciliare controllo delle spese, pianificazione e micro-gratificazioni quotidiane.

Le spese più frequenti

Ristoranti, abbigliamento e viaggi sono gli sfizi che gli italiani si concedono più frequentemente: la cena fuori resta la scelta che accomuna tutte le generazioni.

Eppure, accanto alla ricerca quotidiana di gratificazione, permane un forte orientamento alla prudenza: rispetto al 2016, il 97% degli italiani rileva un aumento delle spese mensili (oltre il +30% per uno su quattro), e il 62,2% fa più fatica a risparmiare.

Nonostante tutto, oltre un italiano su due riesce a mettere da parte almeno il 10% del reddito e il 25,7% dichiara che, anche potendo contare su un budget extra mensile, sceglierebbe di destinarlo al risparmio.



La cultura del revenge spending secondo SumUp

“Anche in un contesto di incertezza economica, gli italiani non rinunciano a concedersi piccoli momenti di gratificazione. Dalle evidenze dell’Osservatorio emerge che il cosiddetto revenge spending non racconta eccessi, ma un cambiamento culturale: una spesa più selettiva e consapevole, che convive con l’attenzione alla stabilità finanziaria; non si tratta di consumi impulsivi, ma di una ricerca di equilibrio tra sicurezza economica e qualità della vita quotidiana.

revenge spending italiani
Umberto Zola

Colpisce in particolare il comportamento dei Millennial: spesso associati a un modello di consumo disinvolto, si dimostrano capaci di coniugare pianificazione e desiderio di gratificazione, con un approccio maturo alla gestione delle proprie risorse”, osserva Umberto Zola, Online sales director EU di SumUp.

“In questo scenario, la tecnologia e i pagamenti digitali possono sempre più diventare un alleato concreto per supportare i consumatori nel monitoraggio delle spese quotidiane e per mantenere il controllo del budget, per risparmiare, ma anche per concedersi micro-gratificazioni quotidiane”.




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