SlimPay cresce sul mercato italiano e va a caccia di utilities - Pagamenti Digitali
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SlimPay cresce sul mercato italiano e va a caccia di utilities

La strategia globale e tricolore della fintech francese specializzata in pagamenti digitali ricorrenti via bonifico diretto

Domenico Aliperto
Jerome Traisnel, CEO di SlimPay

Sono passati solo nove mesi da quando SlimPay è sbarcata sul mercato italiano, ma il giro d’affari sviluppato sulla piazza tricolore è già così consistente da inseguire direttamente (anche se a debita distanza) quello generato dalla casa madre in Francia. È infatti a Parigi che nel 2009 cominciò l’avventura di Jerome Traisnel, oggi CEO di una società in procinto di atterrare a San Francisco con sedi a cavallo di Gran Bretagna, Germania, Spagna e Paesi Bassi. Traisnel aveva l’ambizione di creare una proposizione fintech capace di garantire pagamenti digitali con bonifici diretti da conto corrente a conto corrente, dando vita a un circuito internazionale che prescindesse dai diversi formati nazionali dell’IBAN. Il risultato è un gruppo formato da 70 professionisti, con circa 2 mila clienti (di cui si possono citare Deezer, Nespresso, UNICEF SNCF, Gaumonte e, in Italia, ITAS Assicurazioni e la struttura di coworking Copernico, ma anche diversi ordini professionali nazionali e locali) distribuiti in 34 Paesi e un transato di circa 2,4 miliardi di euro dall’inizio dell’attività.

Il B2B il mercato di riferimento per SlimPay

SlimPay è orientata al mondo B2B, con particolare riferimento alle organizzazioni che contano su pagamenti ricorrenti, come quelli dovuti per abbonamenti e sottoscrizioni. Stando ai dati forniti dalla società, il mercato degli abbonamenti è cresciuto negli ultimi quattro anni con un tasso superiore al 70%. «Un tipo di transazione sempre più frequente nell’era della sharing economy, in cui l’utilizzo sostituisce il possesso e il modello pay per use si impone sull’acquisto una tantum», ha spiegato Traisnel, in occasione di un incontro con la stampa specializzata a cui hanno partecipato anche François Gutierrez, VP Global Sales, e Sabatino Abagnale, Head of Italy.

Abagnale ha confermato l’espansione delle vendite nazionali (dirette e tramite reseller), che attualmente gestisce da solo e in prima persona. «Siamo però alla ricerca di una nuova risorsa, che gli darà una mano sul piano commerciale, specialmente nell’identificazione di grossi clienti su verticali specifici, a partire dalle utilities, un settore per noi molto promettente», ha detto Gutierrez, sottolineando che GDPR, instant payment e PSD2 – enfatizzando soprattutto il tema dell’open banking – daranno nel corso del 2018 e del 2019 una spinta decisiva al business.

Traisnel non usa mezzi termini nel dire che i suoi principali competitor sono i colossi dei circuiti del credito internazionale, Visa e Mastercard in primis, mentre i partner che aiuteranno SlimPay a imporsi sul mercato saranno sempre di più gli sviluppatori di piattaforme CRM e ERP, come per esempio, parlando delle attività italiane, Teamsystem, con cui Abagnale ha appena stretto un accordo strategico per un progetto dedicato all’erogazione dei servizi SaaS che partirà proprio a febbraio. «Altri partner fondamentali per noi sono Banca Sella, che grazie al suo posizionamento specifico su e-commerce e pagamenti innovativi rappresenta un’occasione continua di confronto per lo sviluppo dell’offerta, Zuora, piattaforma pensata per automatizzare la fatturazione per imprese il cui modello di business prevede un abbonamento, e Ingenico ePayments, che ha sviluppato una soluzione per la gestione dei mandati di addebito diretto SEPA in maniera semplice e sicura».

Come detto, il focus è sul B2B, ma il top management non disdegna la possibilità di consolidare la presenza in ambito retail, permettendo ai consumatori finali di acquistare e pagare, in prossimità o da remoto, semplicemente inserendo sul sistema del merchant (sito Internet o device presenti in negozio) il proprio IBAN. Specialmente in quest’ottica sarà poi indispensabile puntare nel prossimo biennio sulle piattaforme di instant payment, che consentiranno di comprimere i tempi di trasferimento tra conti correnti da un giorno a pochi istanti.

A differenza di molte altre società fintech, l’obiettivo di SlimPay non è sostituirsi alle banche attraverso la disintermediazione dell’end user e men che meno attraverso l’elaborazione di servizi di credito al consumo e digital wallet o di analisi basate sui big data generati dalle transazioni: SlimPay punta a offrire un’ulteriore alternativa nel portafoglio di sistemi di pagamento e riconciliazione che imprese e merchant mettono a disposizione dei propri clienti, cercando di trasformare la payment journey in un’esperienza senza soluzioni di continuità, specialmente quando si tratta di perfezionare la transazione. «Il Payment è ormai la quinta P del marketing mix. Per questo motivo il nostro sistema è tanto più efficace quanto più è integrato nei sistemi CRM ed ERP, che danno visibilità totale su tutto il ciclo, dal rapporto coi fornitori alla post-vendita», ha precisato Traisnel.

Cautela su Blockchain e biometria

Sul fronte dell’innovazione tecnologica, il numero uno di SlimPay è rimasto piuttosto cauto. Parlando di Blockchain e di soluzioni di autenticazione (tra cui quelle biometriche), Traisnel ha detto di essere aperto alle opportunità che paiono offrire le nuove piattaforme, ma che al momento non c’è nessun progetto di ricerca e sviluppo che va specificamente nella direzione delle DLT (Distributed Ledger Technology). «Siamo invece interessati agli sviluppi del Mobile Proxy Forum, per la creazione di un database europeo che dovrebbe associare IBAN e numero di telefono dei cittadini, opportunità che semplificherebbe il processo di autenticazione. Ci tengo comunque a sottolineare», ha concluso Traisnel, «che l’innovazione è una delle premesse fondanti di SlimPay: siamo stati tra i primi a fare uso delle API (Access, Programming Interface, ndr) non solo nel settore dei pagamenti, ma anche in tempi non sospetti rispetto a questo tipo di approccio al mercato».

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