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Olimpiadi Milano-Cortina: i pagamenti digitali per massimizzare il ROI



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I Giochi olimpici invernali accelerano investimenti, turismo e pagamenti digitali. Tra nuove infrastrutture, normativa POS-RT, commissioni, valuta estera e rischi operativi, gli esercenti devono prepararsi per massimizzare il ritorno, garantire continuità, migliorare l’esperienza dei visitatori e rafforzare la competitività economica dell’Italia durante e dopo i Giochi in un contesto globale sempre più digitale e complesso

Pubblicato il 10 feb 2026

Antonio Mazza

country manager Italy Wamo



pagamenti digitali Olimpiadi Milano-Cortina

Secondo recenti stime di S&P Global Ratings, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sono costate circa 5,9 miliardi di euro, di cui quasi 2,7 miliardi per il rifacimento delle reti ferroviarie e stradali e per altri interventi sul trasporto locale. Con un’infrastruttura più solida e una rinnovata visibilità per il Paese, è ragionevole aspettarsi un impatto positivo sull’indotto turistico, non solo per il 2026 e non solo nelle zone in cui si stanno disputando i Giochi. Come massimizzare il ROI dei Giochi per l’ecosistema economico italiano?

Il ruolo delle transazioni digitali nelle Olimpiadi Milano-Cortina

Le transazioni digitali avranno un ruolo centrale nel cogliere questa opportunità durante e dopo l’evento. Uno studio di Ipsos per Visa ha confermato che saranno il metodo di pagamento preferito dai visitatori, sia italiani sia internazionali, per oltre il 90% delle imprese intervistate. Sebbene già oggi quasi un’azienda su tre offra ai propri clienti almeno un servizio digitale legato alla realizzazione di pagamenti elettronici, la ricerca evidenzia però come il percorso di innovazione sia ancora in fase di consolidamento.

Commercianti, ristoratori, albergatori, aziende di trasporto pubblico e privato, servizi alla persona dovranno prepararsi ad accogliere un numero maggiore di clienti con esigenze di pagamento diverse. Cosa allora può andare storto? Come prevedere i rischi e non perdere un’occasione preziosa per l’economia?

Difficoltà a gestire la nuova normativa POS-RT

La normativa entrata in vigore il 1° gennaio 2026, che prevede l’obbligo di abbinamento tra POS e registratore di cassa telematico (RT), non sta semplificando la vita agli esercenti, alle prese con l’aumento di clientela generato dalle Olimpiadi.

Tra chi potrebbe incontrare maggiori difficoltà operative ci sono, ad esempio, ristoratori, albergatori e rivenditori di merce non soggetta all’obbligo di scontrino fiscale, come tabaccai, edicole o benzinai. La legge infatti prevede che gli importi pagati digitalmente corrispondano a quelli indicati come tali sul documento di acquisto, per facilitare futuri controlli a contrasto dell’evasione fiscale.

Attenzione alle transazioni miste

Questo impone una particolare attenzione in caso di transazioni “miste”, effettuate, ad esempio, con carta e contanti o riferiti a diversi tipi di merce. Secondo i primi rilievi effettuati a gennaio 2026 da wamo sui propri clienti, 1 su 3 è particolarmente preoccupato da questo aspetto.

I ristoratori, ad esempio, dovranno far fronte all’abitudine consolidata di pagare in modalità diverse le singole quote associate a uno stesso tavolo, ricordandosi di distinguere carta e contanti sul documento commerciale.

Altro caso è quello dei tabaccai, che possono incassare tramite POS importi che comprendono articoli soggetti a diversi regimi. Se vengono acquistati, ad esempio, sigarette e accendino, sullo scontrino comparirà solamente l’importo riferito all’accendino. Tutto corretto, ma per i sistemi automatizzati di controllo dell’Agenzia delle Entrate, ogni disallineamento potrebbe corrispondere in futuro a una segnalazione del Fisco.

Per gli esercenti si aggiunge quindi l’onere necessario di conservare fin da subito tutta la documentazione. Un impegno che va però a complicare operativamente la quotidianità di molti titolari di attività, proprio mentre affrontano un aumento improvviso di clientela. Per più di 1 su 5, l’eventualità di registrazioni errate sui propri documenti commerciali genera confusione e preoccupazione, secondo i dati di wamo.

I costi per la conformità di POS e cassa

Un altro aspetto che sta generando dubbi e possibili errori operativi da parte degli esercenti è l’impossibilità di un riscontro immediato rispetto alla compliance dei propri strumenti e il relativo abbinamento. Mentre l’obbligo è già entrato in vigore, infatti, la procedura di registrazione digitale richiesta dall’Agenzia delle Entrate sarà disponibile da marzo. Un commerciante su 4 dice di temere i costi per la conformità di POS e cassa.

Molti non sanno che non è necessario nessun collegamento fisico tra i dispositivi, poiché l’intero processo verrà gestito digitalmente sul portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate. In assenza di informazioni corrette, però, il rischio è quello di acquistare inutilmente nuove attrezzature o non effettuare le necessarie procedure di aggiornamento software.

Commissioni POS troppo alte

Ciò che manca a molti titolari di attività è una strategia di gestione dei pagamenti elettronici. Il rischio è quello di ridurre i propri margini di guadagno a causa di commissioni POS troppo alte, facilmente evitabili. L’ondata di turismo internazionale che porteranno i Giochi di Milano-Cortina sarà accompagnata da una diversificazione di richieste di pagamento, oltre che da un aumento di operazioni. Per gestire transazioni in più valute e su più circuiti, sarà strategico ampliare la propria offerta di fornitori POS, per sfruttare in modo mirato le differenze sulle commissioni delle diverse carte, oltre a eventuali promozioni offerte dai vari provider.

La trasparenza delle condizioni rappresenta ancora purtroppo un problema, non solo riguardo alle percentuali applicate a ogni incasso, ma anche a tassi fissi per transazione, canoni mensili, costi di attivazione, eventuali variazioni sui costi al termine di periodi promozionali, e così via.

Il problema dell’educazione finanziaria

D’altra parte, esiste anche un problema sistemico di educazione finanziaria, come emerso da una recente indagine realizzata da wamo e FidoCommercialista. Oltre la metà degli imprenditori non conosce l’effettivo impatto delle fee sui pagamenti elettronici: quasi un terzo dei titolari (29%) le sovrastima e il 28% ammette di non saperle quantificare. In previsione dei picchi di consumo portati dai Giochi, chi riuscirà a orchestrare con maggiore consapevolezza i propri strumenti di pagamento otterrà i maggiori vantaggi.

Guasti tecnici di infrastruttura

Cosa succede se l’infrastruttura su cui “viaggiano” i pagamenti gestiti da un fornitore smette di funzionare in un momento di picco? Le conseguenze a livello di sistema sarebbero notevoli: incassi mancati, disagi per la clientela, danno di immagine per intere catene o, peggio, per l’ecosistema Paese. La maggior parte delle imprese infatti si appoggia a una sola infrastruttura o a un solo fornitore, ma il rapporto costo-beneficio di diversificare la propria offerta su diversi provider di servizi di pagamento è notevole anche in questo caso. Per il commercio italiano è un’opportunità ulteriore di accelerare sulla digitalizzazione dei servizi, garantendo continuità operativa ai propri clienti.

Pagamenti in valuta estera

Con un flusso globale di visitatori in arrivo, è importante agevolare l’esperienza di acquisto in diverse valute. Arrivati al checkout, il 17% degli ospiti preferisce pagare nella propria moneta senza preoccuparsi delle commissioni di conversione (fonte Adyen Hospitality & Travel Report 2025).

Rispetto a player tradizionali, le neobank offrono condizioni di cambio molto più vantaggiose per bonifici e pagamenti con carta, arrivando in alcuni casi ad azzerare le commissioni. Con la crescita esponenziale della clientela delle fintech, durante i Giochi di Milano-Cortina è prevedibile che la richiesta di pagare nella propria valuta aumenti, sia in fase di prenotazione, sia alla cassa.

E’ fondamentale dotarsi degli strumenti finanziari per garantire questa possibilità, già dalle prime fasi del processo di acquisto e prima ancora dell’arrivo del cliente in Italia.

Le piattaforme di digital banking permettono ai player dell’hospitality di detenere conti multi-valuta e accettare pagamenti nella moneta locale di decine di Paesi, a tassi di cambio trasparenti e vantaggiosi. Questo permette di garantire un’esperienza di acquisto fluida e conveniente ai visitatori stranieri, già dal momento della prenotazione, con un impatto cruciale sull’immagine dell’Italia nel mondo e sulla sua competitività.

I POS con servizio DCC (Dynamic Currency Conversion)

Sul punto vendita, il pagamento in valuta estera è favorito dai POS con servizio DCC (Dynamic Currency Conversion): al cliente viene offerta la possibilità di pagare nella moneta del Paese di emissione della propria carta, secondo le condizioni di cambio del momento, mentre l’esercente riceve l’accredito in Euro. Un servizio che per molti viaggiatori può fare la differenza in termini di trasparenza e convenienza.

I POS che integrano la DCC inoltre, riconoscono in alcuni casi all’esercente una fee per ogni operazione di conversione. I terminali che non possiedono questa funzionalità, effettuano automaticamente il cambio da valuta estera a euro tramite la banca del titolare della carta, con commissioni contabilizzate al cliente solo dopo 1-2 giorni.

In ogni caso, è importante adottare un approccio trasparente, ricordando che, solitamente, la scelta più vantaggiosa resta quella di realizzare la transazione in Euro, evitando allo stesso tempo la necessità di ricorrere al contante, con commissioni fisse spesso elevate e con il rischio di sforare i limiti di prelievo

Non dimentichiamo che il 10,6% dei pagamenti digitali in negozio arriva da carte estere, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. Numeri che sono probabilmente destinati a crescere nei prossimi mesi, grazie all’incremento di visitatori stranieri, favorito dalle Olimpiadi invernali.

Olimpiadi Milano-Cortina: un’occasione di competitività e crescita

L’opportunità che il tessuto commerciale e turistico italiano ha davanti è enorme. Non c’è momento migliore per accelerare sulla digitalizzazione dei propri sistemi finanziari: gli strumenti ci sono e, oggi più che mai, sono accessibili in tempi record e a costi contenuti a chiunque gestisca un’attività o si prepari ad aprirne una.

In gioco non c’è solo la competitività dell’Italia come destinazione di piacere, ma anche come partner d’affari di fronte a un pubblico internazionale.

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