Le opportunità di Pagobancomat Web - Pagamenti Digitali

Le opportunità di Pagobancomat Web

Alessandro Longo

Carlo Panella, Direttore Generale di Cse ConsultingPotremo pagare anche con il normale bancomat sul web, attraverso il circuito Pagobancomat: «la tecnologia- Pagobancomat Web- è pronta e ora la palla passa agli istituti di credito», come parte di una strategia con cui «miriamo a rendere in tempo reale i pagamenti digitali e inaugurare l’era di una multicanalità piena per il rapporto banche-clienti, con nuove piattaforme che stiamo per lanciare», dice il Direttore Generale di Cse Consulting, Carlo Panella. Il Consorzio Servizi Bancari nasce nel 1970 ed è stato il primo Consorzio di servizi informatici per Banche, per una platea di circa 9 milioni di clienti finali e 200 miliardi di euro intermediati.

Avete annunciato la tecnologia Pagobancomat Web. In che modo possiamo metterla nel contesto della digitalizzazione dei sistemi di pagamento? 

Pagobancomat Web è un completamento, almeno ad oggi, dei sistemi di pagamento messi a disposizione dei clienti. Dal mondo fisico li portiamo sul virtuale. In particolare, apriamo il commercio elettronico al mercato importante del bancomat, che ha costi inferiori per l’esercente. E visto che i bancomat hanno canoni inferiori rispetto alle carte, c’è un vantaggio anche per il cliente. Questo nostro passo è fondamentale in una realtà italiana in cui i bancomat sono ancora di gran lunga più numerosi delle carte di credito. Pensiamo di dare così impulso allo sviluppo del commercio elettronico.

Per arrivare a questo passo cosa è stato necessario fare? Qualcuno potrebbe chiedersi perché non farlo prima, dato che i vantaggi sono così evidenti…

Questa è una bella domanda. Diciamo che i tempi per attivare l’iniziativa sono partiti dal circuito bancomat; non sono guidati dal singolo provider di tecnologia. Il circuito serve a garantire la presenza di uno standard nazionale. Noi, come Cse, potevamo farlo già qualche anno fa, ma la cosa avrebbe lasciato il tempo che trovava. Un po’ come quando, trenta anni fa, il bancomat permetteva solo prelievi in ambito aziendale. L’assenza di standard avrebbe ancora meno senso ora, nell’ottica globale dell’e-commerce.

I prossimi passi?

Consolideremo questo circuito nei singoli siti e-commerce. Comincerà una campagna di abilitazione dei siti merchant e poi dei clienti retail. Siamo agli albori: adesso abbiamo definito le regole tecniche, costruito l’infrastruttura e abbiamo fatto le prime transazioni, con un merchant “amico”. Così abbiamo visto che la macchina funziona: ora andiamo alla fase commerciale. La palla insomma passa agli istituti che hanno rapporti con i vari merchant. Sui siti, il bollino bancomat come strumento di pagamento apparirà al fianco di altri, che ci sono già, come Paypal e MyBank. 

Possiamo dare una tempistica?

Difficile fare una previsione: dipende dalle banche. Ci auspichiamo che 2016 ci saranno anche grossi player a bordo, come Amazon, Booking e Ferrovie dello Stato. 

E i prossimi passi che farete in altri ambiti digitali?

L’obiettivo è andare verso transazioni real time, anche lanciando un’App per pagamenti peer to peer a novembre (Zac, per il circuito Icbpi; a tendere sarà interoperabile con Jiffy di Sia). Stiamo lavorando soprattutto sulla multicanalità integrata, abbattendo le barriere tra canali diversi- fisico, digitale, telefonico. Per esempio, nuove piattaforme che lanceremo abiliteranno la web collaboration nei contact center per il supporto e nei servizi di consulenza banca-clienti. 

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