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Incentivi più utili delle sanzioni per far crescere i pagamenti elettronici

I pagamenti elettronici nel nostro Paese possono essere spinti attraverso una politica fatta di incentivi piuttosto che di sanzioni: questa la principale idea che è stata avanzata dal Sottosegretario al Mef, Alessio Villarosa, nel corso della sedicesima edizione del Digital & Payment Summit organizzato da Apsp (Associazione Prestatori Servizi di Pagamento). Nel corso dell’appuntamento l’esponente del Governo ha avanzato anche una serie di proposte strategiche: tra queste, la creazione di una carta unica con un chip collegato a un conto di pagamento per i cittadini e utilizzabile in tutte le banche.Un altro progetto è quello di eliminare l’imposta di bollo sui conti di pagamento, eliminando così una delle principali distorsioni esistenti per gli operatori nazionali.

Un punto di vista favorevole all’implementazione dei pagamenti elettronici è stato espresso da Giovanni Calabrò, della DG AGCM (Autorità generale concorrenza del mercato): “L’Antitrust vede in maniera positiva lo sviluppo dei servizi di pagamento. Sono canali di innovazione, quindi di accresciuta concorrenza. L’AGCM sta cercando di dare il suo contributo, convinta della necessità di sviluppare questo mercato”.

Sulla stessa linea anche Walter Pinci, Vice Presidente APSP e responsabile pagamenti PostePay, ritiene che “la digitalizzazione è ormai una priorità comune e vede al centro del cambiamento i cittadini. Il nostro impegno è accompagnarli dal fisico al digitale facendo leva su asset consolidati e nuove iniziative, per favorire l’inclusione digitale e finanziaria degli italiani”.

Per questo motivo secondo il presidente di Apsp, Maurizio Pimpinella, non si può parlare di economia digitale senza i pagamenti elettronici. “In un nuovo contesto ricco di cambiamenti e nuovi attori il level playing field deve essere qualcosa di più di un’ambizione ma un vero e proprio obiettivo. Abbiamo la necessità di dialogo, regole comuni e una normativa simmetrica che permetta al mercato, in un contesto di sana competizione, di crescere e di far crescere a loro volta gli operatori che vi partecipano”.

 

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