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Nella manovra del governo, stop alle sanzioni per chi non rispetta l’obbligo del Pos sotto i 30 euro di spesa

La misura è contenuta nell’articolo 68, che alza anche il limite alla circolazione di contante, fino a 5mila euro, che sarebbe sceso a 1.000 euro dal 1° gennaio prossimo. Sospesi i procedimenti e i termini per l’adozione delle sanzioni [...]
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Emergono i dettagli della manovra che il governo Meloni si appresta a varare. Sale il tetto all’uso del contante, a 5mila euro. Sono eliminate le multe per negozianti e professionisti che non accettano i pagamenti con carta di credito o bancomat al di sotto dei 30 euro. Nella bozza della Manovra del governo Meloni queste misure si ritrovano all’articolo 68, “misure in materia di mezzi di pagamento”. Per la precisione in due commi: il primo, che alza il limite alla circolazione di contante, che sarebbe sceso a 1.000 euro dal 1° gennaio prossimo. Il secondo che sancisce l’ennesima marcia indietro sulle sanzioni per i commercianti che non utilizzano il Pos per i pagamenti sotto i 30 euro.

Sospesi i procedimenti e i termini per l’adozione delle sanzioni

La manovra modifica il decreto 179 del 2012, del governo Monti, che disponeva l’obbligo di Pos a meno di “oggettiva impossibilità tecnica”. Nella bozza, infatti, si aggiunge al decreto Monti: “limitatamente alle transazioni di valore inferiore ai 30 euro”. Il Ministero delle Imprese d’accordo col Mef, stabilirà entro giugno (ossia entro 180 giorni) i criteri di esclusione per “garantire la proporzionalità della sanzione e assicurare l’economicità delle transazioni in rapporto ai costi delle stesse”. Intanto, nelle more dell’adozione del decreto “sono sospesi i procedimenti e i termini per l’adozione delle sanzioni”, si legge evidenziato in giallo nella bozza.

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Ricordiamo che il governo Draghi aveva anticipato al 30 giugno 2022 (anziché il 1° gennaio 2023) la sanzione per il negoziante, l’artigiano o il professionista che rifiuti al cliente il pagamento attraverso Pos: 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata. Dall’obbligo erano esonerati i tabaccai, limitatamente alla vendita di prodotti dei monopoli (sigarette) o dei valori postali e bollati (marche da bollo), visto lo scarso margine di guadagno su questi prodotti.

 

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