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Mobile Payment, a luglio al via anche Tim Wallet

Alessandro Longo

Anche Telecom Italia, dopo Vodafone, annuncia di essere pronta a trasformare le nostre sim in portafogli virtuali, dove saranno presenti i dati delle carte di credito di numerose banche, ma anche delle carte fedeltà di supermercati e gli abbonamenti del trasporto pubblico. Sarà così Tim Wallet, «un servizio che lanceremo a luglio; magari anche prima, durante l’estate», dice al nostro sito Alfonso Mariconda, responsabile innovation development Telecom Italia.

Tim Wallet funzionerà così, secondo un modello comune anche ad altri servizi: «l’utente scaricherà l’omonima opzione e troverà, sul suo market, l’elenco delle carte che potrà virtualizzare. In altre parole, ne inserirà i dati sull’app- dice Mariconda-. A quel punto, partirà un protocollo di comunicazione tra noi e la banca di quella carta. Invieremo così, sulla sim, il secure element della carta, con i dati». Servirà una sim speciale, che ospiti questo secure element (un chip), e uno smartphone con connessione wireless Nfc (a corto raggio). L’utente potrà poi pagare con la carta avvicinando il cellulare a un pos contactless. Secondo il Politecnico di Milano, gli smartphone Nfc circolanti in Italia sono oltre 8 milioni, mentre le carte di pagamento contactless hanno raggiunto i 6 milioni. Allo stesso modo, avvicinando il cellulare a un tornello Nfc sarà possibile sfruttare il proprio abbonamento inserito nel secure element della sim, che così diventa un portafoglio a tutti gli effetti. «Tutte le carte, di ogni tipo, ora ospitate in un portafoglio normale saranno prima o poi virtualizzabili sulla sim», dice Mariconda.

Di certo Tim Wallet all’inizio conterrà la prima versione della TIM SmartPAY, la carta prepagata sviluppata in collaborazione con Visa Europe ed Intesa Sanpaolo; ma anche quelle di altri istituti, con cui Tim è in fase di accordi: Banca Mediolanum, BNL Gruppo BNP Paribas, UBI Banca e CartaSi.

«Stiamo facendo accordi anche con la grande distribuzione, per ospitare le carte fedeltà, e con le aziende del trasporto pubblico. Tuttavia, poiché manca una legge nazionale, purtroppo non tutti i tornelli del trasporto sono compatibili Nfc», spiega Mariconda. Tim si sta accordando anche con società di controllo accessi e di buoni pasto. La sim potrà ospitare quindi anche questi ultimi e il badge aziendale.

Allo stesso modo, dal 29 aprile gli utenti Vodafone (con la speciale sim e un cellulare Nfc) potranno virtualizzare la carta prepagata SmartPass Nfc (già disponibile da mesi e sviluppata con Cartasì e Mastercard). Come si vede, Telecom ha scelto Visa, mentre Vodafone è con Mastercard; ma tutti si preparano a integrare le carte di diverse banche e circuiti.

È proprio questa interoperabiltà, in fondo, la novità 2014. Già dall’anno scorso, infatti, era possibile caricare la prepagata di Intesa San Paolo (Visa) su sim di Tim, con il servizio che già allora si chiamava Tim Wallet e che ora viene quindi rilanciato. Analogamente, Poste permette di mettere la carta prepagata Postepay Newgift su proprie sim Nfc Poste Mobile. Intesa San Paolo ha una propria app e servizio (Move and Pay), che per ora funziona con la propria carta prepagata contactless e le sim Tim e Noverca, ma mira a includere altri operatori. Ci sono state anche altre sperimentazioni, di vari operatori. Per esempio Wind dal 2012 integra nei cellulari i badge per accedere ai suoi uffici.

Insomma, dopo tanti rinvii- Tim sperimenta l’Nfc dal 2007- e i lanci singolo operatore-singola banca del 2013, adesso è il momento di aprire questi servizi ad accordi incrociati tra diversi soggetti. È una condizione per il loro effettivo decollo, perché l’utente potrà passare ai pagamenti mobili con banche e operatori mobili già utilizzati. Nel medio periodo resterà un limite, a questa interoperabilità e riguarda la portabilità del numero mobile. «All’inizio, se l’utente cambia operatore dovrà rifare da zero il proprio portafoglio virtuale», spiega Mariconda. Perderà insomma l’associazione tra sim e la carta di credito virtualizzata. Per ripristinarla, dovrà inoltre sperare che il nuovo operatore, su cui porta il numero, abbia attivi accordi con quella banca. 

«Partecipiamo a tavoli con altri operatori per definire la portabilità del numero con il portafoglio virtuale», dice Mariconda. «Non è facile perché è necessario che tutti gli operatori utilizzino le stesse tecnologie, per trasferire i dati sulla sim. Bisogna anche affrontare importanti nodi di sicurezza e di privacy», aggiunge.

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