Mastercard, barra dritta verso il contactless - Pagamenti Digitali

Mastercard, barra dritta verso il contactless

Domenico Aliperto

Chris Kangas, Head of Contactless Payments per l'Europa di MastercardNFC, sistemi di sicurezza biometrici e Android Pay. Sono queste le parole d’ordine che contraddistingueranno le attività di Mastercard per il resto del 2015 e almeno durante i primi mesi del 2016. Per i pagamenti contactless c’è addirittura una data improrogabile: entro il 31 dicembre dell’anno prossimo tutti i Pos abilitati all’accettazione di Mastercard dovranno essere dotati di tecnologia Near Field Communication. Attualmente, in Italia, se ne contano 250 mila, mentre le carte contacless tra nuove emissioni e sostituzioni sono in costante crescita (+380%).

Ampliando lo sguardo all’orizzonte mondiale, i Pos contactless sono tre milioni e Mastercard calcola che se nel 2019 saranno 195 miliardi le transazioni mobile, il 40% degli ordini e-commerce avverrà da smartphone. “Ma non è solo una nostra proiezione”, spiega Chris Kangas, Head of Contactless Payments per l’Europa. “Tre persone su cinque si aspettano che nell’immediato futuro il mobile payment sostituirà contante e carte. Si tratta quindi di un processo irreversibile e, con l’ingresso di Google nel settore, probabilmente ancora più rapido di quanto si potesse prevedere, visto che il 75% dei telefoni mondiali utilizza un sistema operativo Android e che ogni giorno viene attivato circa un milione di nuovi device con il software di Mountain View. La scelta di Google di puntare sull’HCE (Host Card Emulation, ndr) ci è inoltre assolutamente congeniale, visto che è nostra intenzione sviluppare il sistema Mastercard cloud based payments, un’esperienza di pagamenti convergenti, sia di prossimità, sia in chiave e-commerce che abbiamo già varato in Olanda con Ing”.

 

Le nuove applicazioni

PagamentiDigitali.it ha incontrato Chris Kangas in occasione del tour europeo attraverso il quale il manager sta mostrando alla stampa specializzata le soluzioni ideate da Mastercard per traghettare clienti e partner verso il futuro prossimo. “Ultimamente gran parte del comparto sta diffondendo notizie sulle proprie novità alla maniera della Silicon Valley e questo forse intimorisce un po’ i player tradizionali”, premette Kangas mostrando l’Apple Watch che ha al polso. “Attraverso la piattaforma Masterpass (disponibile in 19 Paesi e 250 mila retailer, ndr) è possibile abilitare applicazioni che geolocalizzano i merchant più vicini, permettendo di prenotare prodotti e servizi e di pagarli direttamente dal device con Apple Pay. Effettuata la transazione, è sufficiente recarsi nel negozio per ritirare quanto acquistato senza fare la coda alla cassa e semplicemente mostrando la ricevuta del pagamento sul display”.

Masterpass è anche il cuore dell’applicazione sviluppata dalla catena britannica di ristoranti Wagamama. “Pur non essendo un fast food, il tempo medio di permanenza dei clienti da Wagamama è di 45 minuti, spesso durante la pausa pranzo lavorativa”, precisa Kangas. “I dieci minuti necessari a richiedere il conto e a pagare diventano quindi preziosissimi”. Così gli avventori che lo desiderano possono usare la app del ristorante per associare un codice alle ordinazioni del proprio tavolo. Terminato il pasto, si effettua il check out direttamente dal display dello smartphone, eventualmente dividendo la distinta con i commensali, e saldando il conto attraverso il processo di mobile payment.

 

La sicurezza innanzitutto

Meccanismi così intuitivi e rapidi presuppongono un accurato sistema di identificazione dell’utente e di verifica della transazione. Su quest’ultimo fronte Mastercard punta sulla tokenizzazione, assegnando a ogni pagamento un codice di riferimento univoco al cellulare che lo abilita. In questo modo, anche entrando in possesso del token, diventa impossibile clonarlo su un altro dispositivo. Per quanto riguarda l’identificazione dell’utente, Kangas non esclude alcun tipo di soluzione – o combinazione di soluzioni – a partire dall’eye scanning, passando per il riconoscimento della voce e quello facciale, fino alla tecnologia già adottata da Cupertino, l’ID Touch. “Il roll out avverrà nel 2016”, assicura Kangas. Stiamo lavorando con Apple, Samsung e altri partner anche rispetto al tema dell’home banking”.