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Insurtech tra Italia e Svizzera: intensificare gli scambi potrebbe creare opportunità interessanti per l’intero settore

Lo studio del panorama insurtech italiano e svizzero è stato elaborato dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano e mira ad illustrare le cifre chiave del settore in entrambi i Paesi, operando un confronto delle dinamiche settoriali. “La Svizzera è un mercato che sta dando segnali importanti, da cui possiamo imparare in termini di proiezione internazionale e offerta variegata in diversi stadi della value chain. D’altro canto, le startup italiane si dimostrano più attente alla sostenibilità e aperte alla collaborazione con attori terzi” commenta il Responsabile Scientifico dell’Osservatorio, Marco Giorgino

Pubblicato il 24 Nov 2021

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Il mondo Insurtech italiano risulta dinamico e in fermento: nel 2021 sono 128 le realtà con sede principale in Italia o founder italiano, di cui il 66% è attiva nel Nord, mentre le restanti si dividono fra il Centro (16%), Sud (12%) ed estero (6%). Anche nel confronto con un ecosistema finanziariamente maturo come quello svizzero. La principale differenza sta nel fatto che le startup Insurtech italiane sono più pronte alla collaborazione con istituti finanziari (rispettivamente 49% e 37%), istituti non finanziari (37% e 31%), associazioni (15% e 9%), centri di ricerca (27% e 6%) e altre startup (10% e 3%); e più attive sul fronte sostenibilità: il 27% si impegna per una maggiore sostenibilità socio-economica (contro il 15% delle svizzere) e il 15% per quella ambientale (appena il 9% fra le elvetiche). Anche se, il 66% non sta comunque lavorando a nessun obiettivo di sviluppo sostenibile, percentuale che sale a 83% nel caso di quelle elvetiche che invece, mostrano una maggiore proiezione internazionale: il 49% opera nel resto d’Europa (contro il 37% delle italiane), il 37% in Asia (solo il 7% fra le italiane), un altro 37% in Africa (nessuna italiana), il 34% nelle Americhe (il 7% delle italiane) e il 45% in Oceania (contro il 4% delle italiane).

L’indagine “L’Ecosistema Insurtech tra Svizzera e Italia” dell’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano è stata presentata in occasione dell’evento “Swiss Fintech Day”, organizzato dall’Osservatorio e dall’Ambasciata di Svizzera in Italia per delineare le principali tendenze e le opportunità nell’ecosistema Svizzera-Italia in ambito Insurtech. Per poter confrontare l’ecosistema italiano con quello svizzero, sono state selezionate solo le 41 startup italiane e le 35 startup svizzere con il maggior focus Insurtech, escludendo le Techfin, le startup attive in settori adiacenti con interesse per il mondo Insurtech e quelle con founder italiano ma sede all’estero.

“L’innovazione digitale in ambito assicurativo è un fenomeno di dimensioni ancora non particolarmente rilevanti, con poche startup rispetto a quanto registrato nel Fintech, ma dal grande potenziale, dimostrato dall’entità dei finanziamenti ricevuti a livello globale, in media 1,4 volte più elevati rispetto proprio alle Fintech – commenta Marco Giorgino, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fintech & Insurtech – La Svizzera è un mercato che sta dando segnali importanti, da cui possiamo imparare in termini di proiezione internazionale e con un’offerta variegata e presente in diversi stadi della value chain. D’altro canto, le startup italiane si dimostrano più attente alla sostenibilità e aperte alla collaborazione con attori terzi. Intensificare gli scambi e le collaborazioni fra questi due ecosistemi potrebbe creare sinergie e opportunità interessanti di sviluppo per l’intero settore”.

Startup: in Italia più aperte alle collaborazioni, in Svizzera orientate alla proiezione internazionale

Fra i due Paesi c’è uno scambio intenso: il 46% delle startup svizzere opera in Italia e il 29% delle italiane è attivo in Svizzera. In entrambi gli ecosistemi, si osserva una marcata concentrazione in un’area del Paese, a Milano per le startup italiane (il 40%) e a Zurigo per quelle svizzere (il 54%). E le tecnologie più utilizzate sono le stesse: API (rispettivamente il 71% per le italiane e il 46% per le svizzere), Big Data Analytics (63% e 54%) e Artificial Intelligence (56% e 54%).

Una importante differenza è il target a cui si rivolgono. Le Insurtech italiane propongono le proprie soluzioni soprattutto ai singoli individui (85%) e agli attori non finanziari (76%), che sono entrambi serviti solo dal 43% delle startup elvetiche, più orientate invece verso gli attori finanziari (71%, contro il 63% delle italiane). In Italia, poi, il ramo assicurativo di riferimento è molto variegato, con una startup su due con orientamento trasversale a molti comparti (49%) e un sostanziale equilibrio fra i singoli settori (29% salute, 27% casa, 27% vita e 27% professionale). In Svizzera, invece, ci si concentra sui settori auto (40%) e casa (20%) o su soluzioni trasversali (37%).

Se si guarda alle attività della value chain, le startup di entrambi i Paesi sono attive soprattutto nella vendita, gestione e sottoscrizione dei contratti (86% le svizzere, 76% le italiane). Oltre una Insurtech elvetica su due si occupa anche di product development (54%) e gestione sinistri (54%), più di un terzo di attività di back-office (37%); mentre in Italia le altre attività sono secondarie: il 41% si focalizza sulla gestione sinistri, un quinto lavora a product development (20%), back office (22%) e asset management (20%).

Immagine fornita da Shutterstock

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