Uber (come Tesla) pensa a criptocurrency per gestire i pagamenti

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Seguire l’esempio Tesla? Si potrebbe anche fare. Ma per ora non si fa (leggi: Tesla guarda a Bitcoin non solo come un investimento, ma come alternativa nei pagamenti). Il CEO Uber, Dara Khosrowshahi, non volta le spalle alla possibilità che la società possa un giorno acquistare bitcoin con contanti aziendali, come fatto dall’azienda di Elon Musk. Ma per il momento la esclude. Lo ha riferito lui stesso alla Cnbc, puntualizzando che Uber prenderebbe comunque in considerazione l’accettazione di criptovalute come pagamento.

Il commento è arrivato qualche giorno dopo che Tesla ha annunciato di aver acquistato 1,5 miliardi di dollari di bitcoin con contanti tratti dal suo bilancio e di voler iniziare ad accettare la moneta digitale come pagamento per i suoi prodotti. Le mosse di Musk hanno attirato l’attenzione di Wall Street e alcuni si sono chiesti se la decisione del produttore di veicoli elettrici possa rivelarsi un punto di svolta nelle modalità di adozione delle criptovalute.

“Ipotesi rapidamente respinta”

Il confronto con Khosrowshahi si è tenuto nel corso di un’intervista su “Squawk Box”, durante la quale una domanda è inevitabilmente caduta sulla mossa di Tesla. ″Se saremmo disposti a fare un’azione simile? – ha commentato l’ad di Uber – Ne abbiamo parlato, ma l’ipotesi è stata rapidamente respinta”. “Terremo al sicuro i nostri soldi. Non siamo nel business della speculazione ”, ha aggiunto. “Il vantaggio della nostra azienda è nel business che abbiamo costruito, non negli investimenti ”. Al 31 dicembre, Uber ha riferito di avere 5,65 miliardi di dollari di liquidità e mezzi equivalenti, insieme a 1,18 miliardi di dollari di investimenti a breve termine.

Khosrowshahi, che ha assunto la carica di amministratore delegato di Uber nel 2017 , ha lasciato aperta la possibilità che il fornitore di servizi di trasporto e consegna di cibo possa in futuro accettare le criptovalute come pagamento.
“Proprio come accettiamo tutti i tipi di valuta locale, esamineremo la criptovaluta e il bitcoin in termini di valuta da negoziare”, ha detto. “E’ un strumento che va bene per gli affari. Va bene per i nostri dipendenti e per i nostri clienti. Lo esamineremo sicuramente e se c’è un vantaggio, se ne esiste l’esigenza, lo faremo. Non lo faremo però come parte di una promozione”.

Fra sostenitori e detrattori

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In questi giorni, intanto, Mastercard ha annunciato l’intenzione di aprire la sua rete ad alcune criptovalute, una mossa che il gigante delle carte di credito ha detto consentirà a consumatori e commercianti di “effettuare transazioni in una forma di pagamento completamente nuova”. Mastercard aveva già consentito ai clienti di eseguire alcune transazioni con criptovalute, ma avvenivano al di fuori della rete formale dell’azienda.
Un’altra società finanziaria a dare peso alle criptovalute è BNY Mellon, che ha dichiarato che lancerà una divisione di asset digitali entro la fine dell’anno. La notizia ha fatto scattare un aumento delle azioni della banca più antica d’America.

Alcuni scettici si preoccupano invece dei rischi di volatilità del bitcoin, che ha goduto di una corsa enorme negli ultimi mesi sino a scambiare a oltre 48.000 dollari per moneta, massimo storico. Un anno fa, il bitcoin veniva scambiato a meno di 11.000 dollari. Sebbene il bitcoin abbia visto una maggiore adozione istituzionale ultimamente, alcuni credono ancora che ci sia ancora troppa incertezza sul suo futuro.

Come Uber, anche il Cfo di PepsiCo Hugh Johnston ha detto alla Cnbc di aver discusso in azienda l’ipotesi dell’acquisto di bitcoin. “La conclusione cui siamo giunti abbastanza rapidamente è che il bitcoin rischia di essere troppo speculativo per il modo in cui gestiamo il nostro portafoglio di liquidità, ha affermato Johnston.

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