La borsa di studio PayTipper per la ricerca AIRC - Pagamenti Digitali
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La borsa di studio PayTipper per la ricerca AIRC

Redazione

La borsa di studio PayTipper a sostegno della ricerca sulla leucemia insieme ad AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro va quest’anno alla ricercatrice Vanessa Zurli dell’Università degli Studi di Siena. 

Il premio che rappresenta un aiuto alla ricerca oncologica è anche un riconoscimento per lo studio sulla leucemia linfatica cronica (LLC), il tipo di leucemia più comune nei paesi occidentali. In particolare Vanessa Zurli è una ricercatrice di 29 anni che sta lavorando a un progetto di ricerca dal titolo “Movimento dei granuli litici nei linfociti T citotossici: studio della sua regolazione in cellule sane e in quelle di pazienti affetti da LLC”.

Nel video che segue Vanessa spiega  che la borsa di studio finanziata da PayTipper è un importante sostegno per il proseguimento dei suoi studi sulla leucemia linfatica cronica. Obiettivo della ricerca è quello di comprendere come le cellule malate riescano ad evadere le risposte del sistema immunitario, così da poter individuare nuovi bersagli da utilizzare per sviluppare terapie anti-tumorali più efficaci di quelle attuali.

 

La campagna di donazione sostenuta da PayTipper

La borsa di studio “PayTipper”  prevede una forma di finanziamento che sfrutta la campagna di donazione che si è svolta dal 5 settembre al 5 ottobre 2016. in quel periodo, ogni pagamento di bollettini postali e bancari, (Mav, Rav e bollettini Freccia) effettuato attraverso le reti a marchio Punto Puoi e Sermetra e tramite il sito web PagaComodo, ha generato grazie all’impegno dell’istituto di pagamento una donazione di 5 centesimi di euro per i versamenti fatti nel canale tradizionale e di 10 centesimi di euro per quelli fatti tramite il canale online PagaComodo.

AIRC e la ricerca oncologica

AIRC sostiene da oltre cinquant’anni i progressi della ricerca oncologica finanziando progetti di ricerca e borse di studio per i migliori scienziati in Italia. Nel 2017, l’Associazione e la sua Fondazione hanno destinato 102 milioni di euro al finanziamento di 602 progetti di ricerca e 78 borse di studio. Circa 5.000 ricercatori, di cui il 52% con meno di 40 anni, possono così lavorare in laboratori di università, ospedali e istituzioni di ricerca in tutta Italia, prevalentemente in strutture pubbliche, con un beneficio tangibile per i sistemi della ricerca e della sanità del nostro Paese.

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