Fintech, la PSD2 servirà (anche) per gestire al meglio la contabilità aziendale - Pagamenti Digitali
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Fintech, la PSD2 servirà (anche) per gestire al meglio la contabilità aziendale

Siamo ormai alla vigilia dell’attuazione della PSD2 (Payment Service Directive 2), la direttiva europea sui pagamenti che il 13 gennaio 2018 vedrà terminare quel “processo di transizione”, iniziato ormai due anni fa. In quella data, infatti, gli Stati Membri dovranno recepire definitivamente all’interno dei propri ordinamenti l’intervento 2015/2366/UE (noto appunto come PSD2) e trasformarlo in legge. In Italia questo procedimento sembra procedere senza intoppi e, anzi, proprio da qui, potrebbero nascere rilevanti opportunità di business, in grado di accelerare il processo di innovazione nel settore finanziario.

Tutto nasce da un parere, approvato il 25 ottobre scorso in Commissione Finanze alla Camera, sullo schema di decreto legislativo che recepisce proprio la direttiva 2015/2366. Nello specifico viene fatta richiesta al Governo di valutare la possibilità di integrare lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva inserendo “misure per favorire la prestazione di servizi di pagamento da parte di imprese startup innovative”. In altre parole, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, tramite un decreto, dovrà adottare una serie di norme volte a potenziare i servizi di pagamento da parte delle startup innovative.

In gioco c’è la possibilità di migliorare il controllo delle proprie risorse da parte delle aziende. Perché così sarà possibile dar vita a pagamenti tra imprese in maniera sempre più rapida, sicura, oltre che più facilmente tracciabile. Anche secondo Carlo Gualandri, CEO e founder di Soldo, la direttiva porterà efficienza nelle gestione dei pagamenti aziendali: «Questo punto rappresenta forse l’impatto più significativo della direttiva sull’economia europea perché consente di sviluppare forme di automazione delle transazioni con una riduzione degli sprechi in termini di tempo e denaro legati a processi oggi ancora gestiti in forma manuale. E potrebbero esserci vantaggi anche a livello di gettito fiscale».

E a beneficiarne potrebbero essere proprio le aziende come Soldo che hanno puntato forte sul business dei pagamenti elettronici, realizzando, per esempio, servizi pensati per monitorare le transazioni di denaro online da parte delle aziende. Soldo, infatti, è la soluzione basata su carte prepagate business per le aziende che permette di creare carte fisiche e virtuali per i dipendenti e i dipartimenti con formule di ricarica online a costo zero. La piattaforma consente di effettuare pagamenti, di ricevere notifiche di ogni movimento e di controllare quanto è stato speso con la creazione di specifici report.

In conclusione, è importante sottolineare come, in Italia, il tema dei pagamenti digitali, sia particolarmente sentito. Nei giorni scorsi il Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha annunciato il lancio di un tavolo di lavoro dedicato al tema dei pagamenti. Il vice ministro dell’Economia e delle Finanze Luigi Casero, nel messaggio inviato al confronto tra politici e imprese da “L’Italia nel sistema competitivo europeo” promosso dall’Associazione Italiana Prestatori di Pagamento (Apsp) nell’ambito dell’ultima edizione del Salone dei Pagamenti ha detto: «In Italia ci sono le condizioni per favorire lo sviluppo di nuovi business che rispondano all’evoluzione degli stili di vita e dei consumi dando impulso alla crescita economica. Le soluzioni devono essere anche l’esito di un confronto serrato tra istituzioni, imprese e rappresentanti dei consumatori. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha istituito per questo un tavolo tecnico che, simbolicamente, parte in coincidenza con l’evento nazionale dedicato ai pagamenti digitali, infrastruttura decisiva per la nuova economia».

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