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Elon Musk vuole portare Twitter nei pagamenti digitali

Lo ha dichiarato durante un incontro con gli inserzionisti. Secondo i piani del magnate della Tesla, in futuro gli utenti potranno inviare denaro ad altri utenti tramite la piattaforma e, in seguito, forse anche aprire un conto agganciato al mercato monetario ad alto rendimento, così da essere incentivati a spostare i loro soldi su Twitter [...]
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Durante un incontro in diretta streaming con gli inserzionisti di Twitter, ospitato su Twitter Spaces lo scorso 9 novembre, Elon Musk ha dettagliato la sua visione per il piano di Twitter di entrare nel mercato dei pagamenti. Il nuovo proprietario del social network ha ipotizzato che, in futuro, gli utenti potranno inviare denaro ad altri utenti tramite la piattaforma e, in seguito, forse, aprire anche un conto bancario ad alto rendimento, ancorato al mercato monetario, così da essere incoraggiati a spostare i loro soldi su Twitter.

Secondo il New York Times, Twitter ha già presentato i documenti per richiedere la registrazione nell’albo degli operatori abilitati all’elaborazione e intermediazione dei pagamenti. Il rapporto cita la pratica avviata da Twitter presso il Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) del Dipartimento del Tesoro.

Musk ha spiegato come la verifica a pagamento, che Twitter sta implementando ora con il suo rinnovato abbonamento Twitter Blue potrebbe aprire la strada a un sistema di pagamenti sulla sua piattaforma.

Da Twitter Blue al conto

Twitter sta apportando modifiche fondamentali all’architettura tecnologica per supportare meglio i video. Starebbe infatti lavorando su una funzione “Paywalled Video” che consentirebbe ai creatori di video di addebitare una quota per l’accesso ai loro contenuti. Ciò suggerisce che Twitter potrebbe muoversi in uno spazio in cui potrebbe cercare di competere più direttamente con vari fornitori di video di social media, come TikTok, Instagram Reels, YouTube Shorts e altri, nel più ampio contesto della cosiddetta  Creation Economy. I creatori potrebbero quindi beneficiare di un saldo attivo a valere sui “conti Twitter”, in conseguenza di una monetizzazione dei propri contenuti.

Secondo Musk, il programma di verifica a pagamento di Twitter aiuterebbe lo sviluppo del suo piano per i pagamenti, perché chiunque si sia iscritto a Twitter Blue sarebbe già stato verificato dal “sistema di pagamento convenzionale”. Gli abbonati di Twitter Blue, infatti, devono registrarsi utilizzando una carta di credito o di debito e far elaborare i loro pagamenti attraverso il sistema di acquisto in-app degli app store, che aiuta a combattere le frodi.

Musk ha poi spiegato come questo sistema di pagamenti potrebbe scalare, dicendo che, una volta che gli utenti hanno ottenuto un saldo di cassa, Twitter potrebbe spingerli a spostare quei soldi sulla sua piattaforma. Potrebbe esserci anche una piccola donazione agli account degli utenti per iniziare. Successivamente, l’utente potrebbe spostare i propri soldi fuori da Twitter trasferendoli su un conto bancario autenticato, ha aggiunto Musk.

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L’insieme delle due possibili proposizioni di valore “annunciate” (verbo volutamente posto tra doppi apici, quando si citano espressioni di Musk), conti bancari ad alto rendimento e “conti Twitter” a supporto della monetizzazione di contenuti, potrebbe il social network a diventare un concorrente del conto di risparmio recentemente lanciato da Apple per i suoi titolari di carte, di varie fintech o di altri fornitori di pagamenti, come PayPal e Venmo, che incoraggiano i loro utenti a mantenere i saldi di cassa all’interno dei propri ecosistemi.

Musk, tuttavia, non ha concesso alcun dettaglio sui piani per le criptovalute, anche se The Information ha riferito che anche questo dovrebbe far parte del suo nuovo sistema di pagamenti.

Roberto Garavaglia – Coordinatore scientifico PagamentiDigitali.it, Innovative Payments and blockchain Strategic Advisor

Twitter Payment … o Twitter ID?

“È prematuro dire se Elon Musk voglia davvero competere nel settore dei pagamenti innovativi, adottando modelli di business tradizionali, quali i medesimi adottati dalla concorrenza che opera sia nel settore della Creation Economy sia in quello dei social payments, o gli stessi attuati da altre fintech. Credo, invece, che puntare sull’acquisizione di un dato di identificazione qualitativamente certo, come quello che si ottiene nel momento in cui viene chiesto di verificare le subscription Twitter Blue, metta in condizione Twitter di avere un’enorme base di informazioni attendibili, utili a gestire un sistema d’Identità Digitale e attributi, tale da far rabbrividire. Una sorta di “Verified by Twitter” che qualificherebbe una proposizione con mire ben più profonde, rispetto a una semplice gestione dei pagamenti e delle monetizzazioni. Un orizzonte che potrebbe lambire anche i confini della finanza decentralizzata e delle cripto-economie. Per quanto paradossale possa apparire, avremmo un gigantesco gestore di Identità Digitale e attributi centralizzato (modello web1) … che mira a gestire il business web3.”

Quanto è fondato il piano di Musk sui pagamenti digitali?

Elon Musk

Occorre considerare, tuttavia, che qualsiasi idea sbandierata da Musk in questo momento potrebbe essere successivamente abbandonata, modificata o completamente rinnovata. Twitter, infatti, sta entrando in un’era sperimentale e gran parte di ciò che afferma Musk è in lavorazione, è solo l’idea del giorno, e non necessariamente uno sguardo alla road map di Twitter.

La mossa di entrare nel business dei pagamenti, comunque, si lega al piano più ampio di Musk di trasformare la piattaforma di social media in una “super app” chiamata “X”. Mentre quel piano oggi è ancora abbastanza vago, la sensazione generale è che Musk miri a combinare pagamenti, social network, intrattenimento e altre “asset relazionali” in un’unica esperienza, similmente al cinese WeChat.

Musk, come è noto, ha già grande esperienza nei pagamenti, avendo fondato una delle prime società di pagamenti digitali, “X.com”, trasformatasi in PayPal a seguito della fusione con la concorrente Confinity, avvenuta nel 2000. Le sue idee sui pagamenti di Twitter, tuttavia, potrebbero non essere state ben accolte dagli inserzionisti, che sono già preoccupati per l’impegno a lungo termine verso i loro obiettivi, dato il passaggio dell’azienda agli abbonamenti che segnala il desiderio di ridurre la dipendenza dalla pubblicità. Musk ha cercato di placare questi timori dichiarando che Twitter sta pensando di proteggere la sicurezza del marchio degli inserzionisti a lungo termine, non solo alla sua capacità di guidare le vendite a breve termine.

 

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