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Data governance: i 5 errori da non commettere nel mercato finanziario

Iconsulting illustra le situazioni che impediscono di implementare con successo questa strategia, creando valore dai dati. Ecco quali sono gli ostacoli da superare [...]
Data governance: i 5 errori da non commettere nel mercato finanziario
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Quando si adotta la Data governance, ci sono cinque errori molto diffusi che imprese e organizzazioni del mercato finanziario dovrebbero evitare di commettere.

Iconsulting illustra le situazioni che impediscono che l’implementazione di questa strategia abbia successo.

La data governance nel mercato finance

Il mondo del finance sta affrontando le sfide di una trasformazione tecnologica che non ha eguali. Ma per offrire risposte alle necessità di un mercato che evolve, l’azienda di consulenza italiana, dedicata alla creazione di valore partendo dai dati, assume un ruolo fondamentale la Data governance.

Consente di disporre di dati affidabili e sicuri e di mitigare i rischi, tagliando le inefficienze. Inoltre la Data governance favorisce i processi di decision-making e sfrutta le innovazioni in maniera efficace.

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“In un mondo sempre più orientato verso i dati, l’attuazione di metodi e processi che consentano una corretta gestione degli stessi offre alle aziende un concreto vantaggio competitivo”, commenta Giulio Aragiusto, Advisory Practice Manager di Iconsulting.

“Da sempre supportiamo ed accompagniamo le realtà più attente ai dati in questo iter che deve essere necessariamente inteso come percorso graduale e incrementale basato sui principali bisogni dell’organizzazione”, conclude Aragiusto.

I 5 errori da evitare

I cinque errori più diffusi che le aziende dell’ambito finance potrebbero commettere mentre adottano un metodo agile ed efficace, sono i seguenti:

  • circoscrivere la Data governance all’IT: concentrarsi solo su soluzioni software, potrebbe vuol dire tralasciare la gestione della parte organizzativa, culturale e di approccio al cambiamento;
  • definire “progetto” la Data governance: serve una rivoluzione culturale, da iniettare in ogni business unit, per rendere i dati un asset cruciale nelle attività quotidiane;
  • costruire un framework troppo teorico: un eccessivo gap nel day-by-day fra metodologie, policy e regole, da un lato e attuazione pragmatica, dall’altro, potrebbe provocare un ritorno ai vecchi schemi;
  • avviare un cambiamento globale: un’unica grande iniziativa alza il rischio di fallimento;
  • limitare la Data governance alla compliance normativa: vuol dire rinunciare a cogliere nuove opportunità e minimizzare i benefici offerti dal data management.
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