La Carta del Turista … anche solo virtuale (Seconda Puntata) – Il futuro è alle porte - Pagamenti Digitali
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La Carta del Turista … anche solo virtuale (Seconda Puntata) – Il futuro è alle porte

Roberto Garavaglia

Prosegue la miniserie dedicata alle Carte del Turista iniziata su PagamentiDigitali la scorsa settimana.
Nella prima puntata ho mostrato i risultati di una disamina fatta sui dati quali-quantitativi del settore; in questo articolo mi soffermerò sull’analisi delle possibili strategie di sviluppo, valutando, secondo una matrice “tecnologia-servizi”, quali potranno essere le innovazioni in questo campo.
 

Scenari evolutivi possibili

Anche in questo caso, come già fatto nel primo appuntamento della trascorsa settimana, ritengo opportuno classificare quelle che, a mio avviso, possono essere le direttrici di sviluppo, individuando i seguenti driver: driver tecnologici, driver di servizio.
 

I driver tecnologici

Per quanto concerne la tecnologia, la Carta del Turista virtuale può “smaterializzarsi” all’interno dei seguenti dispositivi “contenitori”:

  1. Hand-held device
    Quali ad esempio il cellulare, il tablet o una consolle di giochi;
  2. Wearable device
    Qui il panorama lascia spazio all’immaginazione: da braccialetti/anelli/abiti, sino ad arrivare ai Google Glass.

Per permettere l’interazione (e quindi l’utilizzo) della Carta virtuale con i terminali di accettazione dislocati sul territorio (siano essi terminali POS, piuttosto che PC/tablet o smartphone), la tecnologia comune ad ambedue in “contenitori” può essere una tecnologia di prossimità, che sfrutti ad esempio:

  • NFC[1]
    Per gli Hand-held device;
  • BLE[2] (fra cui “beacons”)
    Per tutti e due i “contenitori”;
  • QR Code
    Per tutti e due i contenitori (nel secondo caso, ovviamente solo quegli strumenti che posseggono una videocamera incorporata, come è il caso di Google Glass);
  • Geofencing
    Particolarmente indicato per la prima tipologia di dispositivo.

A onor del vero va detto che, anche per i Wearable Device “passivi” (ossia quelli non autoalimentati), la possibilità di dialogare con un cellulare tramite tecnologie RF di prossimità, permetterebbe di adottare un paradigma mutuato dall’IoT (Internet delle Cose), che vede nel dispositivo mobile un centro-stella, in grado di condividere con gli oggetti passivi le proprie risorse e fungere da gateway.

Nel caso di dispositivi hand-held è necessario prevedere una specifica applicazione di Digital Wallet, all’interno della quale risiede la nuova Carta del Turista. Il “luogo sicuro” del Digital Wallet dove ospitare la carta, potrebbe essere:

  • la SIM del telefonino o del tablet
  • il dispositivo hand-held stessso;
  • una micro-SD;
  • il cloud.

Mi soffermo in particolare su quest’ultima opportunità rappresentata dalla virtualizzazione della Carta nel cloud.
In questa declinazione, penso che possa ritrovarsi la maggiore concentrazione di interesse e potenzialità, sviluppata nel contesto tecnologico ed operativo supportato dall’HCE (Host Card Emulaion), di cui ho parlato in un mio precedente articolo di novembre 2013.
Con l’HCE è infatti possibile sviluppare applicazioni di Carta del Turista virtuali su uno smartphone NFC enabled e individuare nel cloud il luogo in cui mantenere le quantità di sicurezza necessarie all’impiego dello strumento.
Il ricorso all’HCE, come vedremo anche più avanti, facilita altresì la user experience del turista nell’intero ciclo di vita della carta (che, nel caso del turista, coincide temporalmente con il proprio viaggio).
 

Il driver dei servizi

Continuando la disamina della matrice predetta, vengo ora a classificare la Carta del Turista virtuale sotto il profilo dei servizi innovativi offerti all’ospite prima, durante e dopo il proprio soggiorno.

La premessa è, ovviamente, quella di pensare a una Carta del Turista virtuale multi-servizio; un pensiero, peraltro, supportato anche dai risultati dell’analisi condotta sul comparto attuale delle Carte del Turista, che ho mostrato nella precedente puntata e che indica nei prodotti multi-servizio integrati sullo stesso strumento, una percentuale superiore al 75% delle carte in circolazione.

Anche in questo caso ho segmentato i servizi secondo lo schema seguente:

  1. Acquisto della Carta (servizio offerto prima del viaggio);
  2. Utilizzo della Carta durante il soggiorno
    Per precisione occorre dire che con “utilizzo della carta” intendo significare sia l’impiego della singola funzionalità (p.e. l’accesso ad un monumento) sia l’insieme integrato di più funzioni (p.e. il trasporto su un mezzo pubblico per raggiungere un luogo tematico, l’accesso al medesimo e l’acquisto di prodotti tipici del luogo stesso, presso esercizi commerciali convenzionati ivi ubicati);
  3. Utilizzo della Carta al rientro del viaggio
    In questo caso mi riferisco all’impiego della Carta del Turista virtuale, per proseguire l’esperienza vissuta durante la vacanza, in un contesto relazionale pregresso (ossia quello tipico del turista al rientro del proprio viaggio).

Per quanto concerne il primo segmento d’interesse (Acquisto della Carta) e il secondo (Utilizzo della Carta durante il soggiorno) è possibile avere:

  1. Acquisto e impiego in mobilità,
    tramite un cellulare (o un tablet) nel quale è installata un’applicazione di Digital Wallet; il Wallet in questione, può – a propria volta – contenere una carta di credito usata per l’acquisto della Carta del Turista virtuale.
  2. Acquisto online e impiego in mobilità,
    ossia un prodotto che può essere acquistato via internet e successivamente caricato nel Digital Wallet presente sul dispositivo mobile (cellulare o tablet), mediante il quale il turista utilizzerà lo strumento;
  3. Acquisto offline e impiego in mobilità,
    ossia un prodotto che può essere acquistato presso un esercizio convenzionato e che successivamente viene attivato (o caricato) sul Digital Wallet del dispositivo mobile, mediante il quale il turista utilizzerà lo strumento.

Nel primo caso, è utile specificare che, qualora il “contenitore” tecnologico fosse un dispositivo wearable, mutuando il caso d’uso applicabile nell’IoT, lo smartphone permette di rendere fruibile il wallet per l’acquisto della Carta del Turista virtuale, fungendo al tempo stesso da “gateway” per i wearable objects passivi, nella fase di utilizzo.

Nel secondo caso, se il “contenitore” tecnologico fosse uno smartphone, sarebbe possibile prevedere – ad esempio – lo sviluppo di un’applicazione che sfrutta appieno l’HCE: l’acquisto della Carta Virtuale avviene via internet (a titolo prettamente esemplificativo all’interno di un servizio di marketplace o, perché no, … anche all’interno dell’Home Banking di una banca particolarmente innovativa) ed il provisioning dell’applicazione si realizza tramite il cloud. Con lo smartphone NFC enabled, il turista potrà poi interagire in prossimità con i terminali di accettazione, selezionando di volta in volta (o automaticamente, se previsto) il servizio necessario.
In verità, è corretto dire che con l’HCE si potrebbe realizzare anche il primo caso d’uso (Acquisto ed impiego in mobilità).

Per il terzo caso (Acquisto offline ed impiego in mobilità), l’acquisto presso uno specifico luogo convenzionato, può altresì prevedere la consegna (o il noleggio) di un dispositivo wearable che il turista indosserà per tutto il suo viaggio.

Per quanto attiene il solo utilizzo, la Carta del Turista virtuale può offrire un’esperienza più ricca, laddove l’applicazione residente sul telefonino, per esempio, sia in grado di proporre e suggerire precorsi tematici particolari – nei quali poter sfruttare anche la realtà aumentata – in funzione sia delle preferenze espresse dal turista sia del luogo contestuale in cui egli si ritrova (grazie alla geolocalizzazione).

Qualora ai percorsi suggeriti fosse altresì applicata una sorta di “logica premiante” definita, per esempio, dall’ente turistico locale o da un’associazione delle strutture ricettive, l’ospite in transito potrebbe “segnare” il proprio passaggio, facendo interagire il telefonino con il punto d’interazione preposto al fine. Le meccaniche promozionali attuabili, potrebbero prevedere anche il conseguimento di obiettivi remunerati con una valuta virtuale (punti) spendibile all’interno della medesima cerchia attrattiva.

Naturalmente, anche l’impiego congiunto (e saggio) delle reti sociali, potrebbe trasformare i percorsi tematici in autentici “percorsi esperienziali”, per il quali la Carta del Turista virtuale fungerebbe da catalizzatore, sapendo coniugare domanda e risposta in quel terreno “tecnologicamente pronto” di nuova fertilità relazionale, cui mi riferivo nell’incipit della prima puntata. Un campo nel quale, la tecnologia è un “abilitatore di relazioni”.

Con una Carta del Turista virtuale, è possibile dunque offrire un’esperienza che non si esaurisce nel mero arco vacanziero, ma che precede e continua l’evento, portando di là dai confini temporali, come vedremo più avanti, il percorso cognitivo e di condivisione emozionale di una comunità ben più ampia.

Ho posto, volutamente, l’accento su “conoscenza” ed “emozioni”, a mio avviso due lati di una stessa medaglia, o, per meglio dire, di un’unica moneta, quella moneta che è al tempo stesso mezzo di scambio e di accumulo, per un’esperienza metaculturale (e qui il riferimento alla valuta virtuale cui prima alludevo, non è un caso …).

Con ciò siamo arrivati al terzo ed ultimo segmento d’interesse (Utilizzo della Carta al rientro del viaggio), e, sulla base di quanto vi ho proposto sino ad ora, è gioco facile intuire come tale “ultimo atto” possa beneficiare dell’impiego di una Carta del Turista virtuale.

Il viaggiatore appena rientrato, potrà protrarre le sensazioni esperienziali fatte condividendole con amici e parenti, ricreando un luogo virtuale ex post nel quale rivivere le proprie emozioni. Ecco allora che, il medesimo strumento impiegato durante il viaggio, diviene un insostituibile “attrezzo del pensiero” un “supporto memoriale” con il quale interagire, scoprendo in un percorso metacognitivo percezioni nuove e spendibili a supporto di un prossimo viaggio.

 

Anche questa seconda puntata volge al termine. Nel prossimo articolo di questa miniserie dedicata al turismo digitale, vi parlerò di come una possibile ulteriore evoluzione della Carta del Turista virtuale, possa conferire alle economie locali un beneficio tangibile.

Alla prossima settimana.
 

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NELLA PROSSIMA PUNTATA

Limiti e potenzialità delle City Card.

Chi può emettere una Carta del Turista virtuale di pagamento in moneta elettronica.

Come realizzare un circuito di pagamento locale integrato con la Carta del Turista virtuale.

Quali vantaggi per l’ospite e per il territorio possono emergere in un circuito di pagamento locale associato all’impiego della Carta del Turista virtuale.

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NOTE

[1] NFC: Near Field Communication

[2] BLE: Bluetooth Low Energy

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