Google rilancia nella sfida con Apple sui pagamenti: 50 milioni per Softcard - Pagamenti Digitali
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Google rilancia nella sfida con Apple sui pagamenti: 50 milioni per Softcard

Ilaria Faiella

Google starebbe provando ad acquistare per 50 milioni di dollari Softcard, azienda specializzata in pagamenti NFC (Near Field Communication) posseduta da At&t, Verizon Wireless e T-Mobile Usa, sfruttando il vantaggio sinergico dell’appoggio degli operatori di telecomunicazioni nella guerra contro il sistema di Apple.

Fonti citate dal Wall Street Journal, che ha reso nota la trattativa, dicono che la volontà dei fondatori di GoogleLarry Page e Sergey Brin, è di “sfidare la compagnia di Cupertino sul suo stesso terreno”.

Questa di Google, infatti, sarebbe una mossa difensiva visto che Apple nello scorso novembre ha rilasciato il suo sistema di pagamento mobile, Apple Pay, che ha ricevuto già dalle prime ore di vita un notevole consenso da parte degli utenti.

Dopo il debutto di Apple Pay, infatti, il mercato dei pagamenti mobile sta crescendo oltre ogni previsione: dai 12,8 miliardi di dollari del 2012 si prevede di raggiungere i 90 miliardi del 2017, con un incremento del 48% del transato che potrebbe addirittura arrivare a 142 miliardi nel 2019, come stimato dagli analisti.

Per far fronte a questa crescita dei pagamenti mobile e per assicurarsi un posto da degno avversario della casa di Cupertino, Google ha quindi pensato di cercare la collaborazione diretta delle compagnie telefoniche per evitare gli ostacoli che hanno causato l’arenarsi del suo Wallet in questi mesi. Attualmente la soluzione Softcard è utilizzata in 200 mila punti vendita statunitensi ed è disponibile per gli smartphone che utilizzano sistema operativo Android e Windows Phone.

 

L’unione fa la forza

Creata proprio dalle aziende di Telecomunicazioni come contro-mossa al Wallet, Softcard non è riuscita a far breccia nel cuore dei consumatori tanto che la società è già stata costretta a un ridimensionamento del personale, con il licenziamento di 60 dipendenti e un bilancio in rosso di 15 milioni di dollari ogni mese.

La soluzione per entrambe potrebbe risiedere proprio nel superamento gli attriti del passato, che non hanno dato luogo a una doppia vittoria, e consentirebbero di far fronte comune contro Apple. Da non sottovalutare è, anche, l’azione che il motore di ricerca sta intraprendendo negli Stati Uniti cercando di entrare nel mercato della telefonia mobile come MVNO.

Nel caso in cui le partnership con T-Mobile e Sprint dovessero andare a buon fine, anche il mercato della telefonia cellulare subirebbe profonde trasformazioni con notevoli ripercussioni sull’andamento dei pagamenti da mobile.

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