Nasce “Dock”: Banca Carige e Ibm alleati sulla digital transformation - Pagamenti Digitali
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Nasce “Dock”: Banca Carige e Ibm alleati sulla digital transformation

Ottimizzare e innovare grazie alla digital transformation le procedure informatiche e la gestione delle infrastrutture tecnologiche del Gruppo Carige tramite una newco, “Dock”, che nasce dalla partnership strategica tra Ibm e l’istituto bancario. A presentare l’accordo in una conferenza stampa sono stati Paolo Fiorentino, Ad di Banca Carige, Enrico Cereda, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia, alla presenza del sindaco di Genova Marco Bucci e del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

La newco, operativa dal primo giugno, ha sede a Genova, conta su 173 professionisti, di cui 133 specialisti provenienti da Banca Carige e 40 da Ibm e prevede nuove assunzioni nell’ambito del suo programma di crescita, in vista delle quali Dock sta collaborando con l’Università di Ingegneria di Genova per la preparazione e selezione delle nuove competenze professionali necessarie. A guidare la società con il ruolo di Ad è Paolo Sangalli.

L’accordo durerà 10 anni e “rafforza e consolida la partnership tra le due aziende attraverso la realizzazione di un programma di trasformazione, che garantirà la razionalizzazione dei costi per l’Istituto ligure e sosterrà le strategie di crescita e diversificazione della Banca con soluzioni digitali avanzate e competitive”, spiega una nota congiunta.  L’accordo fa parte di un processo di riorganizzazione più generale di Banca Carige, che conta su oltre 500 anni di tradizione, con 519 filiali e oltre 1 milione di clienti, nell’ambito del piano Industriale 2017-2020. Rispetto agli obiettivi del piano l’ottimizzazione delle applicazioni e la maggiore flessibilità in un’ottica di trasformazione verso la banca digitale, “sono – spiega la nota – la condizione necessaria per rispondere alle nuove esigenze di business. Il programma di trasformazione, in particolare, prevede l’introduzione di tecnologie innovative, metodologie big data, analytics e strumenti cognitivi, con l’obiettivo di migliorare la competitività commerciale della Banca”.

Grazie alle innovazioni introdotte da Dock Banca Carige mira nello specifico a ottimizzare i costi, attraverso un processo di trasformazione digitale dell’infrastruttura tecnologica della Banca con l’evoluzione verso un modello “IT ibrido” e una progressiva migrazione di carichi di lavoro negli ambienti cloud; a trasformarsi verso il modello di una “banca di nuova generazione”, agile nel rispondere al cliente, creativa e aperta a collaborazioni innovative nel settore; a sviluppare un’offerta di servizi innovativi attraverso l’automazione dei processi delle filiali, anche con l’utilizzo esteso della robotica e l’evoluzione delle competenze dei suoi operatori come consulenti finanziari. Tutto questo con una costante attenzione alla continuità operativa, alla sicurezza delle operazioni e alla conformità con l’ambiente normativo.

“La partnership con Ibm – spiega Paolo Fiorentino – rappresenta una svolta importante e un nuovo punto di partenza per Banca Carige. Con sempre maggiore energia potremo concentrarci sulla nostra attività tradizionale di banca commerciale e, grazie ad un partner internazionale di primissimo standing, raggiungere standard elevati di efficienza dei processi di business, all’avanguardia nel settore bancario. Potremo avvalerci di soluzioni sempre più innovative, grazie all’importante capacità di investimento di Ibm per lo sviluppo di nuove tecnologie. Siamo onorati di poter condividere l’avvio di questa partnership, che crea valore sul nostro territorio di riferimento, alla presenza delle più importanti istituzioni locali. Il nome scelto per la newco, ‘Dock Joined in Tech’, mette insieme le diverse anime delle nostre aziende: dock, che richiama il legame di Genova e della Banca con il mare e con le attività produttive e di servizi ad esso collegate, si unisce alla tecnologia e al fintech per rinnovarsi e innovare, al passo coi tempi”.

“Con questa nuova alleanza – aggiunge Enrico Cereda (nella foto a fianco)- nasce un percorso che porta il settore bancario verso un futuro ricco di nuove competenze professionali e di opportunità oggi offerte dall’innovazione e dal progresso tecnologico. Ibm Italia è orgogliosa di accompagnare una delle più antiche Istituzioni finanziarie del Paese lungo la strada della trasformazione digitale”.

“Uno dei principali obiettivi di questa Amministrazione è quello di riuscire a portare in città nuovi investitori che possano aiutare lo sviluppo dell’economia di Genova – sottolinea Marco Bucci – Questa nuova collaborazione tra Ibm e Banca Carige è l’esempio di partnership che può aiutare a far crescere una delle eccellenze della nostra città. Spero che nuove aziende possano prendere esempio da Ibm e scegliere Genova per nuovi investimenti”.

“La Regione è fortemente impegnata nello sviluppo dell’hi-tech e dell’innovazione digitale sul territorio, perché vede in questo settore una delle gambe su cui costruire il rilancio di questa terra, uno dei vettori fondamentali per lo sviluppo della Liguria – conclude Giovanni Toti – Questa partnership unisce un colosso informatico a livello mondiale come Ibm, con Carige, realtà di straordinaria importanza per l’Italia e la Liguria, dando vita a una eccellenza che avrà sede a Genova: un ulteriore tassello nello sviluppo della nostra città, che sta puntando tutto sull’industria 4.0, un settore strategico per il futuro della Liguria. Guardiamo con soddisfazione all’accordo tra questi attori di primo piano: in un momento in cui è necessario superare vecchi modelli di sviluppo e riconvertire, avvenimenti come questi fanno ben sperare per la crescita economica e lavorativa della Liguria”.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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