PSD2, via libera anche dal Consiglio dell'Unione Europea - Pagamenti Digitali
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PSD2, via libera anche dal Consiglio dell’Unione Europea

redazione

Il 16 novembre 2015 il Consiglio dell’Unione Europea ha dato via libera alla cosiddetta PSD2 (revisione della Payment Service directive, direttiva sui servizi di pagamento). L’approvazione è un ulteriore passo dell’iter che la PSD2 ha dovuto affrontare a partire da luglio 2013 , ossia da quando la Commissione Europea ne ha pubblicato la proposta. Passaggio cruciale è stato il voto favorevole del Parlamento Europeo (che aveva già raggiunto un’intesa di massima sul testo il 5 maggio 2015) lo scorso 8 ottobre. Dal momento in cui la direttiva sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, i 28 Stati avranno due anni di tempo per trasporla e recepirla nei propri ordinamenti.

L’obiettivo della PSD2 è ambizioso: creare un mercato unico dei servizi di pagamento integrando e uniformando le regole sul piano degli istituti bancari e di tutti i nuovi PSP (Payment Service Provider) sorti a cavallo di Internet e del mondo mobile con la rivoluzione digitale, abbattendo le barriere all’ingresso, contribuendo a rafforzare la sicurezza del sistema e garantendo una concorrenza trasparente a tutto vantaggio dei consumatori.

Uno degli elementi di assoluta novità della direttiva, infatti, stabilisce che una banca che gestisce il Conto Corrente di un cliente (accessibile online) può negare ai nuovi Payment Service Provider (opportunamente designati come Istituti di Pagamento dalla Banca d’Italia, nel caso della Penisola) che erogano servizi di Payment Initiation  o Account Information, l’accesso al conto solo per motivi di sicurezza “obiettivamente giustificati e motivati, che siano stati segnalati alle autorità di vigilanza”. Nel contempo, i fornitori di servizi di pagamento (fra cui le stesse banche) devono offrire ai propri clienti, sistemi di autenticazione forte, attraverso per esempio strumenti biometrici e facendo leva sulle tecnologie crittografiche e di tokenizzazione.

Non si tratta dunque, unicamente, di un nuovo impianto legislativo, ma di un approccio innovativo e armonizzato, che rispetto al mondo dei pagamenti elettronici può tranquillamente definirsi “future proof”. Ma non solo: il dispositivo, insieme al nuovo regolamento sulle commissioni dei pagamenti con carte – Regolamento (UE) 2015/751 – e al quadro regolativo Europeo proposto dalla BCE (tramite il SecuRe Pay Forum) ed EBA per la sicurezza dei pagamenti via Internet ed in mobilità, può inoltre agevolare e spingere lo sviluppo di nuove tecnologie (a supporto della sicurezza e autenticazione per l’appunto) e di nuovi servizi di pagamento alternativi prestati (anche) tramite il canale Mobile.

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