Pagamenti elettronici, a Bruxelles c'è l'accordo informale per il nuovo impianto legislativo - Pagamenti Digitali
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Pagamenti elettronici, a Bruxelles c’è l’accordo informale per il nuovo impianto legislativo

redazione

Deve ancora passare al vaglio dell’Europarlamento e soprattutto per il parere del Consiglio UE, ma il documento informale che ha messo d’accordo la commissione per gli Affari Economici e Monetari (ECON) con la Presidenza di turno Lettone dello stesso Consiglio, getta le basi per un nuovo impianto legislativo sui servizi di pagamento digitali all’interno dell’Unione.

Due sono i principali obiettivi della cosiddetta PSD2 (Payment Services Directive), di cui PagamentiDigtali ha trattato, sin dalla proposta iniziale della Commissione Europea del 24 luglio 2013: allargare la scelta dei consumatori e rendere le transazioni più sicure.

Secondo il documento, un utente che impiega un conto accessibile online, deve avere il diritto di utilizzare qualsiasi software finalizzato ad iniziare una transazione di pagamento a valere sullo stesso conto, purché sia fornito da una terza parte autorizzata, nei confronti della quale le banche potrebbero rifiutare l’accesso all’account in questione, solo per questioni legate alla sicurezza oggettivamente riscontrate e segnalate alle autorità competenti. Questo dovrebbe essere il principio di massima, capace di impedire la costruzione di barriere all’ingresso per servizi innovativi da parte degli istituti finanziari.

D’altra parte tutti i fornitori dei servizi di pagamento devono adottare tecnologie che assicurino l’autenticazione forte degli utenti, riducendo il rischio di frodi: diventano così indispensabili i canali di comunicazione criptati e autenticati, che andrebbero comunque adoperati per la trasmissione di dati sensibili nei casi di assoluta necessità e solo con l’autorizzazione dell’utente.

Il testo condiviso tratta anche il tema dei diritti del consumatore al rimborso, e quello degli eventuali ricarichi sul costo dei beni e dei servizi acquistati per l’utilizzo di transazioni digitali. Un aspetto, quest’ultimo, che non potrà non tenere conto della recente approvazione del regolamento sulle Interchange fee legate all’uso delle carte di credito e debito.

“Il mercato europeo dei servizi di pagamento è ancora frammentato e inefficiente dal punto di vista dei costi, pesando ogni anno per 130 miliardi di euro, più dell’1%, sul PIL dell’Unione”, ha detto Antonio Tajani, vicepresidente del Parlamento europeo e commissario uscente per l’Industria e l’imprenditoria. “La nuova cornice regolatoria ridurrà questi costi, aumenterà la sicurezza e agevolerà l’ingresso di nuovi operatori e l’arrivo di sistemi innovativi nel mercato dei pagamenti on line e mobile”.

L’iter legislativo prevede ora un’ulteriore analisi tecnica (sul documento in parola) a sei mani tra Parlamento, Consiglio dei ministri e Commissione europea. Raggiunto l’accordo finale, sarà votato dagli europarlamentari e infine proposto per l’approvazione ai rappresentanti degli Stati membri.

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