Pagamenti, il coronavirus rivoluziona le abitudini degli italiani

Indagine di Hype su un campione di un milione di clienti: tra le conseguenze dell’emergenza sanitaria il fatto che l’e-commerce abbia superato la vendita nei negozi, e che i canali digitali siano i più utilizzati per acquisti, pagamenti e solidarietà

Pubblicato il 28 Apr 2020

AntonioValitutti_CEO.Hype

L’emergenza coronavirus sta contribuendo in modo decisivo a cambiare le abitudini degli italiani, che a causa del distanziamento sociale si stanno “convertendo” in modo sempre più deciso al digitale anche nel campo dei pagamenti. E’ quanto emerge da uno studio realizzato da Hype, soluzione digitale “per una gestione semplice ed efficiente del denaro”, che ha analizzato il comportamento di oltre un milione di suoi clienti, evidenziando che le soluzioni che consentono di fare acquisti online o da App, senza rischi per la salute, “si stanno rivelando strumenti molto apprezzati e sempre più utilizzati”. Per gli hyper così si registra un aumento a doppia cifra per finanziamenti e prestiti (+37%), operazioni legate ai servizi (assicurazioni e bollettini, +25%), shopping (+28%), alimentari (+24%) ed elettronica, con un +45%, sulla scorta dell’impennata dello smart working. A crescere di più, infine, con un +520%, sono i regali e le donazioni online.

“L’emergenza Covid-19 ha dato il via ad una fase di cambiamento nelle abitudini degli italiani, che si sono adattati a nuovi stili di vita, di lavoro e di consumo – afferma Antonio Valitutti (nella foto), ceo di Hype – Spinte dal bisogno, le persone hanno iniziato a sperimentare e ad apprezzare nuove modalità di acquisto e di pagamento totalmente digitali a cui difficilmente rinunceranno una volta tornati alla normalità. Paradossalmente questo contesto rappresenta un’opportunità per l’Italia di fare grandi passi avanti in termini di digitalizzazione, recuperando il gap con gli altri Paesi europei”. 

Il sorpasso delle transazioni digitali rispetto a quelle fisiche è avvenuto per gli utenti di Hype il 10 marzo, quando i pagamenti online hanno toccato quota 52% per portarsi al 63% il 23 marzo, invertendo così le proporzioni rispetto al periodo precedente al lockdown. 

A confermare la tendenza ci sono anche i dati di Nielsen, secondo cui nella terza settimana di quarantena, dal 23 al 29 marzo, si è registrato un aumento del 162,1% dell’e-commerce

Passando al fronte dei pagamenti, la necessità di stare a casa ha dato il via a una grande e improvvisa sperimentazione sul campo che con molta probabilità consentirà, anche nel ritorno alla normalità, una diffusione massiccia del digitale, dell’e- commerce e dell’utilizzo di strumenti di pagamento digitali che lo rendono più efficiente. 

La pandemia ha cambiato anche le abitudini di spesa per categoria, con un crollo di tutte le transazioni legate alle attività outdoor, come ristorazione (-77%), trasporti (- 58%), viaggi (-72%), e un incremento a doppia cifra di finanziamenti e prestiti (+37%) e operazioni legate ai servizi (assicurazioni e bollettini). Ma anche lo shopping ha segnato una crescita del 28%. Così come gli alimentari (+24%). 

Vendite online record anche per l’elettronica (+45%) sulla scorta dell’impennata dello smart working. e della didattica a distanza. Ma la categoria cresciuta di più in assoluto è quella delle donazioni, che come dicevamo sono aumentate del 520%, a riprova della gara di solidarietà che gli italiani hanno fatto partire fin dall’inizio dell’emergenza.

Analizzando i dati per Regione, in particolare per Lombardia, Emila e Veneto, a fronte di crolli di circa il 30% nei pagamenti fisici, la Lombardia ha visto aumentare i pagamenti digitali del 15%, l’Emilia Romagna del 23% e il Veneto del 20%. Inoltre tutte le regioni, hanno segnato cali rilevanti, di circa un terzo delle transazioni fisiche con carta, segnale che gli acquisti nei negozi fisici sono iniziati a calare prima che le misure di lockdown fossero estese a livello nazionale e inasprite. Ma in molti casi questo calo non è stato compensato da un aumento rilevante dei pagamenti digitali: questo è vero in particolare per la Puglia (dove i pagamenti digitali non sono aumentati) a fronte di un calo del 35% del canale fisico; per Basilicata e Val D’Aosta (+2% a fronte di cali del fisico rispettivamente del 34% e del 32%). Anche Sardegna e Calabria hanno segnato aumenti solo lievi e la Sicilia addirittura un calo del 4% nei pagamenti digitali. Spiccano Abruzzo (+19% a fronte di un calo del 29% del fisico) e Marche (+14% contro -26%). 

Quanto infine alle fasce di età sono gli under 18 i più impattati dal lockdown: per loro i pagamenti fisici sono diminuiti del 27% e del 20% per gli over 60, i più a rischio in questa pandemia. Mentre il cluster di età che ha cambiato meno le proprie abitudini – probabilmente perché già sbilanciate a favore del virtuale è la fascia 30-39 anni: i Millenial hanno visto i pagamenti fisici calare solo del 6%. 

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