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mCommerce: le abitudini di acquisto degli italiani

Claudia Costa

In Italia il 97% dei consumatori effettua acquisti online da dispositivi mobile, con una spesa media di 120 euro al mese. L’intera popolazione dichiara di avere almeno uno smartphone e la metà afferma che non uscirebbe mai di casa senza il proprio telefono. Gli smartphone sono i dispositivi utilizzati più di frequente per mantenersi informati e aggiornati sulle ultime news (41%), oltre che per restare in contatto con i propri amici (49%). Il 63% degli acquirenti italiani esplora prodotti e servizi almeno una volta al giorno da mobile, rispetto a una media globale del 53%.

Questi sono alcuni dei risultati del nuovo studio di PayPal, il principale provider a livello mondiale di servizi e soluzioni di pagamento digitale, condotto insieme a Ipsos, per indagare le ultime tendenze legate alle abitudini di acquisto nel commercio elettronico da dispositivi mobile (mCommerce), alla capacità di risposta dei commercianti e all’importanza che la sicurezza continua a rivestire.

mCommerce: come migliora l’esperienza d’acquisto

Guardando al 2020 e oltre, esiste un enorme potenziale per i commercianti che desiderano migliorare l’esperienza di acquisto per i consumatori, gestendo al tempo stesso le preferenze dei mercati di tipo unico. I commercianti possono sfruttare l’ascesa del mobile e dell’eCommerce social collaborando con un partner che consente di creare esperienze digitali più efficaci, aumentare le vendite e, stimolare la crescita.

Oggi più di 22 milioni di commercianti si affidano a PayPal che con strumenti che permettono di accettare qualsiasi metodo di pagamento in più di 200 mercati globali, sfruttare avanzate capacità per il rilevamento delle frodi e dei rischi, ricevere i pagamenti più velocemente e altro ancora, consentono alle aziende di sviluppare, gestire e far crescere le loro attività.

 

 

mCommerce per lo shopping, sempre più richiesto ma le PMI si tirano indietro

Il 72% dei consumatori intervistati utilizza regolarmente dispositivi mobile per acquisti o pagamenti online, con una percentuale che sale al 77% per la Generazione Z. L’83% dei consumatori italiani ha effettuato acquisti online almeno una volta tramite smartphone, con un 88% per la Generazione Z.  Tuttavia, i consumatori italiani acquistano online tramite dispositivi mobile con una frequenza leggermente inferiore rispetto alla media globale: il 41% degli italiani effettua acquisti o pagamenti online da dispositivi mobile almeno una volta alla settimana rispetto al 48% della media globale. La frequenza superiore si registra per i segmenti di consumatori più giovani, Generazione Z e Y che stimolano la domanda di esperienze ottimizzate per i dispositivi mobile.

Peccato che, solo il 65% delle aziende offre funzioni ottimizzate per i pagamenti da dispositivi mobile. Con un gap di quasi 20 punti percentuali tra consumatori e commercianti, le aziende devono iniziare a dare priorità ai canali di shopping mobile per soddisfare le aspettative in continua evoluzione dei clienti. I commercianti possono migliorare la propria competitività con migliori esperienze mobile che combinano sicurezza di livello superiore, interazioni senza soluzione di continuità e maggiori velocità.

I dispositivi e i device per l’mCommerce

Uno dei motivi per cui l’ottimizzazione per i dispositivi mobile non rappresenta una priorità per alcune aziende è il fatto che il 25% dei commercianti a livello globale ritiene che l’obiettivo primario sia mantenere a galla la propria attività. Per milioni di piccole imprese, offrire un’esperienza mobile fluida e ottimizzata non rappresenta una priorità per la sopravvivenza. Tuttavia, una maggiore attenzione ai dispositivi mobile da parte di queste aziende potrebbe portare a un tasso inferiore di abbandono dei carrelli virtuali, che al momento si attesta attorno al 20%.

“In PayPal sempre a offrire diverse importanti risorse per lo sviluppo e la crescita delle PMI. Le PMI sono il cuore pulsante e il motore che alimenta la crescita nell’Unione europea, contribuendo al 57% del valore aggiunto complessivo in quest’area. Infatti, i paesi dell’UE con una maggiore prevalenza di PMI sperimentano una crescita economica più elevata. PayPal promuove una cultura incentrata sul digitale al fine di aiutare le organizzazioni e le PMI a sviluppare nuove soluzioni di pagamento in grado di incrementare le attività di business” ha commentato Michele Simone, Head of SMB & Partners di PayPal Italia.

 

Sicurezza e fiducia: barriere significative per le decisioni di acquisto in mCommerce

La sicurezza e la fiducia sono significative per le decisioni di acquisto dei consumatori che utilizzano dispositivi mobile: il 48% del campione in Italia ha sperimentato problemi di sicurezza o di fiducia relativi all’interazione con un’azienda da un dispositivo mobile e il 16% degli acquirenti italiani ha abbandonato un acquisto o un pagamento su un dispositivo mobile a causa di problemi di sicurezza. I merchant dichiarano che riuscire a garantire un adeguato livello di sicurezza è il principale ostacolo per i rivenditori nei sistemi per i dispositivi mobile. Per far fronte a questa preoccupazione i commercianti possono incoraggiare i potenziali clienti in quasi tutte le aree geografiche ad acquistare i propri prodotti o servizi tramite dispositivi mobile offrendo metodi di pagamento familiari e affidabili.

L’mCommerce e le piattaforme social

Ecco perché il 29% degli utenti italiani non è a proprio agio quando acquista prodotti sulle piattaforme social: non si fida completamente dei meccanismi eCommerce delle piattaforme. Il 24% degli utenti non desidera collegare le proprie informazioni finanziarie all’account dei social media, preferendo un sito Web per effettuare acquisti online (30%). Inoltre, PayPal è il metodo di pagamento preferito in Italia (45%) quando i consumatori vogliono effettuare acquisti online tramite dispositivi mobile e che il 22% degli utenti italiani ammette che sarebbe maggiormente propenso a effettuare acquisti sulle piattaforme dei social media se potesse utilizzare un account PayPal per motivi di praticità e sicurezza.

Con la crescente popolarità dei sistemi di eCommerce social, ci sarà una sempre maggiore attenzione per i dati raccolti durante l’esperienza di acquisto nei social e per le loro potenziali implicazioni, soprattutto considerando il fatto che la sicurezza rappresenta un elemento critico sia per i consumatori che per i commercianti.

 

Abbandono degli acquisti: le preoccupazioni delle imprese verso l’mCommerce

La ragione principale per l’abbandono degli acquisti mobile da parte dei consumatori è il fatto che i commercianti non offrono il metodo di pagamento preferito dai clienti. Di fatto, il 22% dei consumatori italiani intervistati ha abbandonato un acquisto perché il proprio metodo di pagamento preferito non era disponibile. PayPal è il metodo di pagamento preferito per gli acquisti da dispositivi mobile (45%), seguito in ordine di preferenza da Poste Pay (14%) e carta di credito (12%).

Inoltre, più della metà degli acquirenti online (66%) intervistati ha dichiarato di avere più fiducia negli acquisti su negozi internazionali quando è disponibile PayPal. Ciò significa che per soddisfare la crescente richiesta di funzionalità per gli acquisti mobile da parte dei consumatori, i commercianti possono trarre vantaggio da opzioni di pagamento globali con cui i clienti hanno familiarità e di cui si fidano, come PayPal.

Dove si utilizza l’mCommerce e perché

In Italia il 18% dei consumatori ha dichiarato che in genere effettua acquisti con il proprio dispositivo mobile mentre si trova in bagno. Anche se può sembrare strano, questa percentuale è molto vicina a quella degli Stati Uniti (17%) e della Spagna (16%). Questi dati dimostrano che i mercati presentano notevoli differenze rispetto alle posizioni da cui viene effettuata la maggior parte degli acquisti da dispositivi mobile.

L’introduzione di nuove tecnologie digitali per migliorare o gestire l’esperienza complessiva del cliente è tra le priorità chiave (39%), ma sussistono preoccupazioni per le spese e le imposte per le imprese (38%). Le aziende sono inoltre preoccupate per i costi associati alla necessità di tenere il passo con le nuove tecnologie (32%), ma considerano comunque la privacy dei dati dei consumatori una priorità assoluta (39%).

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