L’Italia conferma la propria vivacità nella transizione verso i pagamenti digitali. Secondo l’ultimo Osservatorio Europa Cashless di SumUp, nel 2025 le transazioni senza contanti sono aumentate del 26,7%, posizionando il Paese al terzo posto in Europa. Davanti all’Italia si trovano solo Bulgaria (+49,5%) e Svezia (+31,3%), mentre mercati tradizionalmente avanzati come Germania e Belgio registrano incrementi più contenuti.
La ricerca di SumUp, fintech attiva nella fornitura di soluzioni di pagamento digitale per attività di tutte le dimensioni, ha analizzato l’andamento dei pagamenti cashless nei principali Paesi europei, nelle città italiane e nelle singole province.
Il quadro che emerge evidenzia un’adozione capillare dei pagamenti digitali, che si sta consolidando non solo nei grandi centri urbani ma anche nei territori più piccoli e periferici.

Indice degli argomenti
Europa Cashless: l’Italia terza per crescita
La classifica europea dei Paesi con l’incremento maggiore di transazioni digitali vede in testa la Bulgaria, con un +49,5%, seguita dalla Svezia (+31,3%). Subito dopo si colloca l’Italia (+26,7%), superando economie storicamente avanzate nel cashless, come il Lussemburgo (+24,4%), Cipro (+22%), Germania (+18%) e Belgio (+16,8%).
Completano la top ten dei Paesi con la maggiore crescita Lettonia (+15,3%), Paesi Bassi (+13,7%) e Repubblica Ceca (+10,4%). Questo posizionamento evidenzia come l’Italia stia recuperando terreno rapidamente nella diffusione dei pagamenti digitali, passando da un’adozione frammentata a un fenomeno nazionale strutturato e capillare.

Umberto Zola, online sales director EU di SumUp, commenta: “Il confronto con l’Europa mostra come l’Italia stia recuperando rapidamente terreno nella diffusione dei pagamenti digitali. La crescita riguarda tutte le province italiane e include le grandi città, dimostrando che il cashless è sempre più parte della quotidianità di esercenti e consumatori.”
Roma sul podio delle città europee più cashless
A livello urbano, Stoccolma si conferma la capitale più cashless d’Europa, con un incremento del 48,1% delle transazioni digitali. Seguono Helsinki (+38%) e Roma (+30,8%), unica città del Sud Europa a salire sul podio. Milano si posiziona all’ottavo posto (+17,5%), confermando la sua rilevanza ma evidenziando margini di crescita rispetto alle capitali scandinave.
Altre città che registrano aumenti significativi sono Lubiana (+26,6%), Bruxelles (+22,5%), Parigi (+19,1%) e Salisburgo (+18,1%). Fuori dalla top ten si trovano grandi metropoli come Berlino (+12,5%) e Londra (+8,1%), evidenziando come il trend del cashless non sia uniformemente distribuito in Europa.
Uno sguardo agli scontrini medi evidenzia una situazione interessante: Milano guida con il valore più alto (39,2 euro), seguita da Oslo (38,3 euro) e Parigi (32,7 euro). Al contrario, Lubiana registra lo scontrino più basso (12,8 euro), confermando che il cashless viene adottato sia per spese elevate che per piccoli acquisti.
Crescita diffusa nelle province italiane
La diffusione dei pagamenti digitali non riguarda solo le grandi città: tutte le province italiane mostrano una crescita positiva delle transazioni cashless. In testa ci sono Ragusa (+67%), Nuoro (+58,9%) e Campobasso (+56,7%), seguite da Benevento (+49,1%), Sassari (+47,9%) e La Spezia (+45,6%). Chiudono la classifica L’Aquila (+43,4%), Trieste (+43,1%), Agrigento (+37,9%) e Catanzaro (+36,6%).

Lo scontrino medio digitale più basso si registra a Cagliari (27,5 euro), seguito da Matera (28,2 euro) e Oristano (29,2 euro), segno di un utilizzo della carta anche per acquisti di importo contenuto. Altri territori con valori bassi includono Lodi (29,2 euro), Siracusa (29,3 euro), Palermo (29,7 euro), Taranto (29,8 euro), Enna (30,1 euro), Rieti (30,6 euro) e Brindisi (30,8 euro).
Questi dati confermano come il cashless non sia solo un fenomeno urbano o limitato ai grandi centri, ma una tendenza in crescita che interessa tutto il Paese, dalle città più popolose fino ai centri minori.
Settori merceologici: farmacie, sport e professionisti in testa
Il cashless cresce in maniera significativa anche per settori diversi tra loro, dimostrando la diffusione trasversale dei pagamenti digitali. Tra i comparti con gli incrementi più marcati spiccano:
- Farmacie: +119,5%
- Centri sportivi e negozi di articoli sportivi: +111,6%
- Servizi professionali (architetti e ingegneri): +73,2%

Parallelamente, settori tradizionalmente legati alla quotidianità dei consumatori registrano anch’essi aumenti importanti:
- Bar: +37%
- Ristoranti: +36,1%
- Hotel: +15,8%
Anche attività di piccola dimensione e acquisti ricorrenti evidenziano una crescente preferenza per i pagamenti digitali: edicole (+35,1%), fiorai (+34,4%) e supermercati (+33,2%). Questo conferma che l’adozione del cashless non è solo legata a beni di alto valore o a categorie specifiche, ma sta diventando parte integrante della quotidianità di consumatori e professionisti.
Il cashless come trasformazione strutturale
Secondo SumUp, la crescita dei pagamenti digitali in Italia non è un fenomeno passeggero: si tratta di una trasformazione strutturale, che attraversa territori, settori e tipologie di esercizi commerciali. Umberto Zola sottolinea: “È il segnale di una trasformazione ormai strutturale, che attraversa territori, svariate categorie di merchant, inclusi i professionisti e le imprese più piccole.”
Questa diffusione indica un consolidamento della fiducia dei consumatori nei sistemi digitali e una maggiore propensione degli esercenti a investire in soluzioni di pagamento elettronico. Inoltre, la crescita capillare testimonia l’adeguamento dell’infrastruttura italiana, con strumenti tecnologici sempre più accessibili anche ai piccoli operatori.
Confronto con l’Europa: l’Italia accelera
Guardando al panorama europeo, l’Italia si distingue non solo per la crescita percentuale delle transazioni ma anche per la diffusione geografica e settoriale del fenomeno. Se da un lato Paesi come Svezia e Bulgaria mantengono valori più alti in termini assoluti, dall’altro l’Italia registra un ritmo di crescita tra i più sostenuti del continente.
Questo posizionamento è particolarmente significativo se confrontato con economie tradizionalmente cashless come Germania e Belgio, dove gli incrementi rimangono contenuti. L’Italia dimostra quindi di essere un mercato dinamico e in rapida evoluzione, capace di coniugare la tradizione del contante con l’innovazione digitale.
Le grandi città italiane: Roma e Milano trainano il trend
Roma e Milano rappresentano i due poli principali della crescita urbana dei pagamenti digitali. La capitale segna un +30,8%, attestandosi sul podio europeo, mentre Milano con +17,5% entra nella top ten. Il confronto con le principali città europee mostra come Roma stia recuperando terreno rispetto alle capitali scandinave, mentre Milano continua a distinguersi per lo scontrino medio più alto, segnale di consumi di valore elevato effettuati tramite strumenti digitali.
Questi dati sottolineano come il cashless stia diventando una componente centrale della vita urbana, integrandosi sia nella dimensione privata dei consumatori sia in quella professionale degli esercenti.
Il futuro dei pagamenti digitali in Italia
Il 2025 conferma la traiettoria positiva del cashless in Italia. La crescita interessa tutte le province, dalle più piccole alle metropoli, e un’ampia gamma di settori merceologici, dai servizi professionali alla ristorazione, passando per farmacie, sport e retail.
La prospettiva futura suggerisce un consolidamento ulteriore: l’adozione di strumenti digitali continuerà a crescere, favorendo maggiore efficienza, trasparenza e comodità nelle transazioni quotidiane.
Il cashless non rappresenta più una novità, ma una realtà consolidata e in espansione, destinata a trasformare in maniera duratura l’esperienza di consumo in Italia.
Conclusione
L’Italia si conferma una delle economie europee più dinamiche nella transizione verso i pagamenti digitali. Con un incremento complessivo del 26,7% e una diffusione capillare che interessa città, province e settori diversi, il cashless sta diventando parte integrante della vita quotidiana di consumatori e professionisti. Roma e Milano guidano il trend urbano, mentre l’intero territorio nazionale sperimenta una trasformazione strutturale verso il digitale.







