La rivoluzione dei pagamenti digitali accelera l’innovazione della PA

La diffusione di PagoPA nelle amministrazioni pubbliche sta rendendo possibile la rivoluzione dei pagamenti digitali anche nel settore pubblico [...]
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Il pagamento in denaro contante costituisce ancora lo strumento privilegiato degli italiani per regolare i propri acquisti e transazione: secondo gli ultimi numeri di Bankitalia, in Italia nel 2016 il contante è stato lo strumento più utilizzato nei punti vendita, tanto da essere utilizzato per ben l’85,9 per cento delle transazioni. Le ragioni alla base di questa diffusione sono numerose: il peso dell’economia sommersa, la mancata bancarizzazione di una fetta consistente della popolazione italiana, l’età media della popolazione, ecc. Il problema è che questo livello di contanti ha dei costi per i cittadini: uno poco considerato è quello di tempo, dal momento che occorre dedicare alcuni minuti per cercare un bancomat e rifornirsi di banconote. C’è poi tutto il tema dei costi sociali ed economici che devono essere sostenuti per sostenere il sistema dei contanti: i portavalori che lo movimentano, i sistemi di protezione e antifrode, le assicurazioni, eccc. La stima della Fondazione Ambrosetti è che, oltre a essere uno spreco di tempo per i cittadini, il pagamento in contanti costi al sistema Paese oltre 10 miliardi di euro l’anno, ovvero più di mezzo punto di PIL. Costi che, alla fine, vengono scaricati in massima parte sul cittadino consumatore, incidendo sul prezzo finale dei prodotti/servizi acquistati.

 

I numeri dell’Osservatorio

Indubbiamente, però, la modalità di pagamento sta progressivamente cambiando anche nel nostro Paese, grazie alla tecnologia che ha messo a disposizione una numerosa serie di alternative sempre più affidabili. Basti pensare che, secondo il recente Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2019 i pagamenti con carta in Italia sono saliti a 270 miliardi di euro, con una crescita annua del +11%. L’utilizzo è legato sempre più ad acquisti quotidiani come dimostrano la crescita delle transazioni pro capite (83 nel 2019 rispetto alle 71 dell’anno precedente, +17%) e il calo del valore medio di ogni transazione, intorno ai 53,7 € (circa 3 € in meno rispetto al 2018). Anche l’infrastruttura a supporto dei Pagamenti digitali sta raggiungendo numeri di tutto rispetto: nel 2019 il numero di terminali POS per l’accettazione dei pagamenti con carta in Italia ha raggiunto quota 2,17 milioni (in crescita rispetto ai 2,08 dell’anno precedente) e nel 90% dei casi sono abilitati all’accettazione del Contactless. Anche gli Smart POS hanno fatto registrare i primi volumi rilevanti: sono oltre 15.000 i terminali installati che transano oltre 1,1 miliardi di euro. Persino i Mobile POS, terminali collegati via bluetooth o ingresso audio allo smartphone dell’esercente, hanno raggiunto quota 280.000 unità nel 2019, in crescita del 50% rispetto al 2018.

La scommessa di PagoPA

Questa progressiva penetrazione dei pagamenti digitali nella società italiana sta avendo delle conseguenze anche per la Pubblica amministrazione. In effetti per il pagamento di multe, servizi e tributi di varia natura, il cittadino è stato sempre obbligato a rapportarsi con i diversi enti che compongono la PA italiana, ma sino a poco tempo fa l’unica modalità di pagamento era rappresentata dal pagamento in contante o, al massimo, tramite bollettino postale. Anche la pubblica amministrazione negli ultimi anni sembra avere però imboccato la via dei pagamenti digitali, in particolare per effetto dell’entrata a regime di PagoPA, ossia una speciale piattaforma che permette di eseguire pagamenti verso la Pubblica Amministrazione in modalità standardizzata, direttamente sul sito o sull’app dell’Ente (il Comune, ad esempio) o attraverso i canali (online e fisici) di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento. Il principio fondamentale alla base di PagoPA, infatti, è che qualsiasi cittadino possa scegliere di effettuare il proprio pagamento attraverso qualsiasi intermediario abilitato dalla piattaforma. In questo modo, oltre ad aumentare la scelta per il cittadino, l’effetto è quello di favorire una maggiore concorrenza tra gli operatori, abbassando così anche anche il valore medio delle commissioni. Più nel dettaglio, PagoPA permette di pagare tributi, tasse, utenze, rette, quote associative, bolli e qualsiasi altro tipo di pagamento verso le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, ma anche verso altri soggetti, come le aziende a partecipazione pubblica, le scuole, le università, le ASL. Con il sistema PagoPA si possono fare pagamenti verso tutti gli Enti della Pubblica Amministrazione, tutte le società a controllo pubblico e verso società private che forniscono servizi al cittadino purché aderiscano all’iniziativa.

L’evento di Forum PA 2020

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I vantaggi promessi da questa soluzione, che sta trovando sempre più frequente applicazione sono numerosi. Oltre alla disponibilità di più canali di pagamento, gli utenti possono contare sulla possibilità di essere avvisati sul canale digitale prescelto (notifiche sull’app o sul sito del PSP scelto, SMS o mail). Inoltre il codice di avviso (IUV Identificativo Unico Versamento) consente di pagare e ricevere la quietanza liberatoria, ovvero la certezza che la PA ha incassato il tributo e non potranno esserci verifiche o accertamenti successivi. Le Pubbliche Amministrazioni d’altro canto, possono contare su una riconciliazione automatica degli incassi, sulla riduzione dei costi di transazione e processo e sull’incasso delle somme giorno lavorativo successivo al pagamento) direttamente sui conti di tesoreria. Della diffusione sempre più crescente dei pagamenti digitali, anche in ambito Pubblica amministrazione, si parlerà in occasione di un apposito evento on line organizzato nell’ambito di Forum PA 2020, in collaborazione con ENEL XL’evento è in programma il prossimo 9 luglio, a partire dalle ore 11.10.

Enel X Financial Services: una Fintech per l’innovazione nei pagamenti

La rivoluzione dei pagamenti digitali interessa infatti da vicino un operatore come Enel, che deve gestire quotidianamente milioni di bollette dei propri utenti. Attraverso Enel X, la società del Gruppo Enel dedicata all’innovazione, Enel ha deciso di fare un passo in più e diventare parte attiva nella filiera dei pagamenti, costituendo un’apposita fintech, Enel X Financial Services. Come racconta in questa intervista Giovanni Vattani, Business Development di Enel X Financial Service, l’azione di Enel X Financial Services si innesta su tre principali direttrici: velocità, innovazione e coopetizione. L’obiettivo è creare offerte “su misura”, che possono interessare non solo gli acquisti ma anche tutte le loro azioni e necessità quotidiane (assicurazioni, microcredito, prodotti finanziari, ecc).

Per conoscere maggiori informazioni sull’appuntamento, che sarà coordinato da Eleonora Bove, Content Manager Area Content Development – FPA e da Mauro Bellini, Direttore pagamentidigitali.it e blockchain4innovation, occorre andare su questa pagina.

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