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Salone dei Pagamenti 2022: digitale fa sempre più rima con cashless

L’edizione 2022 dell’evento che riunisce istituzioni, banche, PA, operatori del settore e Fintech ha mostrato come da una parte si tenda sempre più a favorire la customer experience dall’altra i pagamenti mobili per il merchant [...]
Fabrizio Pincelli

Giornalista

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Si è conclusa la settima edizione del Salone dei Pagamenti promossa da ABI e organizzata da ABIEventi. Dal 23 al 25 novembre, l’evento, che si è svolto a FieraMilano City, ha visto i leader del mondo bancario confrontarsi in 40 sessioni di dibattito con oltre 200 relatori.

Istituzioni, banche, PA, operatori del settore, imprese, aziende tecnologiche, Fintech, startup e incubatori non si sono risparmiati e si sono affrontati su numerosi argomenti. Otto sono stati i filoni tematici attorno ai quali sono ruotate le sessioni parallele: “Il futuro dei pagamenti globali”, “Open Tech e nuovi modelli di business”, “Verso una società sostenibile”, “Il negozio digitale integrato”, “Le evoluzioni dell’E-commerce”, “Euro Digitale e digital asset”, “Le sfide della sicurezza”, “Future consumers: nuove generazioni”.

Sono così emersi molteplici spunti circa le dinamiche attuali inerenti alla digitalizzazione dei pagamenti. Ma si sono delineati anche i trend principali e le direzioni verso quali si sta dirigendo il futuro dei pagamenti digitali. Un futuro che sarà sicuramente sempre più cashless e “mobile”.

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Salone dei Pagamenti: forme di pagamento innovative

Infatti, sin dalla sessione plenaria di apertura del Salone dei Pagamenti 2022 è stata mostrata una fotografia dei grandi passi in avanti fatti dall’ecosistema italiano verso pagamenti senza contante. Durante il suo intervento, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha sottolineato come i pagamenti siano “uno strumento fondamentale della vita delle persone e delle aziende, uno strumento di libertà. Molto spesso non si tiene conto delle grandi innovazioni che questo mondo ha prodotto, produce e produrrà. Negli anni sono progredite forme di pagamento innovative, sempre con l’obiettivo di fornire l’opportunità ai cittadini e alle imprese di essere liberi e responsabili nello scegliere la forma più adatta e conveniente. Più la tecnologia avanza e più la concorrenza si infoltisce, più si riducono i costi per cittadini e imprese”.

Non solo. Più si tende a far vivere all’acquirente una experience di pagamento soddisfacente, come si è potuto vedere. Il device deve essere uno strumento che offre la massima comodità e tutela la sicurezza di chi paga. Analogamente, deve poter essere usato facilmente e comodamente anche dal merchant. In questo senso, il Salone ha decretato che i terminali mobili basati su Android sono oggi il sistema d’elezione per i pagamenti digitali. Ma è anche sempre più frequente il caso in cui un normale smartphone, tramite una specifica app, possa essere usato per accettare un pagamento (diventa un SoftPos). Un aspetto che può essere strategico per molteplici attività, soprattutto nell’ambito delle PMI.

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Più comodo è sinonimo di più usato

La semplicità e la comodità sono sicuramente tra i principali motivi che, come ha evidenziato Marco Ferrero, Commercial Division Director Nexi, hanno consentito che in cinque anni sia cresciuto dal 20% al 33% il numero degli italiani che pagano in digitale.

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Un dato rafforzato dai risultati di un’indagine presentata da American Express e condotta assieme a Nielsen. Lo studio ha infatti rilevato che nell’ultimo anno c’è stato un incremento del 56% dei pagamenti attraverso POS, del 53% di quelli contactless e del 37% dei pagamenti eseguiti con smartphone.

È chiaro che ci sia ancora molto da lavorare affinché i pagamenti digitali diventino la quotidianità per tutti, ma la strada è evidentemente quella giusta. In questo senso, Stefano Stoppani, Country Manager Visa Italy, ha sottolineato che non è solo un problema di convincere gli acquirenti, ma di rassicurare anche i merchant: “Dobbiamo lavorare per diffondere elementi di fiducia, soprattutto tra gli esercenti e i piccoli merchant, che sono preoccupati dalla gestione della complessità dei pagamenti digitali”.

Acquisti anche nel metaverso

Tra i temi al centro dell’edizione 2022 del Salone c’è stata anche l’evoluzione dei servizi abilitata dall’innovazione e dalla tecnologia applicate ai pagamenti digitali. Per questo, non potevano certo mancare alcuni progetti orientati al metaverso, che hanno evidenziato le potenzialità del nuovo ambiente online e come ormai si sia già praticamente pronti a consentire gli acquisti tramite la realtà virtuale. Almeno sul versante tecnologico. Per avere dei risultati concreti bisogna infatti fare in modo che il metaverso sia più frequentato dalle persone, abitudine che attualmente non è ancora così diffusa.

E tutto questo in un mercato che è in continua evoluzione e dove si attendono anche le nuove opportunità che potrebbe portare l’adozione dall’euro digitale. Un mercato che, dopo l’accelerazione determinata anche dalla pandemia (e di cui ha notevolmente beneficiato l’e-commerce), si confronterà con le novità introdotte nello scenario europeo dalla revisione della direttiva PSD2, prevista per il primo semestre del prossimo anno. Con open banking e open finance che rivestono sempre più un indispensabile ruolo di fattori abilitanti per l’interoperabilità e l’interconnessione tra i sistemi e le piattaforme tecnologiche che caratterizzano i settori finanziario e bancario.

Seconda call for proposals del Fintech Milano HUB

L’edizione 2022 del Salone di pagamenti si è chiusa con la sessione “La Banca d’Italia per l’innovazione finanziaria: Milano Hub alla seconda call for proposals”, dove ha partecipato anche il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha sottolineato il valore dell’imminente regolamento Mica tramite il quale si intende tenere “sotto controllo” le criptovalute e anche tutelare che investe in tali valute.

Nel corso della sessione, la Vicedirettrice Generale della Banca d’Italia, Alessandra Perrazzelli ha annunciato il tema della nuova call for proposal del Fintech Milano HUB: sarà dedicata alla tecnologia DTL, su cui si baserà anche il futuro euro digitale.

 

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