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Presto accordi in Italia per l’App che collega pubblicità e acquisti

Daniele Lazzarin

Germano Marano, Sales Director Italy di Powa TechnologiesUna Mobile App per ridurre a pochi secondi l’intervallo tra percezione dell’offerta pubblicitaria e acquisto da smartphone (o tablet) su tutti i canali di marketing possibili: nel negozio fisico, su un sito di e-commerce, ma anche fotografando il prodotto o inquadrando il suo QR Code su una rivista o su un cartellone, o mentre si vede un video pubblicitario su YouTube o si ascolta uno spot alla radio.

È questo in poche parole il ritratto di PowaTag, l’App della startup inglese Powa Technologies: una proposta potenzialmente rivoluzionaria che infatti ha già riscosso l’interesse di 330 brand di livello mondiale, tra cui Reebok, Adidas, Universal Music, Carrefour, Nespresso, nonché di diversi fondi d’investimento, che hanno già assicurato a questa startup risorse per quasi 100 milioni di euro in varie tranche.

In pratica dopo la scansione basta un paio di click per completare l’acquisto, perché l’App consente al momento della registrazione di salvare in cloud una volta per tutte i propri dati di ricevimento postale e pagamento (carta di credito), intermediando qualunque tecnologia di e-payment utilizzata dal venditore del bene. Powa è attiva anche in Italia, e abbiamo chiesto a Germano Marano, Sales Director Italy della società, di spiegarci in dettaglio il funzionamento di PowaTag e i piani per l’Italia.

«L’idea di partenza è di permettere ai consumatori di acquistare direttamente un prodotto promosso attraverso campagne di marketing – ci spiega Marano -. Allo stato attuale il marketing propone dei prodotti o servizi attraverso pubblicità TV, radio, sulla carta e online, e il consumatore nel quale nasce interesse si avventura nel “percorso di conversione”, che lo porterà all’acquisto in uno store fisico piuttosto che su un sito di e-commerce o di mobile commerce».

Il problema però è che in questo percorso molti consumatori si perdono: «Il 90% circa non acquista, e la percentuale è ancora più alta da mobile: ci sono varie ragioni, la principale delle quali è che si perde quel momento in cui il consumatore è particolarmente “catturato” dalla “brand experience” e predisposto all’acquisto d’impulso». Quello che ha pensato Powa quindi è sviluppare qualcosa che permetta al consumatore di acquistare direttamente dall’offerta marketing: «Io vedo un prodotto che mi interessa su un catalogo, ascolto una pubblicità, sto navigando da mobile e vedo dei prodotti che mi interessano, e in tutti i casi posso comprare subito, in pochi secondi: in pratica PowaTag realizza un “cortocircuito” tra marketing ed e-commerce, e il sogno secolare del marketing, che è la conversione immediata dell’offerta in vendita, diventa realtà».

Dal punto di vista pratico, continua Marano, PowaTag è un’App, e come tutte le App può essere scaricata dal consumatore sullo smartphone. È disponibile per iOS, Android, e presto lo sarà per Windows: «In fase di registrazione si inseriscono i propri dati, compreso l’indirizzo fisico di ricevimento dei prodotti ed estremi della carta di credito, in tutta sicurezza perché App e tecnologie sono certificate PCI, dopodiché si è già pronti ad acquistare, senza mai più dover inserire dati o informazioni».

Dal punto di vista dei clienti diretti di Powa, invece, PowaTag è un sistema Cloud, in grado di interagire con i consumatori che hanno scaricato l’App e con qualunque sistema di e-commerce del cliente e sistema di e-payment, e quindi di gestire potenzialmente miliardi di transazioni in tempo reale. «Il nostro target sono tutte le realtà che hanno un’attività di e-commerce, cioè che vendono prodotti o servizi online – sottolinea Marano -. Ovviamente siamo interessati soprattutto ai grandi brand, siamo in trattativa con diversi di loro in Italia e otteniamo riscontri molto positivi. per loro l’uso di PowaTag non richiede nessuno sforzo progettuale, ma in alternativa possono anche integrare la nostra tecnologia nelle loro Branded App. Questa è un’opzione interessante se un cliente ha già una Branded App affermata, cioè scaricata e usata da moltissimi consumatori, ma solo informativa e promozionale, senza l’opzione d’acquisto dei prodotti o servizi».

Il modello di entrate di Powa si basa su una commissione di 30 centesimi di euro per ogni transazione, «che non viene caricata sul consumatore che acquista ma sul nostro cliente, anche se questo ovviamente con decisione propria può anche incorporarla nel prezzo finale del bene». Quanto all’attività in Italia, «alla sede di Milano fanno capo già 4 persone, ma l’obiettivo è di crescere velocemente e allestire una struttura non solo commerciale ma anche di consulenza prevendita, e di gestione del cliente in termini di esigenze, implementazione e supporto».

Marano non cita ancora ufficialmente accordi a livello italiano, «ma posso dire che c’è interesse nei più grandi brand dei vari settori verticali, soprattutto retail, ovvero grandi marchi del fashion, dell’elettronica di consumo, e così via». Rispetto ad altre tecnologie simili già apparse sul mercato, conclude Marano, che permettono di semplificare i pagamenti da mobile o nell’offline, PowaTag punta su poche innovazioni, tra cui l’audio tag, «ma soprattutto su una user experience inedita, che unifica le possibilità d’acquisto su qualsiasi canale di pubblicità disponibile: questa è la reale differenziazione».

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