Nasce il MINTS Bocconi, focus sull’innovazione monetaria

L’Università Bocconi ha annunciato la nascita del MINTS, un’iniziativa specificatamente dedicata all’innovazione monetaria

Pubblicato il 14 Gen 2020

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Una unità di ricerca e un osservatorio specificatamente dedicati all’innovazione monetaria: questa la scelta dell’Università Bocconi, che ha annunciato la nascita del MINTS (Monetary innovation, new technologies and society). L’obiettivo della nuova iniziativa, che sarà ospitata all’interno del BAFFI-CAREFIN (Centre for applied research on international markets, banking, finance and regulation), sarà quello di sistematizzare lo studio su monete complementari e monete alternative. A dirigere il MINTS saranno Massimo Amato Luca Fantacci  due storici dell’economia che si occupano di sistemi monetari alternativi e monete complementari da una quindicina d’anni, ovvero molto prima dell’esplosione del fenomeno altcoin.

Massimo Amato, Università Bocconi

In MINTS, Amato e Fantacci saranno affiancati da economisti, sociologi e studiosi con conoscenze tecniche del funzionamento delle criptovalute, in continuità però con la loro attività precedente. L’impostazione del MINTS sarà quella di non collegare strettamente l’innovazione monetaria con l’innovazione tecnologica, privilegiando invece l’’innovazione di architettura istituzionale: chi emette moneta, come lo fa, in vista di quali finalità, con quali caratteristiche e quali ambiti di circolazione.  Non a caso la S di MINTS  sta per Society, sottolineando così il fatto che l’innovazione monetaria non è solo tecnologica, ma bensì tutto ciò che avvicina la moneta al suo scopo principale, di rendere efficaci e giusti i rapporti economici e sociali tra le persone.

Luca Fantacci, Università Bocconi

«Da storici possiamo dire che tradizionalmente in Europa c’è sempre stata una pluralità di monete diverse per scopi diversi» – ricorda Fantacci – una moneta interna per scambi locali e una moneta per scambi internazionali, ma anche una pluralità di monete/token per svolgere ulteriori funzioni. L’idea di un’unica moneta è fenomeno recente, risalente al gold standard dell’800. Inoltre, prima della consistenza fisica delle monete coniate, la moneta è esistita come unità di conto, un aspetto che riemerge con la moneta digitale». Tra i fellow di MINTS ci sono Everardo Belloni(docente alla school of business del Politecnico di Milano ed ex direttore del risk department di EY), Paolo Dini(computer science, University of Hertfordshire; media and communication, London School of Economics), Stefano Lucarelli(economia, Università di Bergamo)e Laura Sartori(sociologia, Università di Bologna).

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