La digitalizzazione dei pagamenti accelera le sfide per i Financial Services

Attualmente solo il 20% degli italiani “bancarizzati” utilizza il contante come principale mezzo di pagamento, una percentuale minima se confrontata con il dato relativo all’uso delle carte, che risultano invece il mezzo di pagamento preferito da sei italiani su dieci. [...]
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Adriano Gerardelli, Head of Financial Services di Minsait in Italia

L’accelerazione digitale ha investito l’Italia durante la pandemia interessando da vicino i servizi finanziari e modificando in maniera significativa le abitudini degli italiani. In tale contesto la reattività del settore finanziario italiano ha consentito di attutire l’onda d’urto generata dai lockdown e dalle relative restrizioni.

Nell’attuale contesto emergenziale, uno dei principali impatti della digitalizzazione – nella trasformazione del settore finanziario – ha riguardato il consolidamento dell’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici a scapito del contante. Sono sempre più le persone che si affidano alle carte elettroniche o ad altri strumenti digitali per i propri pagamenti.

Questa transizione ha generato una serie di effetti collegati: l’aumento degli acquisti su piattaforme e-commerce durante i mesi più duri della pandemia, la diffusione di modalità di pagamento tramite canale mobile grazie anche ai rafforzati presidi di sicurezza come l’autenticazione a due fattori (2FA). L’adozione “forzata” dei pagamenti contactless ha contribuito e sta contribuendo a ridurre l’utilizzo del contante in Italia, trend incentivato parallelamente dalle iniziative recentemente promosse dal Governo come la campagna cashback o la lotteria degli scontrini volte a stimolare l’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici.

Stando a quanto riporta il 10° Rapporto di Minsait Payments, oggi solo il 20% degli italiani “bancarizzati” utilizza il contante come principale mezzo di pagamento, una percentuale minima se confrontata con il dato relativo all’uso delle carte, che risultano invece il mezzo di pagamento preferito da sei italiani su dieci.

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L’utilizzo di mezzi di pagamento elettronico, ha subito una crescita analoga e parallela all’aumento dell’e-commerce. L’Italia, in questo senso è il secondo Paese, dietro solo al Regno Unito, in cui la popolazione dichiara di acquistare frequentemente online, con una percentuale che si attesta al 68,6% degli acquisti totali. Inoltre, sempre secondo l’Osservatorio, quasi la metà degli italiani dichiara di effettuare acquisti online più frequentemente rispetto al passato.

Le sfide per il settore dei Financial Services

In questo contesto di crescita e repentina evoluzione, il settore dei Financial Services dovrà affrontare numerose sfide nell’immediato futuro, volte ad abilitare e supportare la trasformazione digitale dei sistemi di pagamento. Diverse saranno le priorità da gestire: tra queste spiccano la sicurezza, la lotta contro le frodi e la conformità normativa, temi che avranno un ruolo centrale per il futuro del comparto finanziario.
Inoltre, il grande dinamismo del settore degli ultimi tempi, a volte convulso, è stato in diversi casi propiziato dalle proposte di valore veicolate da nuovi attori, recentemente affermatisi all’interno del competitivo ecosistema finanziario italiano. L’ulteriore spinta normativa generata dalla PSD2 (Payment Services Directive) sta stimolando il cosiddetto modello di Open Banking, un modello aperto che induce a riflettere su quale sarà l’evoluzione del panorama competitivo nei prossimi anni, molto probabilmente definito da una combinazione di banche, fintech, bigtech e neobank.
Il mondo dei pagamenti è in fermento ed è al centro di una transizione digitale più che mai rapida e disruptive. Il futuro è digitale, e i player che sapranno sfruttare al meglio questo momento “intermedio” riusciranno a trarne i migliori benefici nel medio / lungo periodo.

 

  • di Adriano Gerardelli, Head of Financial Services di Minsait in Italia
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