Mangopay si rafforza in Italia e apre una sede a Milano

La soluzione di pagamento pensata per marketplace, aziende fintech e crowdfunding si attrezza per offrire un supporto locale ai clienti italiani. Il sales manager Alfonso Catone: “Replicheremo in Italia il successo ottenuto nel centro Europa” [...]
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In un momento storico in cui l’e-commerce ha iniziato a conoscere percentuali di crescita importanti anche nel nostro Paese, il mercato delle soluzioni di pagamento è in fermento, e le fintech sono pronte a contendersi un mercato in rapida evoluzione e in cui l’innovazione è sempre più al centro delle strategie di business. A dare una spinta decisiva al settore è intervenuta nell’anno appena trascorso l’emergenza Covid-19, che ha costretto le persone al distanziamento sociale come misura di prevenzione e a una serie di lockdown che periodicamente hanno costretto a casa le persone.

Ma mote delle abitudini acquisite durante l’emergenza rimarranno con ogni probabilità anche con il “new normal”, una volta che ci saremo lasciati alle spalle la pandemia: le competenze e le attitudini verso il digitale con ogni probabilità rimarranno in ogni situazione in cui hanno dimostrato la propria convenienza rispetto a quelle “tradizionali”, come ad esempio per molte situazioni di smart working, o per i pagamenti digitali e gli acquisti online, che vedranno sempre più in primo piano il cashless.

Su questo settore scommette dal 2013 Mangopay, startup francese del gruppo Leetchi acquisita nel 2015 da Credit Mutuel Arkea, che propone una soluzione di pagamento dedicata ai marketplace, alle piattaforme di crowdfunding e alle aziende Fintech. L’azienda, che ha raggiunto la scorsa estate il traguardo dei dieci miliardi di euro di transazioni, ha deciso con il 2021 di sbarcare in Italia, dove era già operativa proprio dal 2013, aprendo una sede a Milano, nel cuore della capitale nazionale del fintech, per rafforzare la propria espansione internazionale e offrire ai propri clienti un supporto locale.

Cos’è Mangopay

A differenza delle soluzioni di pagamento tradizionali, Mangopay mette a disposizione dei propri clienti un’Api white label, che quindi può essere completamente personalizzata a seconda dei casi d’uso, caratterizzata dalla grande semplicità di utilizzo per gli sviluppatori. Grazie a Mangopay le piattaforme possono accettare più valute e diversi metodi di pagamento, tenere i fondi nei conti di deposito e automatizzare la maggior parte dei processi di pagamento, inclusa l’emissione dei pagamenti. A utilizzare l’Api white label di Mangopay sono oggi oltre 2.500 piattaforme in tutti i Paesi dell’Unione europea, gestendo transazioni da tutto il mondo grazie alla licenza di istituto di emissione di moneta elettronica.

La nuova sede in Italia

I primi passi in Italia Mangopay li ha mossi nel 2013 siglando una partnership con Growishpay, piattaforma che deve la sua notorietà al fatto di essere la più utilizzata nel campo delle “collette online”, collette online con svariate soluzioni per il mondo della scuola e delle liste nozze. Una collaborazione che ha dato visibilità a Mangopay e ha consentito all’azienda di entrare in contatto con diversi clienti, da Vr Bookings nel turismo fino alle fintech DeRev, CrowdChicken, e Criptalia, oltre a diversi marketplace e piattaforme crowdfunding.

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A fronte di questi risultati, la decisione di stabilirsi in Italia con una vera e propria presenza fisica, con un team locale dedicato, consentirà a Mangopay di comprendere più da vicino le dinamiche e le specificità del mercato italiano. A giustificare questa attenzione ci sono innanzitutto i numeri: nel nostro Paese l’e-commerce è arrivato a crescere nel 26% nel solo 2020, una percentuale che si traduce in 4,7 miliardi di euro in più di transazioni in un anno, che si spiega soprattutto con una progressione sostenuta del mobile commerce, arrivato a rappresentare il 56% del totale degli acquisti secondo i dati dell’osservatorio e-commerce Btc del Politecnico di Milano.

Per guidare la sede italiano di Mangopay è stato scelto Alfonso Catone (nella foto), Sales Manager responsabile per l’Europa meridionale, che comprende Italia, Grecia, Malta e Cipro.

Catone: “Pronti a replicare il nostro successo anche in Italia”

“Il tessuto economico italiano fonda le sue radici nelle piccole e medie imprese e di conseguenza nelle capacità imprenditoriali di chi le gestisce. Queste ultime sono state messe in evidenza ancora una volta in un anno tragico come quello appena passato in cui vendere online e improvvisamente diventato un must. I dati parlano da soli: le imprese con un proprio e-commerce sono passate dal 12% del 2019 al 31% di oggi, e più della meta utilizza i marketplace. Numeri destinati a crescere vertiginosamente”. Così Catone presenta la propria mission alla guida di Mangopay in Italia, sottolineando che “Le aziende hanno avuto nell’ultimo anno ancor più difficoltà di accesso al credito e il mondo fintech attraverso piattaforme di lending crowdfunding come Criptalia, o altre soluzioni innovative, ha saputo supportarle. Sono figlio di un piccolo imprenditore e conosco bene le difficoltà quotidiane che si vanno ad affrontare e proprio per questo ho deciso di cogliere al volo l’opportunità di far crescere Mangopay in Italia – concluce Catone – La nostra soluzione flessibile e specializzata e in grado di replicare in Italia quello che ha già fatto in centro Europa: aiutare le imprese del fintech e i nostri marketplace a crescere e internazionalizzarsi”

Gli obiettivi di Mangopay per il 2021 e il 2022

A spiegare i piani per il futuro di Mangopay è in una recente ntervista a Forbes il Ceo Romain Mazeries: “Per l’anno 2021 il nostro obiettivo è raggiungere circa 9 miliardi di euro in un anno, che equivale all’incirca a quello che abbiamo ottenuto in 7 anni – spiega il manager – consolidare i mercati esistenti, quindi Francia, Gran Bretagna e Germania, ma anche i due nuovi paesi aperti nel 2020, Paesi Bassi e Spagna, e continuare la nostra espansione in tutta Europa: Italia, Nordici, Europa dell’Est. L’altro obiettivo è di migliorare continuamente la qualità del servizio, che comprende la scalabilità operativa e tecnica e la qualità del nostro supporto, e sfruttare al massimo un quadro normativo in evoluzione al fine di fornire un servizio ottimale ai nostri clienti. (…) Il nostro obiettivo entro il 2022 è raggiungere i 14 miliardi di volumi di transazioni entro un anno: la nostra crescita e quella dei nostri clienti è appena iniziata”.

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