Il lockdown spinge l’ecommerce italiano: 2 milioni di consumatori in più

La stima di Netcomm è che, senza il lockdown, nei primi 4 mesi del 2020 ci sarebbe stata la stessa crescita del medesimo periodo del 2019 [...]
  1. Home
  2. Ecommerce
  3. Il lockdown spinge l’ecommerce italiano: 2 milioni di consumatori in più

L’emergenza sanitaria ha spinto gli italiani verso il digitale e, in particolar modo verso l’e-commerce: lo rivela un’indagine condotta da Netcomm, secondo cui dall’inizio del 2020 a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia (in tutto 29 milioni), 1,3 milioni dei quali, secondo le stime di Netcomm, sono da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria del Covid-19. La stima, infatti, è che, senza il lockdown, nei primi 4 mesi del 2020 ci sarebbe stata la stessa crescita del medesimo periodo del 2019, ossia 700.000 consumatori on line in più. Dal punto di vista dei prodotti commercializzati, si è registrata una vera e propria impennata nei settori che fino a poche settimane fa erano considerati emergenti: a registrare l’incremento maggiore, da fine febbraio a metà aprile, è infatti il pet care (+154%), seguito da cibi freschi e confezionati (+130%); prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93).  Molto forte (+349%) anche l’avanzata del Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente, che nei prossimi mesi dovrebbe diventare un’abitudine sempre più consolidata, poiché consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, quel distanziamento sociale sempre più richiesto.

 

WHITEPAPER
Come cambia il Retail tra ecommerce, piccoli rivenditori e la spinta al cashless
Acquisti/Procurement
Fashion

C’è però ancora della strada da percorrere: la tendenza a una logica omnicanale è ancora molto bassa, come basso rimane il livello di gestione smart dei negozi tramite app che consentano ai consumatori di localizzare lo store più vicino, pagare, ricevere sconti e programmi fedeltà. Secondo un’analisi condotta da Netcomm su circa 280 insegne di diversi settori, che rappresentano circa 46.000 punti vendita, risulta infatti che solo il 79% possiede un canale eCommerce attivo e solo il 37% è abilitato al ritiro o al reso in store di prodotti acquistati online.

“In questi giorni di emergenza sono tante le domande che ci poniamo sugli effetti e sulle mutazioni che ci attendono nel mondo del commercio – aggiunge Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano -. Tra le poche certezze c’è a mio avviso la vicinanza, la dipendenza che i canali online e fisico hanno dimostrato con forza in questo momento difficile. Durante il lockdown, il digitale per tanti ha rappresentato l’unica (e preziosa) occasione per mantenere viva una relazione con i propri consumatori. Per altri l’eCommerce è stato motore di crescita esponenziale delle vendite, ma le operations hanno dettato con violenza i ritmi e soprattutto hanno imposto i limiti. Quando avremo lasciato alle spalle questa crisi, l’eCommerce svolgerà un ruolo indispensabile per la ripresa del commercio e dei consumi: come individui cercheremo una nuova normalità, sicuramente più digitale. Una sfida importante per il nostro Retail”.

FacebookTwitterLinkedIn